Die Welt: UE vuole creare una nuova mini-Jugoslavia nei Balcani

Scrivendo a proposito del Vertice dei Balcani occidentali di Trieste, il quotidiano tedesco Die Welt sostiene che “l’UE vuole creare una nuova mini-Jugoslavia nei Balcani”.

Come ricorda il sito web croato Index, che ha riportato l’articolo del Die Welt, il vertice ha riunito “i paesi dei Balcani occidentali, nonché i leader della Germania, della Francia e dell’Italia e il Primo Ministro croato Andrej Plenkovic”.

Nell’articolo viene sottolineato che l’UE non è attualmente in grado di accogliere nuovi membri e, pertanto, sarebbe intenzionato a creare un’unione doganale nei Balcani: “la prevista unità doganale balcanica dovrebbe essere composta da Bosnia-Erzegovina, Serbia, Kosovo, Montenegro e Macedonia, dunque da tutti i paesi sorti dalla dissoluzione della Jugoslavia, insieme forse all’Albania. L’Unione europea afferma che la creazione di uno spazio economico comune renderebbe questi paesi più preparati all’adesione, qualora e se fosse pronta ad accoglierli”.

Allo stesso tempo, “l’Unione europea intende preservare la sua influenza in una regione in cui forze rivali più importanti stanno già combattendo”.

“Fortunatamente per loro, Slovenia e Croazia sono già membri dell’UE”, osserva l’articolo, aggiungendo che “L’obiettivo dell’unione doganale è quello di disattivare la polveriera balcanica, ma senza accettare questi paesi, considerati irrilevanti, ma politicamente di importanza centrale, nell’UE. La Jugoslavia consentiva di stabilizzare quel mix esplosivo di popoli, e adesso questo è il compito dell’Unione Europea”, in un momento in cui “crescono le tensioni nella regione”.

Pertanto, l’UE vuole “rilanciare l’ex Jugoslavia, questa volta come unione doganale e di trasporto, ma senza Croazia e Slovenia che sono già nell’UE. In una simile costellazione, la Serbia assumerebbe il ruolo principale e tutti gli altri paesi le graviterebbero intorno. Non sorprende quindi che Belgrado sostenga fortemente questa idea europea, o più precisamente, tedesca”, continua l’articolo.

“Così come Belgrado ha dominato la Jugoslavia, altrettanto lascerebbe l’impronta più grande sulla nuova unione”, secondo il Die Welt, che puntualizza inoltre che “la Macedonia non dovrà più temere costantemente per la sua sopravvivenza perché sarebbe parte di un’alleanza più grande, invece che sola e senza difese, circondata da vicini ostili: la Grecia, l’Albania, la Bulgaria e la Serbia, che in qualche modo considerano la Macedonia non uno stato reale, considerando proprie alcune delle sue parti”.

L’articolo menziona anche che “i sondaggi mostrano il persistente rammarico per la dissoluzione della Jugoslavia nei paesi dei Balcani occidentali, ad eccezione del Kosovo”, ed è anche noto che la scomparsa della Jugoslavia ha determinato “un vuoto di potere in Europa, non adeguatamente colmato fino ad oggi”.

“Proprio come il crollo della monarchia degli Asburgo aveva reso l’Europa più debole, così la fine della Jugoslavia ha creato una zona permanente di conflitti nel cuore dell’Europa, dove i giochi di dominazione geopolitica sono svolti da Russia, Turchia, Stati Uniti, Germania e da altre grandi potenze”. La Jugoslavia si sarebbe disintegrata “a causa della rivalità tra serbi e croati”, ma una nuova unione dei Balcani occidentali sarebbe “bipolare”: da un lato otto milioni di serbi in Serbia e in Bosnia-Erzegovina, dall’altro cinque milioni di albanesi In Albania, Kosovo e Macedonia “dominerebbero il resto dell’alleanza”.

“Se tutti questi paesi creassero uno spazio economico comune, ciò agevolerebbe logicamente la loro adesione all’UE”, ritiene Die Welt, ricordando che l’Unione stessa è partita “più o meno” come un’unione doganale.

D’altra parte, “il rapporto tra Serbia e Kosovo” è descritto come “particolarmente problematico” – in quanto la Serbia considera il Kosovo come una propria regione “piuttosto che come uno stato indipendente” – e in questo caso potrebbe replicarsi lo scenario cipriota.

“Il Montenegro avrebbe un minimo guadagno dall’unione doganale dei Balcani occidentali, poiché ha compiuto i maggiori progressi nei suoi negoziati di adesione all’Unione europea e rimanere nell’unione doganale di nuova creazione significherebbe la perdita più grande. Il Kosovo, nonostante il dominio di Belgrado, potrebbe trarne i maggiori vantaggi, considerando che si tratta dello Stato più lontano dall’adesione all’UE, e questo potrebbe rappresentare letteralmente il primo passo in quella direzione”, conclude il quotidiano tedesco.

(b92, 13.07.2017)

http://www.b92.net/eng/news/world.php?yyyy=2017&mm=07&dd=13&nav_id=101807

 

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