Diminuisce il sostegno dei cittadini serbi all’adesione all’UE

Secondo una ricerca condotta dall’Istituto per gli affari europei in collaborazione con “Ninamedia”, in un referendum fatto ora tra la popolazione, la Serbia entrerebbe nell’UE con il 46% dei voti a favore. Allo stesso tempo, i dati indicano però che il sostegno all’adesione sta diminuendo, sebbene la maggior parte dei cittadini ritenga che la Serbia trarrebbe vantaggio dall’adesione. Nazione “amica” è considerata la Grecia, il più grande “nemico” è la Croazia; il quadro delle relazioni con il Montenegro è peggiorato, e i migliori rapporti nella regione sono con la Bosnia. I cittadini infine si aspettano più informazioni sull’UE dai media e dal governo. 

Per il quinto anno consecutivo, l’Istituto per gli affari europei in collaborazione con l’agenzia di ricerca “Ninamedia”, ha condotto dal 12 al 23 marzo un sondaggio di opinione pubblica sui rapporti tra Serbia e Unione Europea. La ricerca è stata condotta su un campione rappresentativo di 1.207 intervistati.

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Su una scala da 1 a 5, dove il punteggio medio è 3, il punteggio medio delle relazioni tra Serbia e UE è 2,66. La maggioranza dei cittadini serbi valuta i rapporti tra Serbia e UE con un voto di 3; il punteggio 1 è dato da tre volte più dai cittadini rispetto al voto più alto e cioè 5. I voti medi più alti sono dati dalle persone di età inferiore ai 30 anni. La valutazione media delle relazioni tra Serbia e UE è allo stesso livello della precedente misurazione nel 2019.

In questo sondaggio, il sostegno all’adesione della Serbia all’UE è il più basso dall’inizio della misurazione nel 2016. Sul totale degli intervistati, il 49% sostiene l’adesione della Serbia all’UE, il 39% è contro, mentre il 12% non sa come esprimersi su questo tema. La maggior parte degli intervistati che sostengono l’adesione della Serbia all’UE sono uomini, di età compresa tra 30 e 44 anni o oltre i 60, residenti nella regione della Serbia occidentale e Sumadija, nonché i residenti nelle aree urbane.

La maggioranza degli intervistati ritiene che la Serbia trarrebbe vantaggio dalla cooperazione con l’UE (67%) (uomini, di istruzione secondaria o superiore, residenti nella Serbia occidentale, Sumadija e Belgrado), il 23% ritiene che la Serbia non avrebbe vantaggio dalla cooperazione, mentre 15% di loro non ha dato una risposta. Confrontando i risultati attraverso quattro misurazioni, nell’ultima c’è il numero più basso di coloro che ritengono che la Serbia non tragga vantaggio dalla cooperazione con l’UE.

Il maggior numero di intervistati (33,7%) non ha un’opinione su quale Paese dell’UE sia il migliore amico della Serbia. La maggioranza, il 21,7%, ritiene che sia la Grecia, seguita da Germania (10,6%), Ungheria (7,5%), Francia (5,8%) e Spagna (5,1%), mentre altre risposte si verificano in meno del 4% dei casi. Confrontando i risultati con le altre volte, i dati per la maggior parte dei Paesi sono stabili, tranne nel caso della Spagna dove si nota una tendenza al ribasso.

Dall’altra parte, quando si deve valutare quale Paese sia il più grande “nemico” della Serbia, la maggioranza degli intervistati (36,7%) non ha opinioni. Comunque Croazia (20,8%), Gran Bretagna (19,8%) e Germania (15,8%) sono le più citate, mentre altre risposte si verificano in meno del 2% dei casi. Confrontando i risultati con le altre misurazioni, si nota un calo lineare nel numero di coloro che percepiscono la Croazia come il più grande “nemico” della Serbia.

Quando si tratta delle informazioni sull’UE, il 44% dei cittadini ritiene che non ci siano informazioni sufficienti sull’UE (principalmente donne, di età inferiore ai 30 anni, residenti nella Serbia orientale e meridionale e il numero di queste diminuisce con l’aumento dell’istruzione). Rispetto alla precedente ricerca, la percezione della consapevolezza degli intervistati nei confronti dell’UE è rimasta allo stesso livello.

Istraživanje: Pada podrška EU, naš najveći prijatelj Grčka

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