Dragan Djilas, ingegnere in politica

Sembra che Dragan Djilas si trovasse meglio a gestire la Federazione Pallacanestro serba che il Partito Democratico, il che implica che capisce di basket meglio che di politica. Tuttavia, l’ex leader delle proteste studentesche anti-Milosevic, uno dei fondatori e redattori di Radio B92, in gioventù era un portiere: giocava nelle fila di una squadra di calcio nella lega di Belgrado. A quei tempi, era un giovane studente, povero e ribelle con era una vera attrazione per i campi di calcio nei sobborghi.

I sostenitori di Milosevic erano perplessi dal fatto che questo giovane avesse il coraggio di criticare Milosevic alla telecamera. E poi, all’improvviso, quel Dragan Djilas è scomparso. È tornato alla politica nel 2004, da uomo ricco con il potere di governare la pubblicità nella regione. E chi comanda la pubblicità, governa anche i media. Almeno questo è quello che sosteneva la compianta Verica Barac nel suo rapporto sulla pressione e il controllo dei media.
 
Barac, che era anche la Presidente del Consiglio anti-corruzione, aggiungeva: “quello che vive dei media, muore dai media. Soprattutto quando non è più favorito dal partito al governo…”. Questo Djilas lo avvertiva sulla sua pelle. Dalla sua ascesa nella galassia politica serba come capo dell’Ufficio Nazionale del Presidente durante il mandato di Boris Tadic, al Ministero per il Piano di Investimento Nazionale e sindaco di Belgrado, Djilas successivamente è diventato una stella cadente. Gli stessi media che lo avevano elogiato, ora lo fanno a pezzi.
 
Laureato alla Facoltà di Ingegneria di Belgrado, ha paragonato la politica ad essere un ingegnere, scavalcando l’ideologia. Tuttavia, il suo “programma matematico” spesso si opponeva all’essere razionale. Appariva dal nulla, solo per scomparire più tardi. Un momento era fuori dal gioco, e il giorno dopo era nominato Presidente della Federazione di basket serba. Dopo i successi delle squadre nazionali di basket maschili e femminili, è svanito nuovamente nell’anonimato. Ora, è l’unica speranza che l’opposizione ha per la sua vecchia posizione di sindaco di Belgrado.
 
Mentre spera di diventare il nuovo sindaco, a parte la matematica, Djilas dovrà usare l’alchimia questa volta. Come capo del Partito Democratico, espulse Jeremic dal partito mentre Jeremic era ancora Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ora le carte in tavola sono cambiate e lui ha bisogno del sostegno di Jeremic, perché è considerato l”infrastruttura’ del movimento democratico. I sentimenti su Djilas sono misti: alcune persone non lo sopportano, mentre alcuni riescono ad immaginarlo al Municipio di Belgrado.
 
Nonostante tutto, il Ponte di Ada, costruito durante il suo mandato, non è un miraggio, non come i libri scolastici gratuiti, l’assistenza finanziaria per le neo mamme, la pensione di tredicesima e trattamenti di fecondazione in vitro liberi. La coalizione di governo crede che lui abbia compiuto tutto quanto sopra, spingendo ulteriormente Belgrado in debito; 1,2 miliardi di euro, per la precisione. Dopo che i platani sul boulevard principale furono abbattuti, i cittadini di Belgrado chiamarono Djilas “il boscaiolo”. Per molti, era solo un altro magnate. Ha collezionato un numero di nemici in modo esponenziale, specialmente tra i suoi compagni politici che ora dovrebbe unire. Dato tutto, il suo nuovo slogan politico potrebbe essere: “Mi alzerò, perché so quando sparirò”.
 
Aleksandar Apostolovski
 
(Politika, 17.12.2017)

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