Djilas:”Vogliamo parlare con le istituzioni e non a Vucic, lui è insignificante”

Uno dei leader dell’Alleanza per la Serbia, Dragan Djilas, ha dichiarato per N1 di ritenere altamente necessario un dialogo aperto tra il Governo e l’opposizione al fine di ridurre la tensione, l’aggressività e l’odio nella società. Secondo lui, l’opposizione vuole un dialogo con i rappresentanti delle istituzioni, e non con il presidente Aleksandar Vucic, che, come ha sottolineato, non è nemmeno responsabile per le loro richieste

Djilas ha detto in trasmissione “Dan uzivo” su TV N1 che la Serbia è una società divisa e sostiene che questa divisione sia a causa del presidente Aleksandar Vucic.

Alla domanda dei giornalisti di spiegare con quali istituzioni in specifico l’opposizione vorrebbe parlare, Djilas ha innanzitutto citato il Ministero della Pubblica Amministrazione e le autonomie locali, le quali sono responsabili per le condizioni elettorali, ma ha anche menzionato RTS e l’Organo di regolamentazione per i media elettronici (REM) che potrebbe contribuire a più parità di trattamento tra gli attori politici nei media.

Djilas tuttavia non nutre grandi speranze per questi colloqui, in quanto queste istituzioni sono danneggiate e sotto l’influenza del potere esecutivo.

“Qui sono tutti collegati: il governo, le istituzioni, i giornali – è sempre la stessa storia. Ma noi vogliamo rispettare alcune regole, e questo è una dimostrazione di ciò che vogliamo per il nostro paese”, ha detto Djilas in trasmissione sul canale N1.

Vucic ha più volte detto di volere tenere dei colloqui con i cittadini, ma non con l’opposizione, ed è proprio per questo, afferma Djilas, che le persono marciano per le strade di Belgrado da quattro mesi.

“Non c’è altro modo se non si ha il sostegno dei cittadini, perché sono loro che marciano alle proteste. Le proteste sono la normale forma democratica per la lotta per i propri diritti”, ha detto Djilas, esprimendo la sua soddisfazione nel vedere che il numero di persone alle proteste non è in calo, nonostante tutte le minacce e le pressioni.

Rispondendo ad una domanda riguardo ulteriori proteste e un raduno di massa annunciato per 13 aprile, Djilas ha detto che in questo momento sono più concentrati sulla marcia di protesta prevista per il 6 aprile, che andrà fino all’edificio di Pink TV, che ha definito “una fortezza del male”.

Djilas ha anche promesso che l’opposizione avrebbe fatto del suo meglio per non creare incidenti davanti alla sede di TV Pink simili a quelli accaduti nell’edificio di RTS.

Non c’è differenza tra Johannes Hahn e Nebojsa Stefanovic

Djilas in trasmissione ha commentato anche le relazioni dell’Alleanza per la Serbia con i rappresentanti della comunità internazionale. Egli stima che gran parte dei funzionari europei invece di sostenere la Serbia nel suo cammino piuttosto sostengono questo governo.

Djilas sostine che le prestazioni del Commissario europeo per l’allargamento Johannes Hahn in Serbia non sono affatto diversi dalle prestazioni del ministro Nebojsa Stefanovic. Allo stesso tempo la relazione della Commissione europea nel 90% dei casi coincide con il rapporto di Freedom House, in cui la Serbia ha perso lo status di paese libero.

“Come si può parlare di progressi quando la Serbia nei negoziati con l’UE è entrata come paese libero, mentre oggi è un paese parzialmente libero?”, ha chiesto Dragan Djilas.

Djilas ha detto di essere soddisfatto della sua recente visita a Washington, dove ha detto di aver parlato con persone serie, “ma non con l’idea che dovrebbero aiutarci, perché queste sono affari nostri”.

Una soluzione per il Kosovo nella riconciliazione di due nazioni

Djilas ha anche detto di aver parlato con i funzionari statunitensi riguardo al Kosovo e ha detto loro che il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo o la divisione non è un’opzione per la Serbia, ma piuttosto che si dovrebbe lavorare sulla riconciliazione delle due nazioni e dei due popoli.

“Non stiamo lavorando per riconciliare le due nazioni in modo che possano viaggiare liberamente, sviluppare l’economia, fare sport, promuovere la cultura, che i media possano riferire sugli albanesi che hanno protetto i serbi e viceversa, per rivelare la verità sulle fosse comuni, e per il Kosovo di trattare con i suoi criminali. Abbiamo bisogno di costruire una società in cui le persone capiscano l’un l’altro e solo così arriveremo ad una soluzione”, ha detto Djilas.

http://rs.n1info.com/Vesti/a472809/Djilas-Dijalog-vlasti-i-opozicije-neophodan.html?fbclid=IwAR1wSdAMk_KjlCI63IEI_CT0CIH-drLPQp3w5-_CqIb9_AmOq-zlTcqA6sI

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