Il valore dell’eredità storica delle donne in Serbia

Nomi immortalati lungo le strade, sugli edifici, da statue e monumenti: un attento osservatore non avrà problemi ad individuare le impronte della vita e del lavoro delle donne in Serbia.

L’eredità architettonica di Jelisaveta Nacic

In un coacervo di strade i cui nomi ricordano personaggi di sesso maschile, a Belgrado, non lontano dal quartiere bohémien di Skadarlija, si trova la via intitolata a Jelisaveta Nacic, la prima donna architetto in Serbia.

Jelisaveta si distinse scegliendo una professione ed un percorso di vita diverso dalle sue coetanee, divenendo la prima donna ad iscriversi alla Facoltà di Architettura di Belgrado nel 1896 e ritagliandosi il proprio spazio in un settore tipicamente dominato dagli uomini, progettando diversi edifici pubblici e privati di rilievo a Belgrado.

Non troppo lontano dalla sua strada, un tale patrimonio architettonico può essere ammirato: nel punto in cui Cara Dusana incontra Francuska si trova infatti la Chiesa di San Alexander Nevsky, progettata da Nacic nello stile della Moravia e completata nel 1929. La pioniera partecipò anche alla progettazione di Kalemegdan Park: la scalinata, in stile neobarocco, che collega il parco con Pariska Street è opera sua.

Non troppo lontano dalla scalinata, in Kralja Petra, è possibile ammirare una delle più notevoli realizzazioni architettoniche di Nacic. L’Istituto della città di Belgrado per la protezione dei monumenti culturali ha eletto la scuola elementare King Peter I, sita proprio accanto alla Cattedrale di Belgrado, sito del patrimonio culturale nel 1965.

La scuola, in stile neoclassico, con i suoi elementi decorativi in stile liberty, fu considerata, al momento della sua costruzione, una struttura altamente moderna. Il suo patrimonio architettonico fa di Nacic uno degli architetti più indiscutibilmente talentuosi e coraggiosi della storia moderna della Serbia.

Un’eroina di guerra dimenticata

Spingendosi lontano dal centro della città, in direzione sud verso il quartiere di Vozdovac, ci si imbatte in Milunka Savic. La via deve il proprio nome all’eroina di guerra serba che combatté nella guerre balcaniche e prestò servizio durante la Prima Guerra Mondiale.

Poco più che ventenne, Savic si travestì da uomo e si iscrisse all’esercito serbo nel 1912, con il nome di Milun Savic. La sua identità venne rivelata nel 1913, in seguito ad un ferimento in battaglia e ad un conseguente ricovero in ospedale. Dopo l’incidente, Savic proseguì il suo coraggioso impegno nell’esercito serbo, dove conquistò una solida fama di eccellente guerriera. A causa del suo coinvolgimento fu insignita degli onori militari della Croce russa di San Giorgio e della Legione d’onore francese.

Su Milunka Savic 25 si trova, ancora in piedi, la casa che fu il suo domicilio fino al momento della morte, sopravvenuta nel 1973. Una targa commemorativa in sua memoria è stata recentemente posta sulla struttura.

Nel Comune di Novi Pazar, nel sud-ovest della Serbia, si può anche trovare una statua commemorativa eretta in suo onore nel suo villaggio natale di Koprivnica, dove si trova anche la casa in cui è cresciuta.

Tracce impressioniste a Belgrado e Cacak

Potreste aver notato il disegno della donna sulla banconota da 200 dinari, ma lo sapevate che è internazionalmente riconosciuta come una delle più grandi pittrici serbi del 20° secolo?

Nata nel 1873 a Cacak, Nadezda Petrovic, viaggiò e lavorò tra Francia, Germania e Italia nel corso della sua carriera, anche se tornava costantemente al suo paese d’origine. Petrovic fu percepita come un modernista dai suoi contemporanei, e la sua pittura provocò non poche polemiche tra i suoi critici.

Ricordata con affetto come un grande umanista, così come pittrice, prestò servizio volontario come paramedico durante la prima guerra mondiale.

Nel centro di Cacak è possibile visitare un museo dedicato Petrovic che esibisce quasi 400 delle sue opere d’arte.

Nel 1974, a Belgrado, l’Istituto per la protezione dei monumenti culturali ha aperto un museo della memoria dedicato a Nadezda e suo fratello, lo scrittore avanguardista Rastko Petrovic. Il museo si trova in Ljubomir Stojanovic 25, e offre alla visita una selezione di dipinti, lettere e oggetti appartenuti a Nadezda e suo fratello.

Due statue sono state erette in suo onore, uno a Cacak, l’altra in Pioneer Park a Belgrado.

La casa di Mileva Maric-Einstein

La prossima volta che vi troverete in visita a Novi Sad, potreste desiderare di passare dalla casa di famiglia della prima moglie e collega di studio di Albert Einstein.

La fisica serba Mileva Marić-Einstein fu una delle compagne di Einstein, presso il Dipartimento di Matematica e Fisica a Zurigo nel 1896, distinguendosi come l’unica donna in un gruppo di sei all’università. Alcuni studiosi sostengono che era compagna di sostegno negli studi di Einstein. Il matrimonio tra i due scienziati durò fino al 1919 e la coppia ebbe due figli.

La sua casa di famiglia, dove trascorse gran parte della sua vita e che Albert Einstein visitava occasionalmente, si trova in Kisacka 20 a Novi Sad. Secondo i media locali, vi sarebbe in progetto la ristrutturazione della casa entro il 2021.

Altre targhe commemorative in suo onore sono state collocate a Zurigo, Sremska Mitrovica e Novi Sad, nel campus dell’Università.

(Siri Sollie, Balkan Insight, 08.03.2017)

http://www.balkaninsight.com/en/article/chasing-the-historic-traces-of-serbia-s-heroines-03-07-2017

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