Dove si è bloccata la legalizzazione degli immobili?

Autore: Đorđe Vukotić, avvocato e consulente nel settore dei permessi edilizi e della sanatoria edilizia

I vertici dello Stato avevano annunciato con grande enfasi la nuova procedura di legalizzazione. Prima dell’adozione della legge, era stato dichiarato che tutti i proprietari di edifici abusivi sarebbero diventati “proprietari legittimi delle loro case” già nel marzo 2026. Poi, evidentemente, qualcuno negli stessi vertici del potere si è reso conto che non tutte le pratiche di legalizzazione potevano essere risolte automaticamente, per cui è stato annunciato che a marzo sarebbero stati rilasciati soltanto i primi certificati.

Naturalmente, bisognava impressionare i cittadini con i numeri, così il 20 aprile di quest’anno la ministra competente ha diffuso un comunicato in cui dichiarava che quel giorno, alle ore 16:29, era stato rilasciato il centomillesimo certificato. Tutti ci siamo chiesti a chi fossero stati rilasciati così tanti certificati, dato che nessuno tra le persone che conosco conosceva uno di quei “fortunati beneficiari”, che rappresentano appena il 4% dei richiedenti. Si tratta di un calcolo basato sul dato fornito dal presidente il 9 febbraio di quest’anno, secondo cui fino a quel momento erano state presentate quasi 2,5 milioni di domande di legalizzazione.

A quel punto è sorta la domanda se quei certificati non siano stati forse rilasciati in modo accelerato durante la campagna elettorale, da Kula, nel nord, fino a Knjaževac, nel sud, e da Bajina Bašta, a ovest, fino a Kladovo, a est della Serbia.

Diniego di accesso alle informazioni di interesse pubblico

Interessati da questa questione cruciale per i cittadini, e incoraggiati dal fatto che la nuova legge stabilisce che “l’iscrizione e la registrazione del diritto di proprietà” sugli edifici abusivi costituiscono un interesse pubblico per la Serbia, i giornalisti hanno iniziato a richiedere informazioni sul numero di certificati rilasciati per comune e sul numero di registrazioni catastali effettuate sulla base di tali certificati. Non mi risulta che qualcuno abbia ottenuto questi dati, ma è noto che le due istituzioni respingono le richieste sostenendo che “non si tratta di dati prodotti nell’ambito della loro attività”. Si tratta forse soltanto di “guadagnare tempo”, in attesa che l’intelligenza artificiale completi il lavoro che l’intelligenza naturale dei dipendenti degli uffici incaricati della sanatoria non è riuscita a svolgere nei precedenti dieci anni di (non) applicazione della Legge sulla legalizzazione?

Presto, presumibilmente, saremo informati sul numero di procedimenti avviati davanti al Commissario per l’accesso alle informazioni di interesse pubblico e la protezione dei dati personali a causa dell’occultamento di queste informazioni di interesse pubblico. Sapremo anche se l’Agenzia per la pianificazione territoriale e l’urbanistica, che emette i certificati, così come il Istituto geodetico della Repubblica di Serbia (RGZ), che effettua l’iscrizione catastale sulla base di tali certificati, continueranno a ignorare gli ordini del Commissario di fornire queste informazioni di interesse pubblico, ancora una volta per le ragioni più nebulose.

Ricordiamo che l’intelligenza artificiale era stata annunciata come uno strumento efficace per risolvere questo problema che dura da decenni.

Sono stati davvero rilasciati già 100.000 certificati e quanti ne saranno ancora rilasciati nel prossimo futuro?

Né l’Agenzia né il ministero competente hanno finora presentato ai cittadini della Serbia un rapporto valido sul numero di certificati rilasciati, che dovrebbe necessariamente contenere i dati relativi al numero di certificati emessi per ciascuna sezione catastale. Un simile rapporto certamente esiste, poiché è inconcepibile che fino a oggi non sia stato richiesto dall’Ufficio del Presidente della Serbia. Inoltre, il Ministero delle Finanze non ha ancora reso pubblico l’ammontare delle entrate confluite nel bilancio statale a titolo di oneri per la legalizzazione.

Per questo motivo, non ci resta che supporre che il ministero competente sperasse che quei 100.000 certificati venissero elaborati rapidamente dall’intelligenza artificiale, ma che nel frattempo il software si sia forse bloccato. L’alternativa è che quei certificati siano stati effettivamente emessi, ma che le informazioni vengano occultate a causa di criteri sospetti di priorità nella risoluzione delle pratiche. Per quale di queste due ragioni sia mancata la pubblica autocelebrazione del numero di cittadini che finora sono diventati “proprietari legittimi delle loro case”, lo scopriremo soltanto in seguito.

Risolte le pratiche più semplici

In ogni caso, qualunque sia il numero di certificati effettivamente rilasciati finora, è evidente che si tratta delle pratiche più semplici. Si tratta dei casi in cui la domanda è stata presentata dal proprietario esclusivo del terreno, il quale, secondo la legge, non era tenuto a fornire alcun documento attestante la proprietà, la superficie e il periodo di costruzione dell’edificio abusivo. È possibile che l’intelligenza artificiale abbia stimato che esistano circa 100.000 edifici di questo tipo, e che il ministero competente abbia comunicato “sulla fiducia” quel dato, a causa dell’impazienza dei vertici politici di vantarsi davanti ai cittadini con grandi numeri.

Le altre domande saranno molto più difficili da risolvere e, a quanto pare, ciò si trascinerà per anni. L’esame di tali richieste comporterà la verifica della documentazione relativa alla proprietà e/o degli elaborati geodetici, e molto probabilmente anche l’integrazione della documentazione consegnata in modo non professionale dagli impiegati postali e dai cittadini, e spesso anche dai funzionari comunali. Tutte queste persone, infatti, non possiedono le competenze necessarie per valutare quale documentazione sia idonea a comprovare i diritti di proprietà.

(Danas, 18.05.2026)
https://www.danas.rs/vesti/ekonomija/gde-se-to-zaglavila-legalizacija/

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