Djilas risponde alle accuse di Vucic riguardo PKB: “Perché per sette anni non è stata presentata una denuncia penale?”

Uno dei fondatori del movimento politico Alleanza della Serbia, Dragan Djilas, in risposta alle accuse del presidente Vucic, secondo il quale nella società PKB “al tempo di Djilas c’era tanta corruzione”, ha chiesto al presidente perché in questi sette anni non gli è mai arrivata una denuncia penale, se ritiene che ci siano stati atti criminali di corruzione – ha trasmesso N1.

Il Presidente Aleksandar Vucic, rispondendo alle domande di Insider riguardo la società PKB, ha detto che ci sono stati tanti tentattivi di corruzione, “non solo nel periodo di Djlas quando hanno letteralmente saccheggiato la proprietà della città e dello stato al PKB, ma anche dopo quando volevano comprare tutto senza una gara d’appalto”.

Il presidente ha sottolineato che tutte le istituzioni, incluso il Consiglio Fiscale, hanno dato il loro sostengno per la risoluzione di questo problema.

“Ci sostengono perché sortunatamente nel passato abbiamo avuto persone incapaci di fare il proprio lavoro o che semplicente amano rubare, come volete, e che ci hanno portato ad avere delle perdite assurde, con enormi investimenti governativi ed enormi perdite in PKB”, ha detto Vucic.

In risposta a questo, Djilas ha chiesto a Vucic perché per questi crimini, in questi anni, non è stata fatta alcuna denuncia.

“La risposta è molto semplice: Perché Aleksandar Vucic non dice la verità, perché in quel momento PKB ha lanciato la sua produzione e sotto la guida di una gestione professionale ha aumentato le sue entrate da 34 a 60 milioni di euro, con un margine EBITDA del 22%. Dopo di me, in PKB è arrivata una nuova gestione come Dragoljub Simonovic, che è stato nominato direttore delle Ferrovie, ed è diventato famoso per aver organizzato il tentato omicidio di un giornalisti a Grocka. Ecco, tale gestione ha riportato le entrate di PKB ad un livello di trenta milioni di euro”, ha detto Djilas.

Djilas ha detto che la validità della vendita è dimostrata dal fatto che la stessa “Al Dahra” nel 2013, ha offerto e firmato un pre-contratto per l’acquisto dello  stabiliento “7 jul” a Surcin, dove il prezzo concordato per un ettaro era di 12.000 euro.

“Ora un ettaro di terrano di PKB è stato venduto per 4.000 euro”, ha aggiunto Djilas. “Dopo il cambio di governo, la terra PKB verrà restituito allo Stato della Serbia, e tutti coinvolti in questa frode sranno perseguitati, in conformità con la legge”, ha concluso Dragan Djilas.

Photo Credits:”Nedeljnik”

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