Dopo le dimissioni di Krstic, Vucic assicura: “Riforme sempre certe”

Le dimissioni a sorpresa del Ministro delle Finanze pongono in discussione il percorso di riforme intrapreso dal Governo.

Quando, ad aprile, Vucic ha stravinto le elezioni, assicurandosi una larghissima maggioranza in Parlamento e disponendo della possibilità di formare un Governo a proprio piacere, sembrava che le tanto acclamate “dolorose riforme” annunciate in campagna elettorale potessero essere realizzate senza problemi. Le dimissioni di ieri di Krstic pongono ora in dubbio la coesione interna dell’esecutivo e la sua reale capacità di mettere in atto il programma annunciato.

La via dei tecnici e quella dei politici

Intervistata da RTS, la redattrice di Biznis magazin (“Business magazine”), Radojka Nikolic, ha detto che l’autoesclusione dal Governo da parte di Krstic è una “sorpresa”, tanto per gli analisti quanto per l’opinione pubblica. Ormai è chiaro che ci sono differenti idee da parte degli esperti e dei politici: “Un conto è la crudezza dei tecnici, che fanno conti precisi; un altro è il fatto che i politici devono accettare questo”, ha spiegato la Nikolic. L’economista ha concluso dicendo che ora sarà chiaro a tutti i cittadini che le riforme non possono essere evitate e che esse saranno “concrete, visto che gli stipendi e le pensioni saranno ridotti, alcune aziende pubbliche verranno chiuse poiché lavorano in perdita, mentre non ci sono più soldi in bilancio e noi non possiamo più indebitarci, altrimenti arriveremo a una situazione come in Grecia”.

Vucic: “Non rinunciamo nemmeno a una virgola delle riforme”

Data la sorpresa e l’incertezza generate dalle dimissioni di Krstic, Vucic si è sentito in dovere di prendere subito la parola durante la conferenza stampa in cui l’ormai ex Ministro ha reso pubblica la rinuncia a svolgere il proprio incarico. Il Premier, utilizzando il suo consueto tono fermo e ricco di figure retoriche, ha precisato che non rinuncerà a portare a termine le riforme economiche e le misure di consolidamento fiscale. Vucic ha affermato che, per la prima volta dopo 13 anni, la parola “riforme” non è più un termine vuoto; egli ha inoltre ricordato che la modifica delle normative su lavoro, pensioni e sistema previdenziale sono state attuate nonostante pressioni e proteste. “Il Governo non rinuncerà nemmeno a una virgola. Non lo permetterò nemmeno per sogno. Punto e basta”, ha dichiarato Vucic. Il Premier ha assicurato che la Serbia non andrà in bancarotta perché ora ha una politica seria, anche se quest’ultima viene criticata proprio da coloro che hanno portato il Paese alla situazione attuale.

(RTS, 13.07.2014)

 

 

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