Metti una sera a cena… La diplomazia europea e i Balcani occidentali

Nel corso del vertice UE, la maggior parte dei colloqui sono stati incentrati sulla Polonia, ma, nel corso della serata, durante la cena, l’attenzione si è spostata sui paesi dei Balcani occidentali.

“Non possiamo discutere solo della Polonia”, così avrebbe espresso la sua insoddisfazione uno dei diplomatici europei dopo il primo giorno del vertice Ue a Bruxelles: “Ci sono problemi più pressanti, tra cui gli sviluppi nei Balcani”. I capi di stato e dei governi hanno parlato della situazione nella regione durante la cena.

Il Capo della politica estera dell’UE, Federica Mogherini, recentemente rientrata dal suo tour nei Balcani occidentali, si sarebbe quindi espressa sulla gravità della situazione, parlando dei tentativi da parte della Russia di consolidare la sua influenza sui governi locali, gruppi etnici e decision makers. Durante un incontro con uno dei ministri degli esteri Ue nella giornata di lunedì, Mogherini avrebbe detto: “Ho visto una regione che è gravata da tensioni e sfide ora più che mai”.

I Balcani potrebbero essere la scacchiera delle superpotenze, ha avvertito Mogherini. “La preoccupazione è grande. L’obiettivo di Mosca è probabilmente quello di indebolire i legami tra la regione e l’UE, e di ritrarre la Russia come alternativa ad un’UE che sta invece cadendo a pezzi”.

In occasione del suo intervento presso il Parlamento nazionale serbo, il Capo della politica estera dell’UE è stata fischiata da parlamentari anti-UE: deputati del Partito radicale serbo hanno inveito contro di lei, urlando “Russia, Russia” e impedendole di condurre il proprio discorso.

Obiettivo: l’adesione UE

I capi di Stato e di governo dell’UE (Polonia esclusa) hanno reagito all’accenno, da parte di Mogherini, al “sostegno illimitato” per il futuro europeo dei sei paesi balcanici. Tutti questi stati dovrebbero entrare nell’UE, secondo l’ordine del loro livello di sviluppo. “Manteniamo la nostra parola”, ha dichiarato il neo eletto presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk.

I diplomatici europei sono stati chiari sui tempi lenti di adesione di uno stato fragile come la Bosnia-Erzegovina.

La Cancelliera tedesca Angela Merkel ha dichiarato che la situazione in quei paesi “è stata complicata”, e ha aggiunto: “Abbiamo deciso di fornire loro un supporto ancora maggiore, al fine di aumentare le probabilità, per questi paesi, di un futuro nell’UE”.

“Abbiamo trascurato i Balcani”: lo ha osservato uno di un diplomatici europei, informato sulla regione. A causa delle numerose crisi nella UE, del problema della migrazione e del conflitto in Ucraina, i paesi dei Balcani sono stati citati come “la via dei Balcani” o “la via di transito” negli ultimi due anni.

La Macedonia sta ancora attraversando una difficile crisi politica, la Serbia si rifiuta di riconoscere il Kosovo come Stato sovrano (nonostante la maggior parte dei paesi dell’UE lo abbiano fatto), e in Montenegro le attività del parlamento nazionale sono state arrestate.

Inoltre, un tentativo di colpo di Stato ha avuto luogo in Montenegro lo scorso anno, evidentemente stimolato dalla Russia, contraria anche all’ingresso del paese nella NATO. In Bosnia, la Repubblica di Serbia ha minacciato la secessione dallo stato federale.

Tuttavia, i capi di stato e di governo dell’Unione Europea non fanno direttamente riferimento alla Russia nelle loro dichiarazioni, ma, secondo uno dei diplomatici, “tutti sapevano di quale paese stavano parlando”.

Il Cancelliere austriaco Christian Kern ha supplicato i suoi omologhi europei di non permettere ai Balcani di diventare un vuoto. Gli Stati Uniti sono andati via via ritirandosi dalla zona, lasciando alla Russia l’opportunità di posizionarsi meglio.

La frustrazione dell’UE 

Venti anni dopo le guerre civili nei Balcani, l’Unione europea è frustrata dalle esplosioni nazionalistiche nei paesi vicini. I conflitti etnici nella regione, come uno dei diplomatici europei ha osservato, non sono ancora risolti. Tre anni fa, l’UE ha organizzato “The Western Balkan Conference” che si è svolta a Berlino, Vienna e Parigi.

La conferenza avrebbe dovuto consentire ai paesi balcanici di stabilire legami più stretti con l’UE, e di facilitare il dialogo tra i paesi candidati all’adesione. Quest’anno, la conferenza avrà luogo in Italia.

Il premier britannico Theresa May ha dichiarato a Bruxelles che, nonostante Brexit, la Gran Bretagna continuerà ad essere attiva nei Balcani, ospitando un vertice dei Balcani occidentali nel 2018.

L’Unione europea vuole che i paesi dei Balcani occidentali mantengano relazioni di buon vicinato, e promette di sostenerli nelle loro riforme. L’obiettivo numero uno è quello di sostenere le istituzioni che rispettino lo stato di diritto e lo sviluppo economico.

Quest’anno, la Serbia riceverà un sostegno finanziario per un importo di 215 milioni di euro, il Kosovo riceverà 92 milioni di euro, l’Albania 92 milioni di euro, la Macedonia 95 milioni, il Montenegro 40 milioni e la Bosnia-Erzegovina 44.

Il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha anticipato che nessuno dei suddetti paesi balcanici aderirà all’UE durante il suo mandato. In questo momento, l’UE è più preoccupato dell’uscita della Gran Bretagna.

By Bernd Rigert

(Deutsche Welle, 11.03.2017)

http://www.dw.com/sr/balkan-tema-za-ve%C4%8Deru/a-37902051

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