Dibattito nell’UE sulla situazione in Serbia: valutata la sospensione dei fondi del Piano per la crescita

Gli ambasciatori degli Stati membri dell’Unione europea hanno tenuto mercoledì, su richiesta della Germania, un dibattito straordinario sulla situazione in Serbia dopo l’adozione delle leggi in materia giudiziaria, che la Commissione europea ha valutato come un significativo passo indietro, apprende RTS da fonti diplomatiche a Bruxelles.

Nel corso del dibattito non sono state prese decisioni, ma diversi Paesi hanno invitato a valutare la sospensione dei fondi del Piano per la crescita destinati alla Serbia qualora le leggi approvate in materia giudiziaria restino in vigore. Alcuni Stati hanno invece accolto con favore la disponibilità di Belgrado a non applicare la legislazione fino alla pubblicazione del parere della Commissione di Venezia, atteso per giugno.

Diversi Stati membri, tra cui i Paesi scandinavi e baltici, i Paesi Bassi e altri, hanno espresso “seria preoccupazione”, ritenendo che le leggi sulla magistratura rappresentino un arretramento in un settore chiave dello Stato di diritto.

Secondo fonti diplomatiche, alcuni Paesi hanno chiesto alla Commissione europea di valutare la sospensione dei pagamenti del Piano per la crescita alla Serbia qualora il parere della Commissione di Venezia non venga preso in considerazione. Nel dibattito è stata inoltre sollevata la questione della retorica anti-UE e dell’astensione della Serbia al momento del voto sulla risoluzione sull’Ucraina all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Dall’altro lato, un gruppo di Paesi, tra cui Francia, Italia, Ungheria e Slovacchia, si è espresso a favore di un “approccio equilibrato” nei confronti della Serbia, avvertendo che una “sospensione affrettata dei pagamenti” del Piano per la crescita andrebbe a discapito dell’interesse strategico dell’avvicinamento della Serbia all’UE. Come già lo scorso dicembre, questi Paesi hanno sostenuto il ritorno sul tavolo dell’apertura del cluster 3 nei negoziati con la Serbia, richiamandosi al principio del merito e alla valutazione della Commissione europea secondo cui Belgrado soddisfa le necessarie condizioni tecniche. Una parte degli Stati membri ha osservato che la critica alle leggi sulla magistratura sarebbe più credibile se l’UE riconoscesse i progressi compiuti in altri ambiti, riferiscono fonti diplomatiche.

Discussioni analoghe sulle conseguenze dell’adozione delle leggi in materia giudiziaria si sono già svolte più volte nel corso di febbraio a livello del Gruppo di Lavoro sull’Allargamento dell’UE (COELA).

La commissaria per l’Allargamento Marta Kos ha dichiarato all’inizio di questo mese che la Commissione europea valuterà se le condizioni preliminari per l’erogazione dei fondi europei alla Serbia siano ancora soddisfatte.

Secondo il regolamento sul Piano per la crescita per i Balcani occidentali, le condizioni per l’utilizzo dei fondi prevedono il funzionamento del sistema democratico e dello Stato di diritto e, nel caso di Belgrado e Pristina, anche un “impegno costruttivo nel dialogo”.

(Danas, 26.02.2026)
https://www.danas.rs/vesti/politika/debata-u-eu-o-situaciji-u-srbiji-razmatrana-suspenzija-fondova-iz-plana-za-rast-ako-pravosudni-zakoni-ostanu-na-snazi/

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