Doppio schiaffo per la Serbia: Israele riconosce il Kosovo e Vucic entra in conflitto con l’UE

L’accordo firmato alla Casa Bianca, elogiato dal Presidente della Serbia Aleksandar Vučić, finirà per rivelarsi un’altra debacle politica; Israele ha riconosciuto il Kosovo, e la Serbia dovrà spostare, volente o nolente, la sua Ambasciata a Gerusalemme, entrando così in conflitto con la politica estera dell’Unione Europea.

L’accordo che Belgrado e Pristina hanno firmato a Washington implica, tra l’altro, il trasferimento dell’Ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme. Così, dopo America e Guatemala, la Serbia diventerà il terzo Paese al mondo e il primo in Europa a prendere una tale decisione. Ciò è in diretta contraddizione con la risoluzione 478 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che invita tutti gli Stati membri dell’ONU a ritirare le proprie ambasciate da Gerusalemme. Ed è anche contrario alla politica estera dell’UE.

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Dopo la firma, Aleksandar Vučić aveva dichiarato:

“I nostri pensavano che dobbiamo noi invitare Israele a riconoscere un Kosovo indipendente. Abbiamo detto che non possiamo farlo perché va contro la nostra strategia. Abbiamo giocato a scacchi. Abbiamo deciso per due accordi, se Israele e Pristina si accordano sono fatti loro, noi non mettiamo il naso; allo stesso tempo abbiamo detto ad Israele che se rispetta la Serbia, trasferiremo la nostra Ambasciata a Gerusalemme tra un anno. Così, nel nostro documento con gli americani, abbiamo messo ciò che possiamo fare. Rispettiamo Israele, ma non entriamo in quello che Pristina ha firmato con gli americani e Israele”; successivamente la sua consigliera per i media, Suzana Vasiljevic, aveva dichiarato che spostare l’Ambasciata a Gerusalemme non era una decisione definitiva e che la Serbia non l’aveva firmata.

Nel frattempo si attendeva la decisione di Israele, verso cui le autorità serbe si aspettavano una rinuncia al riconoscimento che però non è avvenuta, come confermato dall’Ambasciatore israeliano in Serbia Yahel Vilan.

“Non c’è dubbio se Israele riconoscerà o meno il Kosovo, perché Israele ha riconosciuto il Kosovo il 4 settembre; ora dobbiamo vedere come non permettere che ciò influenzi le relazioni tra Serbia e Israele”.

“Israele non ha firmato nulla a Washington, non facevamo parte di quel vertice. È stato firmato un accordo tra il Premier del Kosovo, Avdulah Hoti e gli Stati Uniti. Il nostro Primo Ministro (Benjamin Netanyahu) ha accolto con favore il riconoscimento reciproco di Israele e Kosovo”, ha aggiunto Vilan.

Dušan Janjić del Forum per le relazioni etniche afferma che il diritto invocato da Vučić non esiste sulla carta.

“Possiamo dire che si tratta di un accordo orale, ma non si può verificare da nessuna parte. Vučić ha effettivamente utilizzato un argomento, non ben calcolato, per calmare l’opinione pubblica in Serbia, la quale non era troppo entusiasta dell’accordo; generalmente manca qui consapevolezza sul Medio Oriente, sulle relazioni tra Israele e Palestina, e sull’importanza di questa mossa della Serbia. In questo modo la Serbia è diventata effettivamente uno dei partner degli Stati Uniti nel grande gioco intorno a Israele, si è quindi schierata con la NATO ed è passata dalla neutralità politica a lottare dalla loro parte”, ha dichiarato Janjic, aggiungendo che l’Ambasciata, in qualsiasi forma, dovrà essere comunque spostata a Gerusalemme, a prescindere dal riconoscimento israeliano del Kosovo.

Dupli šamar: Izrael priznao Kosovo, a Vučić mora protiv EU

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