DW: “La Germania chiede a gran voce più lavoratori dai Balcani”

Presto per i serbi emigrare e trovare un’occupazione in Germania potrebbe diventare ancora più facile perché mancano milioni di lavoratori e potrebbero arrivare proprio dalla Serbia e dintorni, scrive “Deutsche Welle”.

“Che vengano tutti quelli che possono lavorare”; così si può descrivere l’appello del capo gruppo parlamentare liberale al parlamento tedesco. “Dopo la fase dei ‘gastarbajter’ degli anni ’50 e ’70, il mercato del lavoro si era chiuso”, ha detto, oggi “deve essere il contrario e il motto deve essere: chiunque può lavorare deve avere subito un permesso di lavoro”, ha affermato.

Il caos e la folla negli aeroporti tedeschi e le migliaia di voli cancellati hanno costretto il governo a intervenire e a promettere il rilascio espresso di permessi di lavoro perché, durante la pandemia, aeroporti e compagnie aeree hanno licenziato molte persone e oggi mancano oltre 7.000 dipendenti. Gli occhi sono puntati sulla Turchia e sui Balcani occidentali, da dove dovrebbe essere reclutata nuova manodopera per un periodo massimo di tre mesi, scrive “Deutsche Welle”.

La, relativamente nuova, legge tedesca sull’immigrazione consente il lavoro a chiunque trovi un datore di lavoro, a condizione che sia esperto in qualcosa, contabile o conducente, l’importante è che abbia i documenti. L’eccezione è la cosiddetta “regola dei Balcani occidentali”, adottata nel bel mezzo della crisi dei rifugiati, quando ai migranti provenienti dalla Siria e dall’Estremo Oriente si erano aggiunti richiedenti asilo provenienti dalla Serbia, dalla Macedonia del Nord o dal Kosovo.

All’epoca si precisava che ogni anno 25.000 persone provenienti dai paesi dei Balcani occidentali potevano ottenere dei permessi di lavoro in Germania, anche quando si trattava di lavoratori non qualificati. Ma ora si chiede di più. “Nei Paesi dei Balcani occidentali c’è molta manodopera che lavorerebbe negli hotel e nei ristoranti in Germania”, afferma il capo dell’associazione dei ristoratori “Dehoga”, Guido Celik. Come negli aeroporti, i ristoratori infatti non avevano quasi lavoro durante la pandemia e ora non hanno più la manodopera che hanno licenziato. Celik afferma che circa il 60% degli hotel e dei ristoranti cerca camerieri e cuochi e chiede al suo governo di estendere ulteriormente la “regola dei Balcani occidentali” in scadenza a fine 2023, e di accelerare il rilascio di visti e permessi di lavoro.

https://www.politika.rs/sr/clanak/511063/Nemacka-vapi-za-radnicima-sa-Balkana

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