L’introduzione del nuovo sistema EES (Entry/Exit System) ha creato congestioni in tutti i valichi di frontiera con i paesi dell’Unione europea.
Sebbene sia iniziata la seconda fase di attuazione, durante la quale il sistema EES “funziona” per più ore al giorno, la situazione ai valichi di frontiera rimane critica e alcuni hanno adottato misure di sospensione, come l’aeroporto Humberto Delgado di Lisbona, dove i controlli biometrici sono stati temporaneamente aboliti dopo che i passeggeri hanno affrontato ritardi fino a sette ore alla frontiera.
Una misura simile è stata adottata nel Regno Unito, dove già a novembre, su richiesta delle autorità francesi, l’introduzione dell’EES è stata sospesa per i passeggeri in auto nel porto di Dover.
Il nuovo sistema per la registrazione degli ingressi e delle uscite dei passeggeri è iniziato a metà ottobre, inizialmente solo per alcune ore al giorno e solo nei principali valichi di frontiera. Successivamente l’applicazione è stata estesa a più ore al giorno e ha incluso anche i valichi minori e, secondo le prime informazioni, dal 10 aprile dovrebbe essere attiva a pieno regime in tutti i valichi di frontiera, sia stradali sia aerei.
“Ridurre al minimo i ritardi”
ABTA, l’associazione di categoria delle agenzie di viaggio britanniche, ha commentato la gravità della situazione. Ha invitato le autorità di frontiera a “fare tutto il possibile” per prevenire ulteriori ritardi.
“Invitiamo le autorità di frontiera a fare tutto il possibile per ridurre al minimo i ritardi. Dispongono di misure di emergenza, come la sospensione del sistema o la limitazione dei controlli, e vogliamo che vengano utilizzate per aiutare i viaggiatori”, ha dichiarato Mark Tanzer, amministratore delegato di ABTA, in una nota diffusa il mese scorso.
Anche gli aeroporti spagnoli, compresi quelli situati in popolari destinazioni turistiche, stanno affrontando gravi problemi e ritardi di diverse ore. Di conseguenza, le speculazioni su un possibile rinvio della piena attuazione del sistema EES sono diventate sempre più frequenti.
L’Unione europea ha tuttavia confermato che l’applicazione completa del nuovo sistema può essere temporaneamente rinviata o parzialmente sospesa durante la stagione estiva. Gli Stati membri hanno il diritto a una sospensione flessibile della durata di 90 giorni, con la possibilità di un’ulteriore estensione di 60 giorni, che copre di fatto l’intera stagione estiva. Ciò significa che in molti valichi di frontiera continuerà ad essere applicato il controllo tradizionale del passaporto con timbro manuale, invece della registrazione biometrica obbligatoria. Il termine per la piena attuazione del sistema europeo verrebbe così posticipato da aprile a settembre.
Come riportato dal sito The Local, durante una conferenza stampa il portavoce della Commissione europea Markus Lamert ha affermato che l’EES è stato “avviato con successo negli Stati membri”, riconoscendo però che l’introduzione di “un sistema così grande” è un compito complesso e impegnativo.
“Come sappiamo, l’introduzione graduale dura fino ad aprile, ma poiché sentiamo che molti sono preoccupati per la prossima estate, esiste un margine di flessibilità, per cui gli Stati membri, se necessario, possono sempre estendere il periodo di introduzione graduale fino a settembre”, ha dichiarato Lamert, secondo quanto riportato da The Local.
Nelle ultime settimane diverse organizzazioni turistiche hanno chiesto una revisione del calendario e a dicembre molti rappresentanti degli aeroporti hanno sollecitato una revisione urgente del sistema a causa di “crescenti problemi operativi” e dei lunghi tempi di elaborazione dei passeggeri in alcune località.
Le sfide del sistema
Il sistema, lanciato ufficialmente per fasi il 12 ottobre dello scorso anno, è stato progettato per modernizzare le frontiere esterne dell’area Schengen. Sostituendo i timbri manuali sul passaporto con una registrazione digitale delle impronte digitali e delle scansioni facciali, il sistema mira a rafforzare la sicurezza e a monitorare “coloro che superano il limite di permanenza di 90 giorni nei paesi Schengen”. Con l’aumento della soglia di registrazione dal 10 per cento alla fine del 2025 al 35 per cento all’inizio di gennaio 2026, hanno iniziato a emergere problemi sempre più seri all’interno del sistema stesso.
I principali problemi riscontrati finora nell’attuazione riguardano i notevoli ritardi nell’elaborazione dei passeggeri, con il tempo trascorso al controllo di frontiera che in alcune località è aumentato fino al 70 per cento. Tali rallentamenti hanno portato alla formazione di code enormi, soprattutto durante le festività natalizie, quando i passeggeri negli aeroporti di Francia, Spagna e Portogallo hanno affrontato attese comprese tra tre e sette ore.
Un ulteriore problema è stato rappresentato da guasti tecnici e interruzioni occasionali del sistema, che hanno messo sotto pressione i terminal più affollati. Di conseguenza, alcuni aeroporti sono stati costretti ad abbandonare temporaneamente i controlli biometrici e a tornare all’elaborazione manuale dei passeggeri per ridurre le congestioni e normalizzare il flusso del traffico.
Un esempio di ciò è l’aeroporto Humberto Delgado di Lisbona. L’aeroporto ha rilasciato una dichiarazione affermando che il sistema europeo di ingresso e uscita viene temporaneamente sospeso a seguito di gravi congestioni e ritardi dei voli causati da condizioni caotiche alle linee di immigrazione e al controllo passaporti. La sospensione sarà in vigore da gennaio a marzo, periodo durante il quale si prevedono minori affollamenti. Le autorità portoghesi hanno sottolineato che la sospensione riguarda esclusivamente l’aeroporto di Lisbona e non mette in alcun modo in discussione l’impegno del paese per la piena attuazione del sistema EES a livello dell’Unione europea.
Il direttore generale di ACI Europe (Airports Council International Europe), Olivier Jankovec, ha avvertito all’inizio del mese scorso che, se i problemi operativi non verranno risolti nelle prossime settimane, “porteranno inevitabilmente a una congestione molto maggiore e a disfunzioni sistemiche negli aeroporti”.
“Comprendiamo pienamente e sosteniamo l’importanza del sistema di ingresso/uscita Schengen (EES) e restiamo impegnati nella sua attuazione, ma l’EES non può essere un caos per i viaggiatori. Se i problemi operativi non possono essere risolti, sarà necessaria un’azione rapida da parte della Commissione europea e degli Stati membri Schengen per consentire una maggiore flessibilità nella sua introduzione”, ha avvertito Jankovec.
Sistema ETIAS dal 2027
L’Europa si sta inoltre preparando all’introduzione del Sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS). L’ETIAS è un’autorizzazione elettronica di viaggio per l’ingresso nell’area Schengen e in diversi Stati europei associati, e sarà richiesta per un totale di 30 paesi.
I cittadini di oltre 60 paesi, compresi i cittadini serbi, dovranno richiedere l’autorizzazione per entrare in Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Lituania, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Svezia. L’autorizzazione sarà richiesta anche per viaggiare in Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Bulgaria, Romania, Cipro, nonché in Andorra, Monaco, San Marino e Vaticano.
Con una valida autorizzazione di viaggio ETIAS sarà consentito l’ingresso in questi paesi europei un numero illimitato di volte per soggiorni di breve durata, fino a 90 giorni nell’arco di qualsiasi periodo di 180 giorni. Tuttavia, l’ETIAS non garantisce l’ingresso. All’arrivo, un agente di polizia di frontiera richiederà il passaporto e altri documenti e verificherà se si soddisfano le condizioni di ingresso. Prima di viaggiare, i passeggeri dovranno compilare una domanda online, fornire i dati personali di base e pagare una tassa di 20 euro. Inizialmente era stato annunciato che la domanda sarebbe costata sette euro, ma tale importo è stato modificato su proposta della Commissione europea.
Dopo l’implementazione dell’ETIAS seguirà un periodo transitorio di sei mesi, durante il quale i viaggiatori potranno entrare nei paesi partecipanti senza autorizzazione. Secondo i media, il sistema dovrebbe iniziare a funzionare nell’ultimo trimestre del 2026, il che significa che l’ETIAS non sarà un requisito obbligatorio fino ad aprile 2027.
“L’ETIAS inizierà a operare nell’ultimo trimestre del 2026. L’Unione europea comunicherà ufficialmente la data esatta di avvio dell’ETIAS alcuni mesi prima del suo lancio”, si legge nella dichiarazione ufficiale.
Il sistema di controllo pre-viaggio diventerà obbligatorio per i cittadini che possono viaggiare nell’area Schengen senza bisogno di un visto per soggiorni di breve durata. L’autorizzazione di viaggio sarà collegata digitalmente ai passaporti dei viaggiatori e sarà valida fino a tre anni o fino alla scadenza del passaporto.
(NIN, 05.02.2026)
https://www.nin.rs/drustvo/vesti/103125/ees-sistem-2026-guzve-na-granicama-i-odlaganje-primene
