Der Spiegel: “Le autorità serbe hanno fatto di tutto per limitare i diritti e le libertà”

Molti governi nell’Europa centrale e meridionale, e in particolare nei Paesi dei Balcani occidentali, hanno utilizzato lo stato di emergenza e la pandemia per rafforzare il potere esecutivo e limitare in modo massiccio le libertà, ma la Serbia è il Paese le cui autorità hanno fatto di tutto per limitare lo stato di diritto, scrive il quotidiano tedesco “Der Spiegel”.

Il giornale scrive che i politici dell’opposizione, gli attivisti per i diritti umani e i media indipendenti in Serbia “parlano quasi all’unanimità di violazione della costituzione e di colpo di Stato”.

Scopri quali sono stati i principali investimenti esteri in Serbia nel 2019: clicca qui!

“Spiegel” ricorda che il Presidente serbo Aleksandar Vucic rideva a proposito del virus alla fine di febbraio, mentre subito dopo ha dichiarato lo stato di emergenza, senza consultazioni parlamentari, che “ha portato a gravi restrizioni dei diritti fondamentali e della vita pubblica della Serbia che è stata relativamente poco colpita dalla pandemia”.

Il giornale scrive che in Serbia “solo il parlamento ha il diritto di dichiarare uno stato di emergenza, ma che un buco nella costituzione consente anche al Presidente di farlo se il legislatore non può”, e che Vucic ha usato questo cavillo giustificandosi con il divieto di riunione a causa della pandemia.

“Questa non è la prima volta che il Presidente ignora la costituzione. Vucic, ad esempio, è anche il capo del partito progressivo serbo, sebbene la costituzione gli proibisca di svolgere qualsiasi altra funzione oltre a quella presidenziale”, scrive “Spiegel”, aggiungendo che “la leadership serba non mostra scrupoli nel minare la costituzione”.

Restrizioni rigorose e restrizioni ai movimenti sono state imposte in Serbia, in particolare per gli anziani, e più persone sono finite in prigione per aver violato tali restrizioni, mentre il governo solo dopo le proteste di massa per l’arresto della giornalista Ana Lalic ha abbandonato la sua intenzione di centralizzare il diritto di informazione; il giornale trasmette anche l’opinione della presidentessa del Comitato di Helsinki per i diritti umani in Serbia, Sonja Biserko, la quale sostiene che “è triste che l’UE non voglia vedere cosa sta succedendo in Serbia in questo momento”.

“Sperano che Vucic contribuirà alla risoluzione del conflitto in Kosovo, ed è per questo che può agire indisturbato”, ha detto la stessa a “Spiegel”.

Il quotidiano tedesco ricorda anche che Aleksandar Vucic, Ministro dell’informazione del governo Milosevic e ultranazionalista negli anni ’90, si presenta ora quotidianamente in televisione come il leader e il salvatore della Serbia, anche se “rafforzare la giurisdizione non sarebbe davvero necessario, dal momento che ha governato per anni senza restrizioni”.

“Inizialmente previste per il 26 aprile, e a causa della pandemia rinviate, il suo partito avrebbe probabilmente vinto le elezioni in modo convincente, in parte perché la maggior parte dei partiti di opposizione intende boicottarle. Nel Paese, tuttavia, cresce il malcontento a causa della corruzione politica e della mancanza di prospettive sociali ed economiche per la maggior parte delle persone. Il problema del virus, che Vucic “combatte” come se la Serbia fosse in guerra, fa passare in secondo piano i problemi del Paese”, conclude “Spiegel”.

https://www.danas.rs/drustvo/spigel-srpska-vlast-otisla-najdalje-u-ogranicavanju-prava-i-sloboda/

This post is also available in: English

Share this post

scroll to top
More in Aleksandar Vucic, Der Spiegel, diritti, libertà
Novakovic: “Vucic e Vucevic respingono gli investitori da Novi Sad”

Trasporto urbano e interurbano dal 4 maggio; apertura parziale del traffico aereo dal 1° maggio

Close