Disoccupazione giovanile oltre il 50%

Più del 50% dei giovani serbi non lavora e un gran numero di essi ci mette più di un anno a trovare un impiego. Per questi motivi, bisogna creare un buon sistema educativo indirizzato al mercato.

Sono queste le conclusioni dell’odierna conferenza sul lavoro giovanile, in cui è intervenuto – tra gli altri – anche il Ministro del Lavoro, Aleksandar Vulin, il quale ha detto che i dati sono spaventosi e che essi portano alla conclusione che i giovani non sono “adatti” al mercato del lavoro: in altre parole, o non hanno una formazione che non è richiesta, o non sono abbastanza formati. Vulin ha affermato che l’unica soluzione è quella di creare un buon sistema educativo che sia indirizzato al mercato.

Il Ministro dell’Educazione, Srdjan Verbic, ha detto che sono passati i tempi del posto fisso dopo la scuola e che oggi non esistono garanzie in tal senso. Egli ha presentato le linee della Strategia per l’educazione fino al 2020, la quale dovrebbe contribuire a una maggiore occupazione dei giovani attraverso l’adeguamento dell’offerta dei programmi educativi al sistema economico, il consolidamento dei profili educativi, la realizzazione di un sistema educativo permanente, lo sviluppo dell’imprenditorialità, il rafforzamento dei legami tra le istituzioni educative e il sistema economico.

Il capo del settore per l’integrazione europea della delegazione UE in Serbia, Frank Janmaat, ha detto di attendere con soddisfazione la proposta di riforma della legge sul lavoro, visto che gli imprenditori avranno maggiori stimoli ad assumere i giovani. Egli ha sottolineato che è necessario portare a termine un programma di riforme della politica sociale e della politica di assunzioni in Serbia, nonché adeguare tali normative agli standard EU. Janmaat ha evidenziato come in Serbia esistano problemi sistematici che allontanano i giovani dal mercato del lavoro: “Bisogna risolvere questa situazione per evitare di perdere una generazione. E’ chiaro che se non si farà qualcosa, ciò costituirà un’opportunità persa e la Serbia non può permettersi questo”.

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