Erik Mut, un serbo con un passaporto diverso

“Io sono il vostro straniero. La gente dice che sono un serbo, ma con un passaporto diverso”, afferma Erik Mut, canadese innamorato di Belgrado, città in cui ha vissuto negli ultimi dieci anni, frontman dei Worldly Savages, e youtuber che frequentemente carica sul suo canale clip sulla Serbia.

Erik Mut è arrivato in Serbia per caso nel 2006, durante un viaggio attraverso l’Europa intrepreso alla ricerca delle sue radici celtiche, tedesche e slave. Gli ci sono voluti solo quattro giorni per rendersi conto che Belgrado era proprio la città fatta per lui.

“Belgrado è il luogo dove la mia anima si sente viva, e il Canada è un sistema in cui sono cresciuto. Amo l’energia di Belgrado, la gente, la frutta e le verdure che sono le più gustose del mondo. E se disponete di qualche soldo, la vita può essere piuttosto a buon mercato qui. Quello che mi piace di più è che la gente in Serbia non ha paura di esprimere le proprie emozioni, siano esse buone o cattive”, spiega Erik in un’intervista al quotidiano BLIC.

Il biondo e canadese musicista, utente esperto di YouTube, e professionista dell’IT, spicca nel contrasto con le code che si possono notare presso l’Ambasciata del Canada a Belgrado ogni mattina, nella sua assoluta sicurezza di voler vivere a Belgrado: “Ho vissuto in Occidente – a Toronto e Londra – dove i pensieri e le parole sono censurati a causa della correttezza politica, per non offendere nessuno. Al contrario, la gente qui esprime sempre ciò che ha nel cuore, e talvolta gli insulti diretti possono fare parte dell’amicizia. Io sono sempre stato così. Ho trovato persone come me tra i serbi che vivono a Toronto e a Belgrado. Sono più sincero rispetto alle persone che vivono in Occidente, e libero di essere quello che sono”.

Erik aggiunge di aver stabilito facilmente dei rapporti di amicizia in parte a causa della filosofia serba: “vivere per oggi, perché nessuno sa cosa succederà domani. Questo tipo di atteggiamento è perfetto da adottare nella vita privata, ma professionalmente crea una cultura d’impresa disastrosa. Sì, gli stipendi sono bassi, ma le cose cambieranno una volta che cambierà l’opinione stessa sul Paese. Belgrado è un bel posto in cui vivere, e grazie a Internet, i giovani serbi possono lavorare on-line in inglese, ed essere pagati con un salario britannico. Tra tutte le nazioni del mondo, i serbi si trovano nella migliore posizione per sfruttare l’economia globale di Internet, e diventare più competitivi dei liberi professionisti provenienti da India e Filippine perché parlano bene inglese, e possono fare leva sui forti legami culturali con l’Occidente. Inoltre, i salari, benchè risibili per gli standard occidentali, sono abbastanza buoni per condurre una vita decente qui. Questo è ciò che mi ha permesso di vivere lo stile di vita di Belgrado con salario britannico da anni”, ricorda Erik.

Erik Mut è anche musicista e vlogger, ed è abituato a considerare il mondo in quanto pieno di opportunità a disposizione di chiunque abbia il coraggio di pensare con la propria testa e provare qualcosa di nuovo. Questo è anche il tema sottolineato dalle canzoni che crea insieme con la sua band.

“Abbiamo formato la band nel 2008, quando mi sono innamorato del suono dei Balcani e volevo trasmetterlo, così come tutta la cultura serba, in modo autentico attraverso la mia musica. Abbiamo viaggiato in tutta Europa, e stiamo diffondendo l’energia di Belgrado attraverso canzoni che parlano di libertà emotiva, della creazione del proprio destino e del viaggio. Questo è anche ciò che consiglio ai serbi per evitare questa cattiva economia. Ed è anche un invito alle persone che vivono in Occidente a liberarsi da tutto ciò che ha lavato loro il cervello e a diventare cittadini del mondo, motivo per cui abbiamo chiamato la nostra band Wordly Savages: “mondialmente” in quanto appartenente al mondo intero, e “selvaggi “perché parliamo di emozioni e desideri umani”, spiega Erik Mut.

Erik parla di Belgrado anche sul suo canale YouTube, Belgrade Beat, anche se in modo meno poetico e più divertente.

“Questa è una città europea meravigliosa, leggendaria, accogliente e aperta. So che non sono pochi i serbi che hanno lasciato questo paese, solo per sentirne terribilmente la mancanza in seguito. E’ successo anche a me. Dopo che ero stato qui per la prima volta, sono tornato in Canada, e non riuscivo a smettere di pensare alla Serbia e a come ritornare. La vostra cultura è più ricca di quanto si pensi, e se la nutrite e apprezzate, vi accorgete di tutte le cose buone che avete intorno. Naturalmente, ce ne sono anche di tristi, ma concentriamoci su ciò per cui siamo grati. E io sono grato per questa città”.

(Noizz, Blic, 09.04.2017)

http://noizz.rs/kultura/erik-mut-worldly-savages-ja-sam-srbin-s-drugim-pasosem/3tyky11

http://www.blic.rs/vesti/beograd/ja-sam-srbin-sa-drugim-pasosem-erik-mut-pre-deceniju-rodni-toronto-zamenio-je/xgvjseb

Foto di copertina : Oliver Bunić/Noizz.rs

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