Donne nel settore IT in Serbia: maggiore istruzione, ma salari più bassi e meno posizioni di leadership

In Serbia, una persona su cinque impiegata nel settore IT è di sesso femminile, un dato che colloca il Paese al di sopra della media europea. Tuttavia, nonostante un livello di istruzione più elevato, le donne nell’IT serbo guadagnano in media il 16% in meno rispetto ai colleghi di sesso maschile, mentre nelle posizioni dirigenziali rappresentano meno del 10% del management.

Ospite del programma “Jutro je” del Primo Programma di Radio Belgrado, Ana Jovanović dell’Associazione IT serba ha sottolineato che su questa situazione del mercato influiscono diversi fattori, a partire dalla stessa scelta della professione all’interno del settore. Secondo lei, le giovani donne scelgono più frequentemente posizioni che sono mediamente meno retribuite. “Sono le risorse umane, il marketing, il project management. Quando parliamo di IT, si tratta di professioni che non riguardano la programmazione, ma piuttosto il design, l’architettura e simili. Questo è forse uno dei primi motivi per cui non siamo ancora abbastanza aperte verso alcune carriere che offrono in media stipendi più elevati“, spiega Jovanović.

I dati mostrano che le donne rappresentano il 70% degli occupati nelle risorse umane (HR), il 50% nel design, mentre sono appena il 7% nell’architettura dei sistemi informatici. D’altra parte, le statistiche delle facoltà tecniche, come la Facoltà di Ingegneria Elettrica (ETF) e la Facoltà di Matematica, mostrano che le donne superano con successo gli esami di ammissione e spesso completano gli studi più rapidamente degli uomini. Tuttavia, in seguito non di rado scelgono altre professioni all’interno del settore. Come una delle ragioni, Jovanović indica anche la mancanza di modelli femminili di riferimento, considerando che anche la maggior parte dei professori di questi indirizzi sono uomini.

La scarsa trasparenza degli stipendi e il ruolo delle reti informali maschili

Un altro motivo fondamentale della differenza salariale è la mancanza di trasparenza delle fasce retributive nelle aziende in Serbia. Secondo Jovanović, le donne spesso accettano stipendi più bassi quando entrano in una posizione lavorativa e chiedono aumenti meno frequentemente. “Le donne spesso accettano persino uno stipendio inferiore a quello che meritano, ovvero pensano di meritare molto meno. Soprattutto quando parliamo dell’ingresso in una nuova posizione. Una donna forse accetterà più facilmente qualcosa che considera troppo basso per le proprie qualifiche, mentre gli uomini lo fanno meno spesso. Inoltre, le donne chiedono meno frequentemente aumenti e avanzano meno spesso nella cosiddetta piramide“, sottolinea.

Un ruolo importante nella crescita professionale è svolto anche dalle reti informali maschili e dai programmi di mentoring, dai quali le donne spesso rimangono escluse, ad esempio dagli incontri informali dopo il lavoro. I dati mostrano che la presenza di donne nei consigli di amministrazione e nelle commissioni di selezione aumenta le possibilità di assumere altre donne in posizioni manageriali superiori o in ruoli dirigenziali “C-level”.

La sfida del rientro al lavoro e la necessità di programmi di “returnership”

Secondo un comunicato dell’Associazione IT serba, ben il 56% delle donne abbandona la carriera nell’IT per motivi privati, principalmente familiari, mentre tra gli uomini questa percentuale si aggira intorno al 40%. Un grande problema nasce quando le donne, dopo il congedo di maternità, cercano di tornare in un ambiente IT dinamico. “Uno dei problemi principali è che le donne, quando tornano al lavoro dopo il congedo di maternità o dopo un periodo dedicato alla cura dei figli, soprattutto oggi in questa nuova era, non sono al passo con le nuove tecnologie, i principi, i sistemi e così via. Hanno bisogno di molto più tempo per adattarsi, mentre la maggior parte delle aziende nel nostro Paese non dispone di processi ben sviluppati chiamati returnership“, avverte Jovanović.

Spiega che i programmi di riqualificazione e aggiornamento professionale dovrebbero comprendere nuovi sistemi, cambiamenti nelle strutture dei team, ma anche l’integrazione dell’intelligenza artificiale (agenti AI) nel lavoro quotidiano, al fine di facilitare le attività amministrative ripetitive.

C’è speranza per la parità di genere nell’IT serbo?

Nonostante le attuali sfide, le tendenze degli ultimi dieci anni mostrano un miglioramento positivo. Il numero di donne nel settore IT è aumentato e le stime indicano che entro il 2030 la loro quota potrebbe raggiungere tra il 37 e il 38%.

L’Associazione IT serba vede la soluzione nella creazione di programmi rivolti alle giovani donne, alle studentesse e persino alle bambine delle scuole elementari. Le aziende dovrebbero presentare maggiormente le posizioni STEM, settori come la sicurezza informatica (cyber security), e organizzare eventi come gli “open day” e le presentazioni dei percorsi professionali.

“Anche se nell’IT non sarà mai possibile arrivare a una percentuale del 50-50 tra donne e uomini, puntiamo sempre ad avvicinare il più possibile questo settore alle donne“, ha concluso Ana Jovanović, ospite del programma “Jutro je” del Primo Programma di Radio Belgrado, sottolineando che in questo processo un ruolo fondamentale sarebbe svolto dalla trasparenza degli stipendi, dall’introduzione di programmi di supporto per il rientro al lavoro e dalla conoscenza precoce del settore da parte delle ragazze.

(RTS, 17.06.2026)
https://www.rts.rs/lat/vesti/drustvo/5974748/zene-it-sektor-srbija.html

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

scroll to top