Il dibattito politico a una settimana dalle elezioni

A una settimana dalle elezioni politiche anticipate di domenica 24 aprile si fa serrato il dibattito tra i leader di partito in Serbia.

Il primo ministro e leader del partito del progresso serbo (SNS) Aleksandar Vucic è intervenuto oggi alla posa della prima pietra dell’hotel Hilton a Belgrado e ha dichiarato di non star abusando del suo ruolo di governo per scopi elettorali. Alla domanda se stia aprendo fabbriche e ponendo prime pietre per fare campagna elettorale ha risposto che fa quello che faceva prima e che è fiero di questo perché si tratta di risultati raggiunti dal paese.

In merito alle accuse al Sindaco di Bor Zivorad Petrovic, il quale è stato ripreso mentre minacciava di licenziamento i dipendenti e i dirigenti delle aziende comunali che non avrebbero partecipato al comizio dell’SNS, Vucic ha detto che è una vergogna che qualcuno condizioni il libero voto. “Non so se queste accuse siano vere, se verranno dimostrate Petrovic non sarà più sindaco”. Vucic ha anche affermato che “Il governo non ha fatto campagna contro nessuno, a differenza di quanto accadde nel 2012. Se vinceremo, lo sarà in maniera talmente trasparente che di più non può essere. Se no, ci congratuleremo con i vincitori”.

In merito alle presunte pressioni sui media, Vucic ha risposto: “Io lascio perdere, sorrido e rispondo quando mi chiedono conto di quello che i miei genitori hanno fatto 30 o 40 anni fa e voi mi accusate di fare telefonate ai media per sottolineare quello che a mio avviso va o non va- Di questi episodi io non ho memoria”.Vucic ha anche affermato che i media in Serbia sono liberi e che “non gli viene in mente” nessun caso di censura e che lui è fiero di essere l’unico politico che risponde a tutte le domande dei giornalisti.

Ivica Dacic con a sinistra Dragan Markovic Palma

Ivica Dacic con a sinistra Dragan Markovic Palma

Il ministro degli esteri e segretario del partito socialista di Serbia (SPS) Ivica Dacic ha concluso l’incontro elettorale a Jagodina con un appello a “comprare prodotti nazionali, come si dice nel commercio, noi siamo un prodotto serbo e non veniamo comandati da Brussels, da Washington e nemmeno da Mosca. Siamo guidati solo dal nostro cuore e dalla nostra nazione. Siamo una coalizione nazionale e nessuno può fermare la nostra nazione”. Accogliendo sul palco Joshka Broz, pronipote di Tito, Dacic ha ricordato quei tempi “quando c’erano le fabbriche e quattro volte più lavoratori che pensionati”, promettendo che la coalizione composta da socialisti e da Serbia Unita (JS) del Sindaco di Jagodina Dragan Markovic Palma riporterà il paese a quei tempi. “Era tempi quando istruzione e sanità erano gratuite e i lavoratori ottenevano gli appartamenti dalle aziende dove lavoravano. Tempi di cui essere fieri e noi ritorneremo a quei tempi”.

Dacic ha detto che i socialisti non hanno bisogno di presentazioni perché i cittadini sanno tutto ed essi erano presenti durante i momenti duri della nazione e quando bisognava prendere decisioni difficili: “Se non ci fossero stati i socialisti, e anche, alla fin fine, Slobodan Milosevic, non ci sarebbe stata né la Repubblica serba di Bosnia, nè Banja Luka”. Dacic ha aggiunto che il suo partito era sempre dove c’era da aiutare il popolo serbo e che non teme i tentativi di distruggerlo: “Non ci sono riuscite le bombe della NATO, non ci riuscirà qualche pietra oggi”, aggiungendo che il paese non deve temere nulla dai socialisti, i quali intendono difendere il paese e dalle cui fila non sono mai usciti traditori. “Oggi si parla di come verrà formato il prossimo governo. Se non vinceremo molti dicono che non saremo più al governo. Bene, se qualcuno ritiene che sia migliore un governo con dentro Cedomir Jovanovic, Boris Tadic, Nenad Canak e Bojan Pajtic noi non abbiamo nulla contro”.

bojan-pajticIl presidente del partito democratico (DS) e presidente uscente del governo della provincia autonoma di Vojvodina Bojan Pajtic ha oggi affermato che in caso di successo elettorale cancellerà la “lex specialis” alla base del contratto per la realizzazione del progetto immobiliare “Belgrado sull’acqua”, a suo avviso dannoso per i cittadini serbi e vantaggioso solo per alcune persone ai vertici del partito del progresso serbo. “Il regime di Babic, Vulin, Gasic, Vucic e Nikolic ha concluso oltre 20 contratti segreti che hanno arrecato un danno ai cittadini serbi per oltre 900 miliardi di dinari e il più dannoso di tutti è quello relativo alla realizzazione del complesso “Belgrado sull’acqua”, per cui si sono annunciati investimenti per 3,5 miliardi di euro e che alla fine si è ridotto a un hotel, un centro commerciale e un caffé”. Nel corso di un giro nell’area del cantiere del progetto Pajtic ha anche affermato “i cittadini stanno pagando con il taglio di salari e pensioni gli accordi di affari che hanno stipulato Vucic e i suoi uomini più vicini e questo si vede particolarmente bene in questo luogo”.

Il leader del partito radicale serbo (SRS) Vojislav Seselj nel corso del comizio a Sremska Mitrovica ha affermato che l’apertura del centro commerciale Ikea non porterà miglioramenti ai cittadini: i benefici dei 300 nuovi posti di lavoro saranno azzerati dal fatto che la IKEA venderà beni prodotti all’estero. Seselj ha anche criticato le affermazioni di Vucic sul fatto che alcuni prodotti verranno realizzati a Cuprija. Forte rimostranze per l’attacco alla sede SRS di Cacak, avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, quando sconosciuti hanno rotto i vetri e la serratura.

Per il leader del partito socialdemocratico di Serbia (SDS) e già presidente della Repubblica Boris Tadic “l’economia è la nostra principale arma contro la povertà”, sottolineando che sulla base dei dati ufficiali rispetto al 2012 in Serbia vi sono 135.000 poveri in più. Come principale strumento nella lotta alla povertà Tadic ha proposte misure di sostegno all’economia locale e una collaborazione più stretta tra banche di sviluppo e banche commerciali. “La nostra proposta riguarda la creazione di una banca di sviluppo nelle cui attività partecipino anche le banche commerciali, che prendano la responsabilità di selezionare sulla base di parametri di qualità gli imprenditori che riceveranno gli incentivi per la creazioen di posti di lavoro. Tadic ha ricordato che la Serbia in gran parte delle graduatorie è agli ultimi posti della regione e ha invitato a votare una forza politica che propone un programma economico realizzabile, una politica di incentivi alla crescita economica che implica risparmi a carico dello Stato e non dei cittadini.

Il partito liberaldemocratico (LDP) di Cedomir Jovanovic ha tenuto un’iniziativa elettorale a Prokuplje, dove ha evidenziato come le “elezioni siano un’occasione per costruire un paese moderno perché lo stato dell’economia, della sanità e della politica sociale è insostenibile, i giovani vanno via e nelle campagne restano i sessantenni con i trattori della stessa età. Così non si può andare avanti. Vogliamo svilupparci ma non vogliamo accettare le precondizioni per tutto questo. I nostri mercati sono nell’ex Jugoslavia ma le risorse economiche e le tecnologie sono in Occidente”. Jovanovic ha sottolineato che solo i due anni di governo di Zoran Djindjic sono stati anni in cui vi era un progetto e le persone credevano che le cose sarebbero migliorate”.

dveri-dss

Sanda Raskovic-Ivic (DSS) e Bosko Obradovic (Dveri)

La coalizione Dveri-DSS (partito democratico di Serbia) nell’incontro elettorale a Novi Sad ha evidenziato la posizione delle donne nella società serba con la necessità di rispondere ai loro bisogni e attese. Il candidato premier Dveri-DSS al governo provinciale di Vojvodina Branislav Ristivojević ha proposto l’abolizione di molti passaggi burocratici a livello provinciale, che fanno perdere ai vojvogiani miliardi di dinari ogni anno.

(RTS, 17.04.2016)

Il Serbian Monitor attiverà il 24 aprile una diretta web per seguire ora per ora la giornata elettorale e lo spoglio dei voti.

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