Economisti: le elezioni anticipate costerebbero 20 milioni di euro e rinvieranno le riforme

L’indizione delle elezioni anticipate in Serbia, previste per la primavera di quest’anno, secondo gli economisti, porterebbe conseguenze negative a breve e a lungo termine per il bilancio e la crescita economica del paese.

Il professore della Facoltà di Economia di Belgrado, Milojko Arsic, ha dichiarato per l’agenzia di stampa Beta che “le elezioni non avrebbe un impatto significativo sulla crescita economica di quest’anno, che sarà dal 3,5% al 4%, perché la campagna elettorale probabilmente sarebbe di breve durata, e la politica economica per quest’anno è già stata adottata”.

“Dal momento che è certo che le elezioni sarebbero vinte dallo stesso partito politico che ora è al potere, ciò lascerebbe conseguenze negative a lungo termine per l’economia perché significherebbe una continuazione della forma di governo che esiste già da sei o sette anni e che dà scarsi risultati”, ha affermato Arsic.

La prova di tutto ciò è che la Serbia dal 2012 al 2018 nell’economia ha ottenuto risultati più scarsi rispetto ad altri paesi della regione dell’Europa centrale e orientale (CEE).

Il ritardo dell’economia serba rispetto ai paesi dell’Europa centro-orientale non può essere spiegato dal consolidamento fiscale o da altri problemi del mercato, dal momento che anche altri paesi in questo periodo hanno condotto il consolidamento fiscale e si sono trovati ad affrontare problemi di mercato.

“La ragione principale per l’arretratezza dell’economia serba sono le istituzioni deboli, ovvero la bassa qualità dei regolamenti, la pratica diffusa di non rispettare i regolamenti, la mancanza di una vera lotta alla corruzione, la mancanza di stabilità politica e molti altri motivi”, ha detto Arsic.

Il professore Arsic commenta dicendo che la Serbia si trova al 105° posto nella lista mondiale della qualità della governance della Banca Mondiale, “che è un posizionamento molto scarso per un paese europeo”.


Arsic ha detto che le elezioni anticipate si terrebbero in condizioni ingiuste, e che l’opposizione avrebbe probabilmente boicottato, il che significherebbe un periodo più lungo di instabilità politica, che non è favorevole per la crescita economica.

Il Capo economista del Consiglio fiscale di Serbia, Danko Brcerevic, ha detto per l’agenzia Beta che l’effetto immediato delle elezioni anticipate sarebbe un costo di bilancio di circa 20 milioni di euro.

Tra le conseguenze a lungo termine delle elezioni anticipate, secondo lui, sarebbe il rinvio al 2019 della creazione di un sistema a scaglioni per i stipendi, che sarebbe dovuto essere completato nel 2018. Come anche il rinvio delle riforme delle aziende pubbliche, in primis dell’industria elettrica Elektroprivreda (EPS). Brcerevic ha dichiarato che le elezioni rinvierebbero anche le riforme nel campo dell’assistenza sanitaria, dell’istruzione e di molti altri settori.

https://www.danas.rs/ekonomija/ekonomisti-prevremeni-izbori-kostali-bi-20-miliona-evra-i-odlozili-reforme/?fbclid=IwAR32J71sTHseMjRV1DqJr_okJx8qHpiMtXKeHB-a2IAmxvitfbIUGfgh3GU

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