Monitoraggio elezioni presidenziali: pochi gli osservatori internazionali

Almeno 17 organizzazioni straniere invieranno osservatori per monitorare le elezioni presidenziali in Serbia, ma considerando che l’OSCE invierà una missione limitata, le ONG internazionali si faranno carico maggiormente dell’attività di individuazione e comunicazione delle eventuali irregolarità.

La Commissione elettorale della Repubblica della Serbia ha comunicato a BIRN di aver finora concesso a 17 organizzazioni straniere il permesso di monitorare le elezioni presidenziali del 2 aprile, ma soprattutto, che il numero di osservatori inviati dall’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, l’OSCE, sarà ridotto rispetto agli scrutini precedenti.

Considerando tali limitazioni, commissioni elettorali dalla Russia e dalla Bosnia e varie ambasciate, tra cui quelle di Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e Svizzera, stanno implementando le loro squadre di osservatori.

La Commissione elettorale ha anche comunicato di dover ancora valutare altre sette richieste, come ad esempio quella da parte di osservatori della delegazione dell’Unione europea in Serbia e delle ambasciate di Francia, Austria e Paesi Bassi.

L’OSCE ha già spiegato che non invierà osservatori nei seggi elettorali per effettuare l’osservazione sistematica del conteggio dei voti in quanto non abbastanza preavviso è stato dato dalle autorità per preparare una missione su vasta scala.

Il corpo di sicurezza europea, che ha monitorato le precedenti 15 elezioni in Serbia, per la prima volta non effettuarà l’osservazione sistematica o completa del voto, il conteggio e la tabulazione nel giorno delle elezioni.

Alexandre Keltchewsky, alla guida della missione OSCE e del suo Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani, ODIHR, ha confermato all’emittente televisiva N1 che il monitoraggio delle elezioni dipenderà prevalentemente dalle ONG locali: “In una situazione come questa, in assenza di osservatori a lungo termine, ci affidiamo alle missioni di osservazione da parte delle organizzazioni locali. Il loro ruolo è ancora più importante del nostro”.

“Ecco perché è molto importante per loro avere la possibilità, così come per gli osservatori dei partiti politici, di monitorare l’intero processo, perché ce ne sono molti più di noi quest’anno”, ha aggiunto.

La Commissione deve ancora annunciare l’elenco completo delle organizzazioni locali accreditate per monitorare le elezioni, in quanto il termine per le domande è scaduto lunedì a mezzanotte.

Lunedì mattina la Commissione ha confermato di aver già approvato le richieste pervenute da Center for Transparency, Research and Accountability, CRTA, Center for Free Elections and Democracy, CESID, the Lawyers’ Committee for Human Rights, YUKOM. Documentazione aggiuntiva è stata richiesta per valutare le proposte pervenute da parte del Center for Development of Non-Profit Sector
e del Roma Center for Strategy, Development and Democracy.

Nella sua comunicazione a BIRN, la Commissione elettorale ha specificato di non aver ricevuto, fino al 24 marzo, alcuna richiesta di monitorare il processo elettorale in Kosovo.

L’OSCE ha pubblicato una relazione di valutazione pre-elettorale questo mese, nella quale ha espresso preoccupazione sulla “la fiducia nelle commissioni elettorali di livello inferiore, la precisione del registro degli elettori, la condotta della campagna, in particolare per quanto riguarda possibili intimidazioni agli elettori, la compravendita dei voti, e il potenziale uso improprio delle risorse amministrative”.

“La maggior parte delle raccomandazioni precedenti dell’OSCE/ODIHR sono rimaste inascoltate, e aspetti specifici che potrebbero meritare l’attenzione dell’attività di osservazione elettorale comprendono lo svolgimento della campagna, il suo finanziamento e la copertura mediatica”, si legge nella valutazione.

“Date le preoccupazioni condivise da organizzazioni della società civile in merito alla loro capacità di distribuire osservatori e considerando le questioni sollevate da più parti sul giorno delle elezioni, la gestione della procedura nei seggi elettorali potrebbe beneficiare di un ulteriore esame”, viene aggiunto.

Keltchewsky ha rivelato a N1 TV di temere, questa volta, l’insorgenza di problemi che sono stati evidenziati nelle relazioni sulle elezioni precedenti in Serbia.

(Vanja Djuric, Balkan Insight, 28.03.2017)

http://www.balkaninsight.com/en/article/dozen-foreign-observers-to-monitor-serbian-elections-03-28-2017#sthash.cLmmMdYa.dpuf

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