Perdite delle imprese serbe quadruplicate rispetto al 2013

Le aziende serbe l’anno scorso hanno registrato perdite addirittura per 1,1 miliardi di euro, ovvero quattro volte di più rispetto il 2013, come dimostrano i risultati del report finanziario annuale preparato dall’Agenzia per i Registri commerciali (APR), non ancora pubblicato, ma che il quotidiano Danas ha avuto modo di vedere. Quanto sia rapido il calo dell’economia serba lo dimostra il fatto che le perdite complessive delle aziende serbe due anni fa erano pari a 300 milioni di euro, cifra che si è quadruplicata in appena un anno. Secondo calcoli preliminari, il PIL serbo l’anno scorso è diminuito dell’1,8% rispetto al 2013, ma i dati dell’Agenzia dimostrano che la perdita delle aziende serbe nel 2014 era addirittura il 4,17% del PIL.

Le aziende che possono dire di aver lavorato con successo nel 2014 hanno guadagnato 416,8 miliardi di dinari, mentre quelle andate in perdita nel complesso hanno totalizzato un segno meno per 518,6 miliardi di dinari, il che significa che l’economia in totale ha perso circa 131,78 miliardi di dinari. La maggior parte dei paramentri del report dell’Agenzia mostra una fotografia catastrofica dell’economia della Serbia, per alcuni stagnante, mentre sono molto pochi quelli che hanno goduto di un progresso.

Ne segue che non stupisce che lo Stato non abbia fretta di pubblicare il report, che non va a vantaggio del governo, che all’inizio di questo e dello scorso anno parlava di uscita dalla recessione e di crescita. Guardando queste cifre, non è del tutto chiaro il perché a gennaio presentando i risultati economici del proprio governo Aleksandar Vučić abbia detto “quasi mi commuovevo dalla felicità guardando gli ultimi indicatori economici. Prima di questo, a novembre 2014, il premier aveva dichiarato che i risultati del governo erano tangibili e che “come mai nella storia contemporanea della Serbia, esiste un’evidente stabilità macroeconomica, un tasso di cambio più stabile, un significativo calo dell’inflazione e del numero di disoccupati”. Vučić ha parlato anche del PIL, che secondo i dati preliminari, ad inizio 2015, era meno 0,5%.

Secondo il report dell’Agenzia, le imprese che nel 2014 hanno lavorato “in rosso” hanno dichiarato addirittura il 14,7% di perdita maggiore rispetto all’anno precedente, mentre le aziende che erano in guadagno l’anno scorso hanno dichiarato un guadagno inferiore del 6,8% rispetto al 2013. Un altro cattivo indicatore è il drastico calo dei ricavi dalla vendita di merci del 50%. Le aziende hanno avuto fino ad un quinto in meno dei soldi nei propri conti, anche se si sono indebitate il 7,7% in più rispetto al 2013. E’ aumentato anche il numero di investimenti nel breve periodo.

Una tale tempesta dell’economia non poteva risparmiare i lavoratori, così che nel 2014 il numero delle persone impiegate è diminuito di 18.839 unità, nonostante la battaglia contro l’economia grigia che aveva portato alla registrazione di un maggior numero di lavoratori neglle statistiche ufficiali. Di questi il numero di impiegati nelle compagnie pubbliche è diminuito di appena 2.431 unità (2,5%), nel settore sociale di 1.229 (22,6%), mentre gli altri 15.179 posti di lavoro sono stati persi dal settore privato. I dati per l’amministrazione statale e quella locale, così come per gli imprenditori, mancano nel report dell’Agenzia al quale Danas è riuscito ad arrivare.

Le cifre circa i posti di lavoro persi nel 2014 non coincidono con i dati dichiarati dal ministro del lavoro Aleksandar Vulin lo scorso dicembre. “La diminuzione della disoccupazione è una buona notizia, specialmente che il tasso di disoccupati continui a cadere e questi sono dati per i quali ci invidierebbero paesi più grandi e più seri”, ha affermato Vulin lo scorso novembre, commentando i dati per i quali la disoccupazione sarebbe scesa al 20,3% dal settembre 2014, ovvero con una diminuzione del 3,8% rispetto l’anno precedente. Tuttavia, i dati sulla disoccupazione riguardano il numero di persone di cui si tiene conto all’Ufficio Nazionale per l’Occupazione i quali a vario titolo possono essere cancellati da questa registrazione, per cui in Serbia esiste il paradosso per cui quando cala la disoccupazione, cala anche l’occupazione.

Proprio per questo motivo il tasso di disoccupazione non si può utilizzare come indicatore della situazione economica di un paese, per il quale sarebbe più efficace l’utilizzo del tasso di occupazione, che a sua volta risult ain calo.

(Danas 23.10.2015.)

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