L’anno scorso i datori di lavoro in Serbia hanno ridotto il numero di offerte di lavoro rispetto all’anno precedente, con una mancanza di domanda particolarmente evidente nel settore informatico.
Secondo i dati del sito web Infostud, l’anno scorso sono stati pubblicati 71.715 annunci di lavoro, il 6% in meno rispetto al 2022. Il cambiamento maggiore si è registrato nel settore IT, dove le posizioni aperte sono diminuite addirittura del 50%.
L’analisi della struttura degli annunci mostra che le posizioni più pubblicizzate sono state quelle relative a vendita al dettaglio/vendite, informatica, ingegneria meccanica, amministrazione e magazzinieri.
Se si considerano le posizioni lavorative specifiche, i venditori, i magazzinieri, gli autisti, gli addetti alla produzione, i lavoratori amministrativi e i venditori hanno avuto il maggior numero di opportunità di trovare lavoro.
Analizzando le posizioni più ambite, i dati mostrano che gli stipendi offerti vanno dal salario minimo a diverse migliaia di euro.
Una precedente indagine regionale su larga scala ha dimostrato che lo stipendio è un fattore decisivo per i candidati nella scelta del datore di lavoro preferito.
Per quanto riguarda gli stipendi massimi pubblicizzati, gli addetti alle vendite potevano guadagnare fino a 50.000 dinari e i responsabili delle vendite fino a 350.000 dinari.
D’altra parte, i magazzinieri potevano guadagnare fino a 150.000 dinari, mentre agli impiegati amministrativi veniva offerto un massimo di 180.000 dinari.
Gli stipendi dei conducenti di camion e altri veicoli stradali sono saliti a 350.000 dinari. Il deficit di forza lavoro è ancora evidente nei commercianti e nei lavoratori meno qualificati, con i datori di lavoro che hanno più difficoltà a trovare lavoratori per posizioni come macellai, meccanici, parrucchieri, panettieri, tornitori, falegnami e idraulici.
(Nova Ekonomija, 16.01.2024)
