Deutsche Welle: l’ultimatum dell’opposizione è un’arma a doppio taglio

Il partito d’oppposizione l’Alleanza per la Serbia ha dato un ultimatum alle autorità serbe: la fine del regime di Vucic ed elezioni libere su tutti i livelli.

DW: Questa richiosa mossa dell’opposizione sarà segno della loro forza o della loro impotenza?

L’opposizione Alleanza per la Serbia ha dichiarato di aver presentato un’ultimatum all’attuale regime politico di Aleksandar Vucic, e di aver fissato un termine di 30 giorni.

“Vogliamo le dimissioni immediate del Presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, della prima ministra Ana Brnabic e della presidente dell’Assemblea nazionale Maja GojkovicChiediemo le elezioni a tutti i livelli che si terranno dopo sei-nove mesi in cui i media sarebbero liberi e sarebbero soddisfatte le altre congiunte richieste dell’opposizione”, hanno detto dall’Alleanza per la Serbia.

Se queste richieste non saranno soddisfatte, l’Alleanza ha annunciato che oranizzerà una grande protesta pubblica il 13 aprile a Belgrado, alla quale parteciperanno tutti i cittadini della Serbia.

Le aspettative

Sebbene in un primo momento sembrasse che la notizia fosse stata copiata da uno dei portali satirici, l’Alleanza per la Serbia ha daavvero serie intenzioni. Dopo diversi mesi di proteste in circa 90 città serbe, i leader dell’Alleanza si sono chiaramente trovati su un punto di svolta e ora probabilmente stanno tentando di esercitare una sorta di nuova pressione sul potere.

Nei circoli di opposizione molte persone sono ottimiste e vedono vicino la fine di questo regime, ma come dice per il DW Dragan Popovic, direttore del Centro per la politica pratica, in momenti come questi è necessario avere aspettative realistiche:

“La vedo come una mossa straordinaria dopo una serie di proteste civili. Hanno semplicemente dovuto radicalizzare le loro richieste in qualche modo dopo diversi mesi di protesta”, spiega Popovic e aggiunge: “D’altra parte, è anche una mossa decisamente rischiosa perché impone molte richieste e aumenta le aspettative dei cittadini. Non penso che nessuno si aspetti che sia realistico per i leader del regime dimettersi in un mese”, ha detto Popovic.

Le autorità non sono infastidite?

Le autorità per ora si astengono dal commentare e mostrare alcuna reazione, infatti sembra che la loro tattica sia di ignorare le richieste dell’opposizione al più lungo possibile, sia politicamente che con i media. L’analista politico Dragomir Andjelkovic ritiene che il governo non intenda certamente soddisfare le richieste dell’opposizione e che non si dimetterà.

“Cercheranno per prima di ignorare la situazione, e se ciò non sarà possibile, tenteranno in altri modi di rendere queste richieste invisibili o irrilevanti”, osserva Dragan Popovic.

Protesta e marcia  – quali sono le prospettive?

La minaccia di una grande protesta a Belgrado il 13 aprile, se le richieste dell’Alleanza non verranno soddisfatte, è un’arma a doppio taglio. L’insoddisfazione dei cittadini è forte, ma viene dimostrata al di fuori del quadro politico del partito. Dragomir Andjelkovic ricorda le grandi proteste dell’opposizione prima del 2012 e l’arrivo del Partito del progresso serbo al potere, che ha riunito un gran numero di persone ma non ha causato le dimissioni dell’allora governo.

Popovic osserva che la portata di questa protesta dipende principalmente da ciò che i manifestanti si aspettano dalla protesta.

“Se i manifestanti si aspettano tanti cabiamenti, temo che rimarranno delusi e che si verificherà una certa perdita di slancio. Ma se hanno aspettative realistiche, allora questo è solo un passo verso la rimozione del regime”, dice Popovic.

Annunciando questa protesta, l’opposizione si è assunta un’alta responsabilità su che cosa fare dopo la protesta.
“Abbiamo già avuto casi del genere in passato. Quello che succede di solito dopo tali proteste è che an’altro tipo di storia verrà promossa e qualche altro tipo di gioco inizierà. Questa è politica!”, dice Andjelkovic.

Dragan Popovic afferma che anche i migliori strateghi politici in Serbia non potrebbero rispondere alla domanda “che cosa accadrà dopo le proteste”. “Non penso che questa protesta debba essere vista come il nuovo 5 ottobre”. I manifestanti dovrebbero inviare un messaggio chiaro alle autorità e avere aspettative realistiche “, conclude Popovic.

https://vesti-online.com/Vesti/Drustvo/730212/DW-Ultimatum-opozicije-mac-sa-dve-ostrice?fbclid=IwAR169wY7AEiKcdERtzPlzyWExAQDebnLBHK1HcKuNNxOCy8uYfIZD_TU0sY

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