Elezioni anticipate a Belgrado: le reazioni dell’opposizione

Il capo della sezione elettorale del Partito Democratico Popolare (DPS) per le elezioni a Belgrado, Balsa Bozovic, ha invitato i rappresentanti dell’ “opposizione civica e pro-europea” ad esprimersi quanto prima sulle prossime elezioni a Belgrado, che, secondo quanto riportato da alcuni media, potrebbero già essere indette nel mese di dicembre.

Incontrandoli presso il Parlamento serbo, Bozovic, ha dichiarato ai giornalisti che il DS è pronto per i colloqui “oggi stesso”, così come per le elezioni, ma, ha aggiunto, il fatto che l’annuncio della data delle elezioni sia stato diffuso “attraverso i tabloid è una dimostrazione del potere della SNS”. E’ lecito dunque non aspettarsi elezioni giuste e libere, ma i DS “lottano per i cittadini e preservano le istituzioni. Ogni volta che ci sono elezioni, c’è poco tempo per la campagna, ma non recriminiamo, ci batteremo per i cittadini, questo è un test per noi, non per loro, un test per dimostrare la responsabilità dell’opposizione, che minerà e bloccherà questo regime”.

Il termine per le elezioni regolari per il governo della città di Belgrado è l’aprile del prossimo anno.

Il Presidente di Dveri, Boško Obradović, invece, ha invitato l’opposizione a boicottare le prossime elezioni a Belgrado, a meno che non vengano assicurate le condizioni per il loro corretto svolgimento. Dal suo punto di vista, rivelato ai giornalisti, due sarebbero le alternative da individuare: se partecipare ad elezioni “preordinate e sconfitte”, o presentarsi in modo unico per la lotta ad elezioni eque e giuste, innanzitutto per la libertà dei mezzi di comunicazione, come ha sottolineato, precondizione di elezioni libere.

“Questo è il primo: accetteremo di partecipare alle elezioni di Belgrado nel black out dei media e in modo disonesto e ingiusto,tenendo presente che una delle liste elettorali continua a portare il nome del Presidente dello stato. Qual è l’idea del Partito progressista serbo (SNS): ritirarsi e tenere un’altra elezione in Serbia”, ha dichiarato Obradovic. Secondo il capo di Dveri, l’SNS guidato da Aleksandar Vucic e dai suoi “satelliti” dovrebbe presentarsi da solo dimostrando che sta dominando la Serbia con meno del 25% del sostegno dei cittadini della Serbia. Il capo del Dveri ha anche affermato che “il potere dittatoriale non crolla alle elezioni, ma in piazza”. “Ebbene, signori dell’opposizione, se siamo opposizione, interrompiamo questo governo e combattiamo per elezioni oneste e oneste e liberiamo i media”, ha dichiarato Obradovic.

Il Movimento dei cittadini liberi ha annunciato che è fondamentale impedire brogli elettorali. “Diciamo ai cittadini: ‘È possibile!’ Hanno qualcuno da votare e ci impegniamo a garantire una vita normale per tutti, senza timori, bugie e violenze”, si legge in una dichiarazione diffusa dall’agenzia Beta. “Resta da offrire un qualche tipo di accesso ai mezzi di comunicazione. Per quanto riguarda il finanziamento della campagna elettorale, non c’è da preoccuparsi: non abbiamo una ‘zia in Canada’, basta che vi guardiate in giro, diate un’occhiata ai vostri frigoriferi o mettiate le mani nelle vostre tasche, e vi verranno in mente i “successi storici”. La nostra campagna corre ogni giorno, questa è la realtà della vita umiliante in Serbia, cui, come alternativa, offriamo una vita decente degna dell’uomo”.

“Come vanno le elezioni, è una questione di tecniche elettorali: è fondamentale non perdere un voto, impedire un enorme furto elettorale e portare al potere persone di alta qualità”, ha dichiarato il movimento fondato da Saša Jankovic.

La possibilità di elezioni anticipate a Belgrado conferma la tesi secondo cui il potere esecutivo vuole mantenere i cittadini in un costante stato di emergenza, in un’incertezza e in una campagna elettorale ininterrotta, invece di aumentare il tenore di vita e la qualità della vita dei cittadini di Belgrado, secondo quanto sostiene la squadra di Vuk Jeremic.

“Sebbene i requisiti legali non siano stati rispettati, il governo dimostra la sua volontà di organizzare anticipatamente e straordinariamente, anziché elezioni regolari a Belgrado, senza alcuna base giuridica o necessità politica. Ciò testimonia la paura di perdere sostegno, l’incapacità di trovare un solo buon candidato a sindaco e la mancanza di risultati seri a Belgrado”, viene dichiarato in una comunicazione all’agenzia Beta.

Nel team di Jeremic è diffusa la convinzione che l’opposizione debba rispondere in modo univoco a questa mossa dell’autorità.

“Se l’opposizione sfrutta saggiamente questa straordinaria e illegale mossa da parte del regime, questo potrebbe essere l’inizio della caduta di un governo non nazionale e non democratico, nonché l’inizio della ricostruzione di Belgrado come chiave economica e centro educativo nella regione”, conclude la dichiarazione.

Il deputato del parlamento serbo e Presidente del Nuovo Partito, Zoran Zivkovic, ha dichiarato che il leader del SNS, Aleksandar Vucic, “non è debole a Belgrado perché l’opposizione è forte”, ma perché “i cittadini di Belgrado hanno deciso di cambiarlo”.

“Ha un problema: non cha nessuno da mettere in lista, cercherà un nuovo Siniša Mali o Goran Vesić, che non vincerebbe le elezioni per la comunità locale”. Secondo Zivkovic, il boicottaggio delle elezioni non è una soluzione perché l’intera opposizione non boicotterà mai, figurandovi taluni “presunti oppositori” che da due anni sono “attaccati alla lobby di Aleksandar Vucic”, e, inoltre, le elezioni vennero boicottate anche nel 1997 e al governo di allora non accadde nulla. Il Nuovo Partito si dichiara pronto alle elezioni, suggerendo Vesna Rakic-Vodinelic come candidato sindaco e anticipando che nei prossimi giorni nominerà candidati per altri posti nell’amministrazione comunale.

Il vicepresidente Dusan Pavlovic ha dichiarato che il movimento Dosta je Bilo è pronto a presentarsi indipendentemente alle elezioni anticipate per il governo della città di Belgrado, ma è anche disponibile a colloqui con altri partiti e organizzazioni dell’opposizione. Secondo Pavlovic, è la paura la ragione alla base della scelta di elezioni anticipate, e la proposta di Obradovic di boicottare queste elezioni potrebbe essere discussa se l’intera opposizione la accettasse.

Intanto, secondo quanto rivelato al quotidiano Blic da una fonte interna al partito ma anonima, il primo nell’elenco del Partito progressista serbo a correre per la carica di sindaco di Belgrado dovrebbe essere il Segretario generale della Presidenza serba, Nikola Selakovic: “Selakovic è uno dei collaboratori in cui Vucic ripone la massima fiducia, sarà probabilmente il primo nella lista, ma oltre a lui potrebbero esserci Nebojsa Stefanovic, Zorana Mihajlovic e altri membri di alto rango del partito dalla capitale”. Secondo la fonte, il partito, la cui lista si presenterà con il nome di Aleksandar Vucic, probabilmente agirà come squadra.

(Beta, b92, 25.09.2017)

http://beta.rs/vesti/politika-vesti-srbija/73964-izbori-u-beogradu-ds-test-za-opoziciju-dveri-pozivaju-na-bojkot 

https://www.b92.net/info/vesti/index.php?yyyy=2017&mm=09&dd=25&nav_category=11&nav_id=1307478

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