Il sogno di Dodik: cosa significa per la Serbia e per la stabilità nella regione

Milorad Dodik ha rilanciato la teoria dell’unificazione della Repubblica Srpska e della Serbia, gettando benzina sulla già fragile stabilità della regione. Quanto tali dichiarazioni del Presidente della Repubblica serba di Bosnia mettono in pericolo i rapporti della Serbia con i vicini e con i paesi della regione, ma anche il suo cammino verso l’UE?

E’ trascorso molto tempo prima che il Presidente serbo andasse in visita ufficiale a Sarajevo, e che la relazione tra i due paesi si stabilizzasse. Per esempio, Tomislav Nikolic non ci è riuscito nemmeno dopo cinque anni della sua presidenza, mentre Aleksandar Vucic, attuale capo di stato, ha recentemente avuto incontri con tutti i membri della direzione statale nella capitale della Bosnia-Erzegovina. Alla fine dell’anno, dovrebbe recarsi in visita ufficiale a Zagabria.

Quando finalmente sono stati adottati dei passi concreti per risolvere un certo numero di problemi che esistono tra Belgrado e Sarajevo, Dodik è tornato a parlare della vecchia storia dell’adesione della Repubblica serba di Bosnia alla Serbia.

“L’integrazione della Repubblica Srpska alla Serbia in futuro non sarà messa in discussione e non è solo un sogno. Non voglio rinunciare ai miei sogni che la Serbia e la Repubblica si uniscano, nel senso statale, politico e materiale”, ha dichiarato Dodik alla presenza di diversi ministri serbi, i quali non hanno commentato.

Sono i paesi della regione, non solo la Bosnia-Erzegovina, ma anche la Croazia, che reagisce a quasi tutte le provocazioni di Dodik, rassicurati dal fatto che una volta all’anno il presidente o il primo ministro della Serbia afferma di rispettare l’integrità territoriale della Bosnia-Erzegovina? Come reagirà Bruxelles, che insiste sulle buone relazioni nella regione?

Aleksandar Popov del Centro per il Regionalismo afferma per “Blic” che Dodik insiste sulla storia del suo sogno da gennaio, con l’appoggio di Tomislav Nikolic, allora presidente della Serbia.

“Le autorità serbe si comportano schizofrenicamente. Da un lato, il presidente parla di rispettare l’integrità territoriale della Bosnia-Erzegovina, dall’altro, non si ritrae dalle affermazioni di Dodik che sono contrarie alla sua. La Serbia dovrebbe interrompere questo doppio gioco. Ciò significa che combatteremo la secessione della Republika Srpska o taceremo una tale storia e tratteremo la Repubblica di Srpska come piano di riserva nel caso rinunciassimo al Kosovo”, sostiene Popov, secondo cui le dichiarazioni di Dodik potrebbero portare alla destabilizzazione della regione, ma anche che il silenzio delle autorità sulle affermazioni sull’unificazione di RS e Serbia hanno un effetto sugli elettori del partito di governo.

“Non è sufficiente avere un presidente con un’immagine patriottica. Una parte del suo elettorato ha una grande carica patriottica. Quando le finali con il Kosovo sono già in atto, allora devi bilanciare dall’altro lato. A questo serve le storia della Repubblica di Srpska, quella delle buone relazioni con la Russia”, conclude Popov.

Dejan Bursać, dell’Istituto per gli Studi Politici, afferma per “Blic” che la storia di Dodik ha valore politico interno e serve soprattutto alla mobilitazione dei suoi elettori.

“A breve termine le esternazioni di Dodikov possono avere conseguenze per le relazioni con Sarajevo e Zagabria, ma a lungo termine no. D’altra parte, per l’UE, è più importante che la Serbia reagisca a tali affermazioni. Erano soddisfatti che Belgrado non abbia sostenuto il referendum sulla giornata della Republika Srpska. Quello è stato sufficiente per loro”, fa notare Bursać.

Per l’analista politico Dragomir Andjelkovic, questo argomento, che viene costantemente imposto dal Presidente della Repubblica serba, ha un carattere difensivo.

“Questa storia è difensiva perché la Republika Srpska e la Serbia hanno dimostrato fedeltà all’accordo di Dayton. Tuttavia, fin dalla sua firma, circa 70 giurisdizioni sono state abolite dalla RS. Di conseguenza, Dodik reclama difensivamente la possibilità di lasciare la BiH per impedire ulteriormente la centralizzazione dello stato. Tutto ciò può colpire le relazioni nella regione, ma è certamente bene per Bruxelles ricordare che la stabilità non dovrebbe sempre andare a scapito dei serbi”, valuta Andjelkovic.

(Nataša Latković, Blic, 19.09.2017)

http://www.blic.rs/vesti/politika/dodikova-defanziva-koliko-predsednik-rs-svojim-izjavama-koci-odnose-srbije-sa/7w31fvh

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