Dove sono emigrati i cittadini dei Balcani occidentali negli ultimi dieci anni

Quando si parla di emigrazione dai Balcani occidentali, l’opinione pubblica tende a immaginare soprattutto le immagini degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso: i “gastarbeiter” che, con le valigie, partivano alla volta della Germania, dell’Austria o della Svizzera, e l’ondata migratoria provocata dalle guerre degli anni Novanta. Quella “vecchia” diaspora è oggi in gran parte una popolazione più anziana e integrata, con figli e nipoti che parlano sempre meno la lingua degli antenati.

Parallelamente, però, negli ultimi dieci anni si è formata una nuova diaspora, più giovane, più istruita e, di norma, composta direttamente da professionisti del proprio settore, che sta cambiando sia le destinazioni sia le ragioni dell’emigrazione. Dove sono esattamente emigrate queste persone e in che modo questo fenomeno differisce da un Paese all’altro lo mostrano i dati degli istituti nazionali di statistica, di Eurostat e della Banca mondiale.

Bosnia ed Erzegovina

Non esistono registri ufficiali né dati ufficiali precisi sull’emigrazione dalla Bosnia ed Erzegovina, ovvero sul numero di cittadini che hanno lasciato il Paese per vivere e lavorare in altri Stati, ma le stime delle organizzazioni non governative indicano che negli ultimi dieci anni diverse centinaia di migliaia di persone hanno lasciato il Paese.

Gli esperti avvertono che l’emigrazione continuerà finché il livello di sviluppo di questi territori non sarà più vicino a quello dei Paesi dell’Unione europea. Secondo le stime, tra il 1991 e la fine del 2024 la Bosnia ed Erzegovina ha perso più di un terzo della sua popolazione, il calo più drastico in Europa, mentre gli esperti di demografia avvertono che il saldo naturale negativo, l’invecchiamento della popolazione e l’emigrazione di massa mettono seriamente a rischio lo sviluppo economico e sociale del Paese.

La principale destinazione rimane la Germania, dove alla fine dello scorso anno, nell’ambito della cosiddetta Regolamentazione per i Balcani occidentali, erano registrate 79.500 persone provenienti dai sei Paesi della regione, tra le quali il maggior numero era costituito da cittadini del Kosovo, seguiti immediatamente dai cittadini della Bosnia ed Erzegovina.

Serbia

La Serbia è da anni considerata uno dei Paesi della regione caratterizzati dai più elevati livelli di emigrazione: secondo alcune analisi, nel mondo è preceduta soltanto dalla Guinea-Bissau.

Secondo i dati di Eurostat, la quota della popolazione serba che ogni anno si trasferisce nei Paesi dell’Unione europea è quasi raddoppiata rispetto al 2013, passando dallo 0,33% di allora allo 0,70% nel 2024. Quasi la metà dei 24.000 cittadini emigrati nel 2024, ovvero 24.000 persone, è partita per motivi di lavoro: soprattutto verso la Croazia (10.000), seguita dalla Germania (circa 3.500) e dalla Slovenia (2.500).

Considerando il periodo complessivo dal 2012 al 2024, il maggior numero di cittadini serbi è emigrato in Croazia (54.305), Germania (45.633), Slovenia (28.363), Slovacchia e Ungheria.

È interessante notare che in precedenza Eurostat aveva registrato fino a 51.000 emigrati all’anno, ovvero più di 4.000 al mese. Allo stesso tempo, uno studio dell’Istituto viennese per gli studi economici internazionali (wiiw) ha evidenziato un fenomeno opposto per una parte della popolazione: tra il 2015 e il 2019, circa 90.000 giovani altamente istruiti hanno deciso di costruire la propria carriera proprio in Serbia, anche grazie all’arrivo di studenti stranieri dalla Bosnia ed Erzegovina e dal Montenegro e al numero crescente di stranieri altamente qualificati che arrivano per motivi di lavoro.

Macedonia del Nord

Secondo uno studio della Westminster Foundation for Democracy, negli ultimi 30 anni la Macedonia del Nord ha perso il 10% della popolazione a causa dell’emigrazione di studenti altamente qualificati, mentre il Paese investe ogni anno tra 116 e 433 milioni di euro nella formazione di giovani che successivamente se ne vanno.

L’Istituto Nazionale della Statistica non raccoglie affatto dati sul numero di cittadini che studiano all’estero, sebbene sia noto che attualmente 400 studenti macedoni beneficiari di borse di studio studiano in una delle 100 università più prestigiose del mondo.

Come nel resto della regione, si tratta principalmente di professioni STEM, ovvero tecnologie dell’informazione, ingegneria e medicina, mentre i percorsi di studio artistici e creativi, a causa delle condizioni meno favorevoli nel Paese, costituiscono un ulteriore incentivo a partire. Nel 2024, più di un quarto delle richieste di visto statunitense provenienti dalla Macedonia del Nord è stato respinto (il tasso di rifiuto era del 28%), indirizzando ulteriormente i giovani verso l’Europa.

Montenegro

Secondo i dati della Società degli statistici e demografi del Montenegro, al momento del censimento del 2023 quasi un terzo dei cittadini montenegrini, ovvero 213.478 persone, viveva fuori dal Paese, tenendo conto che dal punto di vista metodologico è stato rilevato soltanto il 20% della diaspora stimata.

Sebbene il Ministero degli Interni non disponga di dati precisi sulle ragioni dell’emigrazione, poiché gli emigrati generalmente non cancellano la propria residenza, le ricerche mostrano che il 50% dei giovani vuole lasciare il Paese, mentre la disoccupazione di lunga durata è passata dal 12% nel 2019 al 72% della disoccupazione complessiva nel 2023.

La destinazione più frequente è la Germania, dove attualmente vivono 10.413 cittadini montenegrini, mentre il maggior numero di persone che lavorano o studiano all’estero è registrato a Podgorica. È interessante notare che il Montenegro è allo stesso tempo un Paese verso il quale arrivano studenti dalla regione: quasi 3.607 studenti montenegrini studiano attualmente in Serbia, mentre giovani provenienti dalla Macedonia del Nord e da altri Paesi si trasferiscono nelle università montenegrine e della regione, alla ricerca di alternative più economiche rispetto alle rette universitarie occidentali.

Albania

L’Albania registra una delle ondate migratorie più intense della regione: secondo un rapporto delle Nazioni Unite, negli ultimi tre decenni 1,7 milioni di persone hanno lasciato il Paese, pari al 37% della popolazione. Solo nell’ultimo decennio se ne sono andate circa 700.000, mentre l’opposizione ha stimato che nello stesso periodo siano partite mezzo milione di persone, sottolineando che nello stesso arco di tempo sono rientrate più di 260.000 persone.

Secondo i dati dell’INSTAT, il censimento del 2023 ha mostrato una diminuzione della popolazione del 14,5% rispetto al 2011, mentre solo nel corso di un anno (2022) più di 40.000 persone hanno lasciato il Paese, un numero approssimativamente pari a quello registrato in Croazia, nonostante l’Albania sia appena all’inizio dei negoziati di adesione all’UE, a differenza della Croazia, che ha vissuto questa ondata migratoria dopo l’ingresso nell’Unione.

Il Regno Unito è un caso particolarmente sensibile: negli ultimi due anni le autorità britanniche hanno registrato più di 15.000 cittadini albanesi che hanno attraversato la Manica su imbarcazioni gonfiabili, e solo una parte di loro ha ottenuto asilo.

Kosovo

Il Kosovo presenta uno dei fenomeni migratori più intensi della regione. Secondo i dati di Eurostat, tra il 2015 e il 2024 complessivamente 360.000 cittadini del Kosovo hanno ottenuto per la prima volta un permesso di soggiorno nell’UE, di cui 38.770 solo nel 2024. La maggior parte delle partenze si è verificata tra il 2020 e il 2024, quando più di 210.000 persone hanno ottenuto la cittadinanza di un Paese europeo.

Le stime nazionali del 2023 mostrano che 359.244 persone originarie del Kosovo, ovvero il 22,6% della popolazione, vivono all’estero. Le rimesse (trasferimenti di denaro dall’estero) rappresentano una componente enorme dell’economia: nel 2023 ammontavano a 1,34 miliardi di euro, pari al 13,8% del PIL, con una crescita di quasi il 68% rispetto al 2018. I principali Paesi di provenienza delle rimesse sono la Germania (38,2%), la Svizzera (18,8%) e gli Stati Uniti (7%), il che riflette anche le principali destinazioni dell’emigrazione.

Le domande presentate dai cittadini del Kosovo nell’UE sono aumentate da 1.515 nel 2020 a un record di 5.635 nel 2024, in parte come conseguenza della liberalizzazione del regime dei visti introdotta nel gennaio di quell’anno.

Fonte: Al Jazeera, 01.10.2026

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