La Serbia è in attesa di elezioni parlamentari anticipate e, oltre al dilemma sulla loro data, resta aperta anche la questione se le elezioni presidenziali si terranno “in pacchetto” insieme ad esse.
Mentre i risultati delle recenti elezioni locali non hanno fornito un chiaro segnale di urgenza, gli analisti sono divisi: alcuni ritengono che per il governo sarebbe più logico accorpare le elezioni, poiché Aleksandar Vučić potrebbe “trasferire” la propria popolarità al candidato scelto come suo successore alla presidenza; altri prevedono invece una separazione, poiché saranno proprio le parlamentari a essere decisive.
Ognjen Gogić, politologo, ha dichiarato a “Blic” che, sebbene questi risultati siano in parte rilevanti per determinare la data delle elezioni parlamentari, il loro impatto sulla decisione di accorparle con le presidenziali è quasi neutro. Un’eventuale unificazione delle elezioni rifletterà una strategia politica più ampia dei circoli al potere, sottolinea. “I risultati delle elezioni locali non hanno dato al governo motivo di affrettare la convocazione delle parlamentari. La vittoria è stata ottenuta. Non è un esito tale da spingere le autorità a testare rapidamente il consenso a livello nazionale. Ciò non significa che si sarebbe deciso di indire elezioni a breve nemmeno in caso di una vittoria più netta. La decisione si basa sulle condizioni generali nel Paese e nel mondo, non sui risultati delle amministrazioni locali, che non rappresentano un campione significativo dell’umore nazionale“, afferma Gogić. Egli ricorda inoltre che il mandato di Aleksandar Vučić alla presidenza della Serbia scade nella primavera del 2027 e che è stato ipotizzato un suo ritorno al ruolo di primo ministro. “Poiché alle elezioni presidenziali manca circa un anno, è economicamente irrazionale tenere due grandi processi elettorali a pochi mesi di distanza. Dal punto di vista politico è ancora meno logico per il partito di governo separare le elezioni. Le presidenziali rappresentano per esso una maggiore incertezza rispetto alle parlamentari, poiché non dispone al suo interno di una figura con una popolarità anche solo lontanamente paragonabile a quella di Vučić. L’accorpamento consentirebbe ad Aleksandar Vučić di guidare la campagna per il ruolo di primo ministro dalla posizione di presidente, trasferendo al contempo la propria popolarità al candidato prescelto come suo successore“, sottolinea Gogić.
Il Presidente della Serbia, Aleksandar Vučić, ha dichiarato che le elezioni si terranno entro la fine dell’anno, forse già entro il Vidovdan. L’ultima volta che ha parlato del proprio mandato ha affermato, tra l’altro, che “probabilmente si andrà insieme alle elezioni presidenziali e parlamentari”. Nel frattempo si sono svolte le elezioni locali, in cui il SNS ha ottenuto la vittoria in tutti e 10 i comuni.
Parlamentari e presidenziali (non) saranno accorpate
Vladimir Pejić, direttore dei programmi dell’agenzia “Faktor plus”, ritiene invece che i risultati delle elezioni locali non influenzeranno in modo significativo la data delle elezioni parlamentari anticipate e che queste non si terranno insieme a quelle per l’elezione del capo dello Stato. “La mia valutazione è che le elezioni parlamentari e presidenziali saranno separate. Penso che si terranno prima le parlamentari, a novembre o dicembre, e successivamente, come previsto dalla legge, le presidenziali, tra marzo e aprile al più tardi“, ha dichiarato Pejić a Blic TV. “Ritengo che saranno separate perché l’attenzione sarà concentrata sulle parlamentari, che saranno decisive, quelle su cui si giocherà tutto“, ha aggiunto. “A mio avviso si potrebbe anche partire dalle presidenziali, che creano un’atmosfera da referendum, con due candidati, situazione in cui per l’opposizione è molto più facile competere. Credo che l’obiettivo sia che le parlamentari mostrino il vero stato delle cose in Serbia“, ha affermato Pejić.
“Il governo avrà un solo candidato”
Đorđe Vukadinović, analista politico, ha dichiarato che, se fosse nei panni di Aleksandar Vučić, agirebbe diversamente. “Partirei prima con le elezioni presidenziali, per cercare di accentuare le divisioni nel campo dell’opposizione riguardo al candidato. Perché il governo, in ogni caso, avrà un unico candidato. L’opposizione, anche quella parlamentare e quella studentesca, non ha un candidato chiaramente condiviso, figuriamoci se riuscisse a trovare un accordo comune“, ha valutato Vukadinović.
Le ultime elezioni parlamentari si sono svolte il 17 dicembre 2023. Il mandato dell’attuale governo scade alla fine del 2027 e nello stesso anno, per legge, dovrebbero tenersi anche le elezioni presidenziali ordinarie, nonché le elezioni locali in un numero maggiore di città e comuni.
- Le elezioni parlamentari vengono indette dal Presidente della Repubblica
- Tra il giorno dell’indizione e quello del voto non possono trascorrere meno di 45 né più di 60 giorni
- Alle ultime elezioni del 17 dicembre 2023 erano registrati 6.500.066 elettori
- Secondo i dati della RIK, hanno votato 3.820.746 persone, pari al 58,77%
- Per Aleksandar Vučić si tratta del secondo mandato, che scade nella primavera del 2027
- Vučić è stato eletto per la seconda volta Presidente al primo turno il 3 aprile
- Ha prestato giuramento per il secondo mandato il 31 maggio 2022
(Blic, 02.04.2026)
https://www.blic.rs/vesti/politika/parlamentarni-i-predsednicki-izbori-u-srbiji-zajedno-ili-odvojeno-za-i-protiv/2thek1k
