Come apprende in esclusiva N1, si prevede che una delegazione ucraina visiti la Serbia nel corso di questa settimana, con la possibilità che sia guidata personalmente dal presidente Volodymyr Zelensky.
Qualora venisse confermata, si tratterebbe della prima visita di Zelensky in Serbia dal suo insediamento nel 2019 e dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina nel 2022. Tuttavia, considerando lo stato di guerra in Ucraina, una simile visita potrebbe essere annullata in qualsiasi momento.
Sebbene non vi sia stata alcuna conferma ufficiale della possibile visita di Zelensky a Belgrado, fonti diplomatiche nella capitale serba si aspettano che possa presto essere firmato un memorandum d’intesa congiunto sulla cooperazione commerciale tra i due Paesi.
Sia la Serbia sia l’Ucraina condividono l’aspirazione all’adesione all’Unione europea, e il reciproco sostegno al percorso europeo rappresenta uno dei pilastri fondamentali delle relazioni bilaterali. Un altro elemento importante dei rapporti tra i due Paesi è il reciproco sostegno all’integrità territoriale e alla sovranità statale.
Finora, i contatti tra i presidenti di Serbia e Ucraina si sono svolti principalmente durante vertici politici internazionali ai quali hanno partecipato entrambi i leader. Dall’inizio della guerra in Ucraina, il presidente serbo ha visitato l’Ucraina una sola volta: l’11 giugno 2025 a Odessa, dove si è tenuto il vertice Ucraina – Europa sudorientale. In quell’occasione, la Serbia non firmò per la prima volta la dichiarazione congiunta poiché, come spiegato, il testo conteneva un invito a imporre sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina. Il presidente Vučić dichiarò allora che “nessuno lo aveva particolarmente pressato” affinché firmasse la dichiarazione. Durante il vertice, Vučić offrì l’aiuto della Serbia per la ricostruzione di “una o due città o di una regione più piccola”. A quel vertice non erano presenti rappresentanti del Kosovo, poiché l’Ucraina non riconosce l’indipendenza del Kosovo.
I primi colloqui diretti nell’agosto 2023
I primi colloqui diretti tra i presidenti di Serbia e Ucraina dall’inizio della guerra si sono svolti alla fine di agosto 2023, circa un anno e mezzo dopo l’inizio del conflitto. L’incontro e i colloqui si sono tenuti ad Atene durante il vertice Ucraina – Europa sudorientale. In quell’occasione, il Presidente serbo Aleksandar Vučić annunciò che la Serbia avrebbe continuato a sostenere e rispettare l’integrità territoriale dell’Ucraina. Vučić definì i colloqui aperti, amichevoli e costruttivi. Nel corso dello stesso vertice fu adottata e firmata una dichiarazione che condannava l’aggressione russa contro l’Ucraina. Vučić sottolineò allora di essere riuscito a garantire che la dichiarazione non contenesse alcun invito a imporre sanzioni contro la Russia.
Sia Belgrado sia Kiev hanno più volte dichiarato ai massimi livelli che le relazioni tra i due Paesi sono buone e corrette e che esiste spazio per un loro miglioramento.
L’ultima dichiarazione in tal senso è arrivata il 14 maggio 2026 dal Ministro degli Esteri serbo Marko Đurić, durante i colloqui con l’Ambasciatore ucraino in Serbia, Oleksandr Lytvynenko. Sul suo account X, Đurić ha scritto di aver sottolineato “la disponibilità di Belgrado a intensificare ulteriormente il dialogo politico, mantenere consultazioni politiche bilaterali e migliorare la cooperazione commerciale”.
Relazioni complicate
Le relazioni tra i due Paesi restano tuttavia complicate a causa della posizione di Belgrado nei confronti di Mosca. Tuttavia, i funzionari ucraini hanno generalmente lasciato intendere che Kiev comprende la posizione della Serbia e non pone la questione delle sanzioni contro Mosca come condizione nei rapporti bilaterali.
I funzionari ucraini, incluso il presidente Zelensky, hanno più volte ringraziato la Serbia per gli aiuti umanitari, mentre i funzionari serbi, compreso il presidente Vučić, hanno ringraziato l’Ucraina per il sostegno all’integrità territoriale e alla sovranità della Serbia, vale a dire per il mancato riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo.
Un aspetto particolarmente delicato delle relazioni tra i due Paesi riguarda l’esportazione di armi. Dal 2022, numerosi media e portali, inclusi quelli ucraini e russi, riferiscono che armi e munizioni serbe sono state trovate sul campo di battaglia ucraino e in possesso delle forze ucraine. Secondo tali notizie, le armi sarebbero giunte in Ucraina attraverso esportazioni effettuate tramite Paesi terzi.
Nel giugno 2025, il Servizio d’intelligence esterna russo dichiarò che due aziende serbe avevano venduto razzi per sistemi lanciarazzi multipli e granate da mortaio (o componenti per essi) a società della Repubblica Ceca e della Bulgaria, da dove sarebbero poi finite in Ucraina. Ciò provocò dure reazioni da parte di Mosca. Successivamente, il Ministero della Difesa serbo annunciò che, su ordine del presidente, era stata sospesa l’esportazione di armi ed equipaggiamento militare prodotti in Serbia. Più precisamente, per le future esportazioni sarà necessaria l’approvazione del Consiglio per la sicurezza nazionale della Serbia.
Belgrado ha più volte negato l’esportazione diretta di armi verso l’Ucraina, affermando di “non poter influire” sul fatto che armamenti prodotti in Serbia ed esportati attraverso Paesi terzi possano infine arrivare in Ucraina.
Sebbene la Serbia abbia condannato l’aggressione russa contro l’Ucraina alla fine di febbraio 2022, a più di quattro anni dall’inizio della guerra continua a rifiutarsi di introdurre sanzioni contro la Russia, nonostante i ripetuti appelli di Bruxelles affinché la Serbia, in quanto Paese candidato all’UE, allinei la propria politica estera e di sicurezza a quella dell’Unione europea. L’introduzione di sanzioni contro la Russia fa parte di tale allineamento.
Allo stesso tempo, la Serbia è membro di diverse piattaforme politiche create dopo l’inizio della guerra, orientate sia a una più stretta cooperazione con l’Ucraina su obiettivi comuni sia al sostegno politico a Kiev. Tra queste figurano il vertice Ucraina – Europa sudorientale e la Comunità politica europea.
(N1, 18.05.2026)
https://n1info.rs/vesti/volodimir-zelenski-u-srbiji-vucic/
