Dieci misure di risparmio dei conti pubblici

La riduzione di salari e stipendi pubblici è solo una delle dieci misure che verranno adottate per contenere le uscite del bilancio serbo, dichiara il ministro delle finanze Dusan Veljovic.

“Attueremo subito le misure e punteremo anche ad aumentare le entrate di bilancio. Nel 2015 prevediamo risparmi di spesa nell’ordine di 728 milioni di euro e nel 2016 per oltre un miliardo di euro”, ha dichiarato Vujovic in un’intervista al quotidiano Blic, nella quale ha rimarcato che il taglio alle pensioni superiori ai 25.000 dinari al mese mese consente di ridurre il trend di crescita per la spesa pensionistica che caratterizzava gli ultimi anni.

Le pensioni saranno ridotte secondo la seguente formula: dall’importo netto percepito oggi bisogna sottrarre i 25.000 dinari non soggetti a tagli e moltiplicare la cifra rimanente per il coefficiente di 0,22 per avere così l’importo netto in dinari che verrà perso per ogni pensione. I tagli riguarderanno ogni ente statale, anche le imprese pubbliche, le agenzie di regolamentazione, i fondi, gli istituti pubblici, per le quali vi sarà un altro meccanismo di riduzione dei salari, ovvero il taglio del 10% della quota di salario eccedente i 25.000 dinari. Secondo i piani attuali i salari oltre i 100.000 dinari subiranno un taglio del 15-16% anche se vi è la proposta di tagliare i salari ancora più alti di un 20-25%. Vujovic ha comunque detto che ancora non è stata presa una decisione.

Vujovic ha poi specificato che il taglio a pensioni e stipendi pubblici non è una misura temporanea. “Non vi è una scadenza, fino a quando vedremo ancora la crescita del debito e del deficit pubblici”. Altri risparmi significativi verranno dal blocco delle assunzioni nel pubblico impiego partito da inizio anno e dalle migliori condizioni di rifinanziamento del debito. “In questa maniera avremo risparmi per circa 2 miliardi di euro”, valuta Vujovic.

Lo Stato risparmierà anche sulle forniture pubbliche: “Il nostro obiettivo è che tale processo sarà più economico sia per glie nti e le imprese sia per lo stato centrale e che le imprese serbe possano concorrere nei bandi di fornitura sotto le stesse condizioni delle aziende straniere”.

Oltre ai risparmi il ministro delle finanze punta anche ad incrementare le entrate fiscali: “Invece di aumentare la tassazione punteremo ad allargare la base imponibile: se tutte le imprese che oggi operano in nero emergessero vi sarebbe meno bisogno di risparmi”.

Per Vujovic non vi saranno compromessi sull’azzeramento dei sussidi ai grandi latifondisti. “Non ci saranno più settori dove diamo sovvenzioni senza alcun effetto. Si tratta di residui dell’epoca socialista, quando bisognava importare cereali. Oggi non si capisce perché bisognerebbe dare 20 o 30.000 euro a un imprenditore che vende sul mercato i suoi prodotti. Pianifichiamo di cambiare del tutto l’orientamento verso i sussidi”. Il ministro ha aggiunto che sul tema bisognerà un po’ guardare a come opera a riguardo l’Unione europea, visto che siamo entrati nel processo di integrazione: “Meglio dare i sussidi a chi ha poca terra ma è pronto ad assumere qualcuno”.

 

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