Dove si colloca la Serbia nella lista della Camera europea sui migliori Paesi in cui fare affari?

Da cinque anni ormai, la Camera europea (EuCham) classifica 46 Paesi europei, tra cui la Serbia, che sembrano avere un buon contesto economico. La ricerca della Camera si basa sugli indici della Banca mondiale e di Trasparency International – rispettivamente l’indice “EoDB” (Ease of Doing Business) e il punteggio “CPI” (The Corruption Perception Index).

L’indice “EoDB” misura il divario tra le politiche e i regolamenti economici del Paese e le migliori pratiche su ciascun indicatore attraverso tutte le economie (ad es. avviare un’attività, pagare le tasse, negoziare oltre confine, registrazioni delle proprietà). La misurazione viene mostrata su una scala da 0, che rappresenta il punteggio più basso possibile, a 100, che è il più alto.

Scopri quali sono stati i principali investimenti esteri in Serbia nel 2019: clicca qui!

Il punteggio “CPI” determina invece la corruzione nel settore pubblico di ciascun Paese su una scala da 0 (altamente corrotto) a 100 (molto sano). Un punteggio molto basso indica una grande corruzione e la mancanza di sanzioni adeguate per la corruzione, o che i governi di un Paese non rispondono ai bisogni sociali.

Le classifiche sono compilate in un rapporto intitolato “Best European Countries for Business”.

Il rapporto 2020 classifica la Serbia al 38° posto (su 46 nazioni in totale), con un punteggio complessivo di 57. Rispetto al 2019, la Serbia perde un posto.

In termini di indice “EoDB”, la Serbia ha segnato il punteggio di 75,70, un miglioramento rispetto ai 73,49 dell’anno scorso, mentre per quanto riguarda l’indice “CPI”, il Paese ha segnato lo stesso punteggio di 39, sia nel 2019 che nel 2020.

Quattro Paesi nordici (Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia) sono in cima alla lista del 2020, mentre l’Ucraina si è classificata come ultima, al 46° posto. I Paesi che hanno fatto i maggiori progressi nell’elenco, rispetto al 2019, sono l’Armenia (di 6 posizioni), la Spagna, il Montenegro e l’Azerbaigian.

Michele Orzan, presidente della Camera europea, spiega che questa ricerca deve essere presa in seria considerazione e rappresenta per molti un incentivo a migliorare la società. “Oggi abbiamo molte sfide”, afferma Orzan, che è italiano e ha una vasta conoscenza dell’Europa centrale e orientale, “ma il contributo che un settore economico sano può dare a una società sostenibile è cruciale”.

Per quanto riguarda la Serbia, che deve ancora migliorare per stare al passo con il resto del continente, e ha svolto un ruolo speciale per l’Europa nei Balcani per lungo tempo, Orzan ha riconosciuto che non vi sono variazioni sostanziali nei fondamentali economici, pur suggerendo allo stesso tempo che deve fare di meglio nella sfera dell’integrità e delle riforme strutturali. “La Serbia merita sicuramente di più e può avere un futuro molto più luminoso”, continua il presidente, “deve solo concentrarsi sul miglioramento del clima di trasparenza e degli standard etici. Lo sviluppo in questi settori apporterebbe enormi benefici alla società in generale e al suo benessere generale a lungo termine”.

Fonte: EuCham – “Best European Countries for Business in 2020“

This post is also available in: English

Share this post

scroll to top
Altro... Camera europea, CPI, EoDB, fare affari
La Serbia non riesce a migliorare il suo indice di percezione della corruzione

Chiudi