Anticostituzionale la doppia pena per violazione del coprifuoco? Avviato un procedimento

Il Centro per i diritti umani di Belgrado ha annunciato di aver presentato alla Corte costituzionale della Serbia un’iniziativa per avviare un procedimento volto a rivedere la costituzionalità e la conformità con la Convenzione europea sui diritti umani del regolamento sui reati per violazione della restrizione e del divieto di circolazione delle persone (coprifuoco) sul territorio della Serbia.

L’ordine è del Ministro degli Interni, Nebojsa Stefanovic, emesso durante lo stato di emergenza a causa della pandemia da COVID-19, e l’iniziativa riguarda la possibilità prevista di doppia punizione, penale e amministrativa, di persone che violano il coprifuoco.

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“Il suddetto decreto stabilisce che una persona che infrange la restrizione e l’ordine restrittivo sarà multata da 50.000 a 150.000 dinari (articolo 1). Tuttavia, è discutibile l’articolo 2 del presente decreto che prevede che l’infrazione possa essere istituita per tale reato anche se sono stati avviati o sono pendenti procedimenti penali per un reato che comporta le stesse caratteristiche”, nonostante esista un divieto di cui all’articolo 8 comma 3 della legge sui reati”, ha affermato il Centro in una nota.

Sebbene l’ordine di Stefanovic stabilisca che l’inosservanza dei divieti imposti sarà punita come reato penale – in base al codice penale, come reato – in conformità con il regolamento sopra menzionato, secondo il Centro per i diritti umani di Belgrado, non vi è alcuna giustificazione ai cittadini che violano questi divieti di essere doppiamente puniti (nei procedimenti penali – per il reato di cui all’articolo 248 del codice penale, e successivamente nella procedura per il reato di cui all’articolo 1 del regolamento penale), cosa che l’articolo 2 del regolamento consente.

“Ricordiamo che l’articolo 34 della Costituzione serba e il protocollo 7 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo (articolo 4) garantiscono il principio del “ne bis in idem”, il quale non si può derogare neppure durante uno stato di emergenza”, ha concluso la nota.

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