Dove saranno spesi i 179,1 milioni di euro dal fondo IPA 2018 che la Serbia ha firmato con l’UE?

I soldi dall’aiuto per l’adesione IPA 2018 pari a un importo di 179,1 milioni di euro è “denaro concreto che va a progetti concreti”, ha detto la Ministra per l’integrazione europea Jadranka Joksimovic alla televisione RTS.

La stessa ha aggiunto che in Serbia negli ultimi 15 anni sono entrati 3 miliardi di euro da diverse fonti, e che dal 2014, da quando ricopre la carica di coordinatore nazionale IPA responsabile delle risorse di programmazione per la Serbia, fino al 2020 ne sono previsti 1,5.

“Un certo numero di progetti infrastrutturali e riforme di organi statali sono stati fatti con i soldi che abbiamo assicurato; dal 2014 abbiamo ricevuto l’accreditamento a contrarre come Repubblica di Serbia tutti i progetti, poichè prima era l’UE la responsabile per i contratti”, ha aggiunto la Joksimovic.

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“Da solo il processo di implementazione del progetto dura da sei anni. Il processo di programmazione passa attraverso la Commissione europea che riferisce al nostro Ministero per le risorse finanziarie quali sono le aree che vuole sostenere. Dopodiché informiamo tutti gli altri Ministeri. La Commissione offre i progetti migliori e più pronti che possono essere inclusi nel pacchetto di sostegno dell’UE”, sostiene la Ministra.

“Dei 179,1 milioni di euro dall’IPA 2018, 62 milioni di euro sono stati assegnati per la tutela ambientale, di cui 51 per l’impianto di trattamento delle acque reflue di Niš, mentre 40 milioni di euro sono stati destinati all’innovazione imprenditoriale, di cui 15 milioni di euro per infrastrutture turistiche sostenibili.

Una parte dei fondi sarà stanziata anche per alcuni siti sotto la protezione dell’UNESCO, 11 milioni di euro per l’efficienza energetica, una parte per importanti istituzioni a Belgrado, mentre 20 milioni di euro saranno destinati a gruppi di cittadini vulnerabili e a rischio di sopravvivenza.

Sarà il Ministero per le risorse finanziarie a spalmare le somme su chi è più vulnerabile; è molto importante sottolineare che tutti i fondi sono sempre sottoposti a controlli multipli: una parte del denaro va in cooperazione con la società civile e le organizzazioni non governative per gruppi vulnerabili, categorie vulnerabili della società, parte per l’imprenditoria femminile e per i giovani, e ci sarà un programma di riqualificazione per coloro che non hanno trovato un lavoro”, conclude la Joksimovic.

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