E’ il tempo della “Realpolitik” in Kosovo

Due partiti dell’opposizione, di ideologie completamente opposte, hanno vinto le elezioni in Kosovo e ora devono riavviare un dialogo difficile con la Serbia, ha dichiarato la redattrice in lingua albanese di “Deutsche Welle”, Vilma Filjaj-Balvora, sottolineando che in Kosovo ha “bussato la Realpolitik”.

Il Partito Democratico del Kosovo (PDK) del Presidente Hashim Thaci e l’Alleanza per il futuro del Kosovo del Primo Ministro Ramush Haradinaj sono due dei principali sconfitti delle elezioni; entrambi ex comandanti dell’UCK al potere dalla fine della guerra del 1999, non hanno trovato una soluzione convincente ai gravi problemi del Paese e non hanno fatto il grande salto nel normalizzare le relazioni con la Serbia, che ancora non riconosce l’indipendenza della sua ex provincia.

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Gli elettori delusi hanno deciso per un’inversione di tendenza: il partito di opposizione “Vetëvendosje!” e l’Alleanza democratica del Kosovo (LDK) hanno ricevuto ciascuno più del 25% dei voti.

Le vittorie, quasi uguali in termini di numeri, del movimento nazionalista di sinistra “Vetëvendosje!” e del partito conservatore-liberale dell’LDK mostrano quanto sia divisa la società in Kosovo. Mentre l’LDK ha tradizionalmente sempre sostenuto il corso pacifista-diplomatico del suo defunto leader, Ibrahim Rugova, il partito di Albin Kurti “Vetëvendosje!” è sempre stato contro il compromesso con la Serbia, scrive “DW”.

Se il futuro governo sarà formato da questi due partiti, i negoziati con Belgrado saranno particolarmente difficili. Inoltre, è difficile che Belgrado si sieda al tavolo dei negoziati con Albin Kurti.

“DW” ricorda che nel marzo del 2000 Kurti, una delle figure di spicco del movimento studentesco contro la politica serba in Kosovo negli anni ’90, fu condannato a 15 anni di carcere in Serbia per l’appartenenza a un gruppo terroristico e rilasciato solo dopo il cambio di governo a Belgrado e le pressioni internazionali.

Le tesi del suo partito sono radicali: no alla presenza internazionale in Kosovo, sì a una politica di autodeterminazione, no a qualsiasi compromesso nel dialogo con la Serbia e persino no all’unificazione dei territori albanesi; il partito di Kurti ha attirato gli elettori più delusi. E anche l’attenzione dei media in patria e all’estero, grazie alle violente proteste contro la politica del governo di Pristina, la corruzione e la situazione generalmente sfavorevole in Kosovo.

Secondo “DW”, Kurti ha un compito erculeo: non deve deludere i suoi elettori, ma allo stesso tempo ha davanti difficili compromessi con i leader di Belgrado, con il supporto della mediazione internazionale.

È qui che la coalizione con l’LDK potrebbe essere particolarmente utile. Questo partito moderato si è adattato allo spirito dei tempi e ha come figura di spicco Vyos Osmani, un’avvocatessa di 38 anni fidata e sincera che potrebbe svolgere un ruolo importante nel dialogo con Belgrado.

http://novimagazin.rs/vesti/dw-kucnuo-cas-realne-politike-na-kosovu

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