Esercito del Kosovo: le critiche di Nato e USA al progetto di Thaci

La proposta di legge promossa dal Presidente del Kosovo Thaci, volta a trasformare l’attuale forza di sicurezza in un esercito regolare, ha ricevuto un duro colpo mercoledì, dopo la critiche che la NATO e l’Ambasciata degli Stati Uniti, così come la Serbia, hanno espresso in merito.

Il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha dichiarato di aver avuto un colloquio telefonico nella giornata di mercoledì con il Presidente del Kosovo, Hashim Thaci, e con il Primo Ministro Isa Mustafa per trasmettere loro le “gravi preoccupazioni degli alleati della NATO” in relazione alle recenti proposte delle autorità del Kosovo di trasformare la Forza di Sicurezza del Kosovo, KSF, in un esercito, senza previo consenso di tutte le comunità e le necessarie modifiche costituzionali.

“Ho spiegato chiaramente che misure unilaterali come queste sono inutili, e ho esortato le autorità del Kosovo a rimanere in stretto contatto con Belgrado”, ha aggiunto Stoltenberg.

Anche l’Ambasciata degli Stati Uniti in Kosovo ha espresso preoccupazione per l’intenzione annunciata di modificare e ampliare il mandato della KSF senza un emendamento costituzionale.

“Noi sosteniamo la graduale e trasparente trasformazione della forza di sicurezza del Kosovo in una forza armata multietnica in linea con gli standard della NATO. Tuttavia, questa trasformazione deve essere effettuata in conformità con la Costituzione del Kosovo e attraverso un processo politico inclusivo e rappresentativo che riflette la democrazia multietnica del Kosovo”, ha dichiarato l’Ambasciata degli Stati Uniti.

Le reazioni ostili giungono successivamente alla presentazione, da parte del Presidente Thaci, delle modifiche proposte ad un disegno di legge che vedrebbe il corpo militare rafforzato in termini di responsabilità e capacità.

Mercoledì scorso, la Presidenza del Parlamento si è radunata per esaminare la proposta e inviarla al governo per un’ulteriore elaborazione.

Il portavoce Veseli, dopo aver aperto la giornata con una visita ai cadetti KSF, ha detto loro che il Kosovo sta iniziando un “importante processo di trasformazione del KSF in un esercito. La decisione del Presidente è nell’interesse del nostro paese e ha un obiettivo del tutto pacifico, ma anche quello, sacro, di difendere il nostro paese”.
Più tardi Veseli ha suggerito che il Kosovo è costretto ad intraprendere questa iniziativa, a seguito del blocco dai deputati serbi in parlamento.

“Durante gli ultimi tre anni, abbiamo cercato di raggiungere un consenso sulla trasformazione della KSF, ma non siamo riusciti a trovare comprensione”, ha aggiunto.
Attualmente, la Forza di Sicurezza del Kosovo ha solo competenze limitate, mentre la sicurezza nazionale resta nelle mani di una missione di pace della NATO di circa 5.000 soldati provenienti da 30 Stati membri e partner.

Le modifiche costituzionali necessarie per la trasformazione del KSF richiedono una “doppia maggioranza” in parlamento, il che significa che i due terzi dei 100 deputati albanesi del Kosovo e due terzi dei 20 deputati non-albanesi dovrebbero votare a favore. I serbi del Kosovo detengono 10 dei 20 seggi riservati alle minoranze, diventando di fatto l’ago della bilancia in questo processo.

Poiché i deputati serbi si oppongono con forza alla costituzione di un esercito in Kosovo, Thaci intende aggirare questo blocco, proponendo cambiamenti per ampliare le responsabilità della forza di sicurezza esistente senza la necessità di modifiche costituzionali.

L’iniziativa ha fatto infuriare il Governo serbo, che anche si oppone aspramente a qualsiasi mossa intesa a rafforzare la statualità del Kosovo, che Belgrado contesta.

Il Primo Ministro Aleksandar Vucic ha dichiarato mercoledì che la Serbia farà “tutto ciò che può” per impedire la creazione di un esercito in Kosovo: “La costituzione del’esercito del Kosovo sarebbe in contrasto con la risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza dell’ONU. Inoltre, anche se noi non la riconosciama, questa iniziativa viola anche la stessa costituzione del Kosovo”. Vucic ha inoltre chiarito di aver affrontato l’argomento con il Presidente Thaci, nel corso di una conversazione telefonica avuta martedì.

“Spero che qualcuno si accorgerà di ciò che la Serbia sta facendo per salvaguardare la pace e la stabilità, e quanta pressione subiamo da altre parti”, ha aggiunto Vucic.

Il Premier serbo ha concluso aggiungendo che la NATO è obbligata a prevenire l’ingresso delle “forze armate kosovare nel nord del Kosovo”, roccaforti serbe.

(Perparim Isufi, Balkan Insight, 08.03.2017)
http://www.balkaninsight.com/en/article/kosovo-army-bill-angers-nato-us-serbia-03-08-2017#sthash.ynm0vtNb.dpuf

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