Escobar: “Con il nuovo governo che arrivino anche le sanzioni alla Russia”

L’inviato speciale degli Stati Uniti d’America per i Balcani occidentali, Gabriel Escobar, ha espresso la speranza che la Serbia si unisca agli altri Paesi dei Balcani occidentali e imponga le sanzioni alla Russia dopo la formazione del nuovo governo.

“Quasi tutti i Paesi dei Balcani occidentali hanno concordato di far pagare alla Russia il prezzo dell’invasione attraverso delle sanzioni e attraverso il sostegno all’Ucraina e al suo popolo. Spero che la Serbia si unirà a quel gruppo e che si armonizzerà con le sanzioni quando formerà il nuovo governo”, ha affermato Escobar nel suo discorso online al Vertice della democrazia dell’Europa sudorientale, che si è tenuto a Budva.

Il tema dell’incontro, che ha riunito funzionari dell’UE, degli Stati Uniti, del Regno Unito e della regione, è stato “La guerra in Europa: impatto sui Balcani”. La Serbia è l’unico Paese in Europa che non ha imposto sanzioni alla Russia, sebbene sia d’accordo con le risoluzioni delle Nazioni Unite (ONU) e le dichiarazioni dell’Unione europea che condannano l’invasione russa dell’Ucraina; la Belgrado ufficiale giustifica un tale atteggiamento come “protezione degli interessi vitali del Paese”.

L’inviato americano per i Balcani ha accolto con favore il fatto che sia l’UE che la NATO abbiano riaffermato la “politica della porta aperta”. “Penso che sia importante che l’UE riaffermi la sua politica della porta aperta. E quella politica non si riferisce solo all’Ucraina e ad altri Paesi a rischio, ma ci ricorda anche che altri sei Paesi sono in fila prima dell’Ucraina”. Ha sottolineato che i Paesi dei Balcani occidentali hanno compiuto “enormi progressi” e “riforme impressionanti” e ha espresso la speranza che l’Europa metta in pratica ciò che dice oggi quando si tratta di integrazione europea dei Balcani occidentali.

Photo credits: “EPA/Georgi Licovski”

Eskobar: Prvo formiranje nove Vlade, pa sankcije Rusiji

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