Dictionary of the Khazars: lanciata la prima edizione illustrata in inglese

La casa editrice Dereta ha lanciato la prima edizione illustrata del celebre romanzo di Milorad Pavic, Dictionary of the Khazars, in lingua inglese.

Dictionary of the Khazars è illustrato dal famoso pittore bulgaro, Yassen Panov. Ispirato dal romanza, Panov creò minuscole e lussuose illustrazioni che iniziò a dipingere quasi vent’anni fa.

L’originale edizione bibliografica di questo libro è stampata in un formato di grandi dimensioni e viene fornita in una scatola metallica decorativa.

La copertina del libro è realizzata in fibra di vetro. Il libro sarà presentato anche alla Fiera del Libro in Belgio, che si svolgerà tra il 22 e il 29 ottobre, mentre la presentazione ufficiale avrà luogo a novembre, con la partecipazione di Yassen Panov.

A proposito di Dictionary of the Khazars…

 

C’è una tensione nella narrazione, come nella vita, tra la sensazione del tempo come esperienza lineare, una cosa segue l’altra in modo sequenziale (causalmente o meno), e tra il tempo come incrocio di esperienze correlate come se avesse una geografia e possa essere mappato. Si tratta, in un certo senso, della tensione tra il tempo futuro, che, con la sua promessa di morte e la sua sequenza intransigente di giorni e notti, incombe su di noi senza rimorsi, e il tempo passato, che esiste solo nello spazio craniale, in quella casa spianata, multilivello e spesso caotica della nostra memoria.

Nell’esperienza di lettura, questo paradosso salta immediatamente alla nostra consapevolezza che, anche se incontriamo la narrativa parola per parola, la narrazione in sé esiste, completa e finita, nell’oggetto ben definito nello spazio che teniamo nelle nostre mani, in modo che possiamo, se lo vogliamo, liberarci dalla guida dell’autore e vagare a piacimento attraverso il testo, alla ricerca di passaggi pruriginosi o di ispirazione, per esempio, o saltare avanti agli ultimi capitoli per vedere come tutto si risolve, o vagare nelle acque stagnanti per sempre, come per concedere ad un libro amato una sorta di immortalità o illimitatezza illusoria. È così che molte persone che conosco leggono Proust, ad esempio.

La maggior parte dei racconti scritti esprimono in qualche modo questa tensione tra il dispiegarsi della narrazione e il suo testo chiuso e inflessibile, ma ce ne sono alcuni, spesso considerati innovativi, “che l’hanno posta in primo piano. Un simile libro è lo spiritoso e giocoso ”Dizionario dei Khazari” del poeta jugoslavo Milorad Pavic che, con le sue voci alfabetizzate e cronologicamente disturbate e i suoi simboli con riferimenti incrociati, permette ad ogni lettore di ”mettere insieme il libro per se stesso, come in un gioco di domino”. Il lettore può perseguire un argomento come con un dizionario, leggere il libro dall’inizio alla fine, da sinistra a destra o da destra a sinistra, o anche ”diagonalmente”. Può anche, come suggerisce Pavic ”leggere nel modo in cui mangia: può usare il suo occhio destro come una forchetta, la sinistra come un coltello, e gettare le ossa sopra la spalla”.

In verità, questo è un libro che è meglio leggere in qualsiasi modo tranne che da copertina a copertina. Per tutta la sua complessità apparente, ci si arrende facilmente – anche con gratitudine – ad una lettura ricostruita, e ci sono probabilmente un minor numero di scelte per fare quello che l’autore vorrebbe farci credere. Il dizionario è diviso in tre libri in ordine alfabetico separatamente o ”fonti” (cristiana, islamica e ebraica), precedute da una serie di note preliminari e seguite da appendici (che in realtà contengono gran parte della sostanza della narrazione ), e la storia è divisa in tre periodi in tempo, ciascuno dei quali ha i suoi tre diversi caratteri centrali secondo le fonti. Così: una matrice di caratteri 3-per-3 con sottoinsiemi. I percorsi tra le voci sono chiaramente contrassegnati, e ci sono, dopo tutto, solo 45 di queste voci (e uno di quelli di un semplice riferimento a una riga), molti meno di quanto ci si possa aspettare in un ‘dizionario’. Persino perdersi, forse più facilmente all’interno delle voci che tra di loro, potrebbe essere gratificante. Dal momento che questo libro risponde in un certo senso all’appello di Jorge Luis Borges per una ”storia dei sogni (gli amanti di Borges troveranno qui molte echi e sussurri del maestro bibliotecario di Babele e scopritore della ”Enciclopedia della Tlon”) i piaceri che contiene possono essere meglio assorbiti in un passaggio soggettivo libero-associativo.

http://www.nytimes.com/books/98/12/06/specials/pavic-khazars.html

pavic

Milorad Pavić è stato un romanziere, poeta, scrittore di storia e storico letterario serbo. Nato a Belgrado nel 1929, pubblica molte poesie, racconti e romanzi durante la sua vita, il più famoso di cui fu il Dizionario dei Khazars (1984), che, alla sua pubblicazione, venne accolto come “il primo romanzo del XXI secolo”. Le opere di Pavić sono state tradotte in più di trenta lingue. Molto popolare in Europa e in Sud America, era considerato “uno degli scrittori più intriganti dell’inizio del XXI secolo”. Ha vinto numerosi premi in Serbia e nell’ex Jugoslavia ed è stato citato più volte come candidato potenziale per il Premio Nobel per la Letteratura. E’ morto a Belgrado nel 2009.

(Blic, 17.10.2017)

http://www.blic.rs/kultura/vesti/prvo-izdanje-ilustrovanog-hazarskog-recnika-na-engleskom/09t106d

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