Deficit del bilancio statale – Non ci sono soldi nemmeno per l’Expo

Di Milan Ćulibrk, direttore della sezione Economia

Qualcosa chiaramente non va nelle finanze pubbliche del Paese. Le autorità non nascondono il fatto che la loro massima priorità per quest’anno sia la costruzione delle strutture in cui dovrebbe aprire, tra un anno, il 15 maggio 2027, l’esposizione internazionale specializzata Expo.

Il 29 aprile, il presidente Aleksandar Vučić ha ripetuto per l’ennesima volta che tutti i lavori devono essere completati entro il 1° dicembre e che un eventuale ritardo rappresenterebbe “un grave fallimento per lo Stato”.

Tuttavia, a differenza di Vučić, che sostiene che i lavori procedano “secondo i piani”, i dati di bilancio non lo confermano esattamente. In base alla Legge di bilancio di quest’anno, per l’Expo sono stati stanziati 42,6 miliardi di dinari, mentre Radar rivela che entro la fine di aprile dal tesoro statale erano stati effettivamente versati soltanto due miliardi e mezzo di dinari, meno del sei per cento della somma prevista. E mancano ormai soltanto sei mesi e mezzo alla scadenza per il completamento di tutte le strutture.

Il doppio dei fondi per la ferrovia verso l’Expo rispetto agli edifici che ospiteranno la manifestazione

Questo dato, di per sé, non significa necessariamente che anche i lavori siano in ritardo nella stessa misura, poiché circolano sempre più informazioni non ufficiali secondo cui agli appaltatori – perlopiù aziende vicine al partito al governo, il Partito Progressivo Serbo (SNS) – venga chiesto di lavorare “a credito”, con i pagamenti rinviati a un secondo momento.

Alcuni di loro, tuttavia, temono che prima del 1° dicembre possano essere indette elezioni parlamentari anticipate e che, se l’SNS dovesse perdere, un nuovo governo potrebbe non essere particolarmente disposto a pagare “i conti degli altri”. Tanto più che i grandi progetti statali vengono generalmente assegnati aggirando la Legge sugli appalti pubblici, tramite accordi diretti.

Che stia accadendo qualcosa di insolito si vede anche dal fatto che lo Stato ha speso per l’Expo 49,7 miliardi di dinari nel 2024, 43,7 miliardi l’anno scorso e soltanto 2,5 miliardi nei primi quattro mesi di quest’anno. In totale, sono già stati spesi circa 815 milioni di euro, mentre si stima che saranno necessari almeno altri 500 milioni di euro per i lavori che dovrebbero essere completati entro il 1° dicembre. Ciò significa che nei restanti sei mesi e mezzo lo Stato dovrà destinare al finanziamento di quei lavori 25 volte più denaro rispetto a quanto speso nei primi quattro mesi.

Le fonti di Radar sottolineano, tuttavia, che alla spesa di quest’anno andrebbero aggiunti altri 1,8 miliardi di dinari, versati dal bilancio per la costruzione delle “strutture” A e B, anch’esse parte dell’Expo ma registrate separatamente. Analogamente, nel dicembre dello scorso anno una spesa di 22,3 miliardi di dinari è stata contabilizzata come voce separata per il finanziamento delle “strutture” B ed E.

In ogni caso, ci si può aspettare che l’intensificazione dei finanziamenti per l’Expo nel prossimo periodo approfondisca ulteriormente il deficit del tesoro statale, che alla fine di aprile, secondo quanto appreso in esclusiva da Radar, aveva raggiunto quasi 100 miliardi di dinari, il 22 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In concreto, nei primi quattro mesi nelle casse del bilancio sono confluiti poco meno di 754 miliardi di dinari, mentre le spese hanno raggiunto 853,4 miliardi. Per fare un confronto, nello stesso periodo dell’anno scorso il deficit era pari a 78 miliardi.

Il buco nel bilancio si allarga di mese in mese

Rispetto ai primi quattro mesi dello scorso anno, quest’anno le entrate sono aumentate del 10,2 per cento, ma le spese sono cresciute ancora più rapidamente, con un tasso del 12 per cento. Ciò che potrebbe causare un ulteriore mal di testa al ministro delle Finanze Siniša Mali è il fatto che vi siano poche possibilità di ripetere il 2025, quando nei mesi di maggio, giugno e luglio le entrate totali superarono le spese di 55 miliardi di dinari. Nemmeno i più ottimisti credono che quello scenario si ripeterà quest’anno.

È improbabile che il bilancio passi dal deficit all’attivo soltanto perché, l’8 maggio, la banca statale Poštanska Štedionica ha versato quasi tre miliardi di dinari al bilancio sotto forma di dividendi, come ha appreso Radar.

Il costo del Corridoio Morava ha raggiunto i 2 miliardi di euro

Soprattutto considerando che entro la fine di aprile nelle casse del bilancio erano confluiti soltanto 63 miliardi di dinari provenienti dalle accise sui prodotti petroliferi, ben 10,3 miliardi in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In termini nominali, tali entrate sono diminuite del 14,5 per cento e, in termini reali, del 16,7 per cento.

Allo stesso tempo, il Governo ha ridotto le accise soltanto a metà marzo, per cui si può presumere che la perdita mensile su questa voce superi i cinque miliardi di dinari. Se questa tendenza dovesse continuare fino alla fine dell’anno, il bilancio potrebbe perdere quasi mezzo miliardo di euro solo per questo motivo. Automaticamente, il deficit aumenterebbe di tale importo rispetto ai 2,9 miliardi di euro previsti, a meno che alcune spese non vengano ridotte di conseguenza.

È indicativo, tuttavia, che su alcuni altri progetti il Governo non sia stato altrettanto parsimonioso come nel caso dell’Expo. In base alla Legge di bilancio, nella sezione del Ministero delle Costruzioni, dei Trasporti e delle Infrastrutture, quest’anno sono stati riservati sette miliardi di dinari per la costruzione delle infrastrutture di trasporto necessarie all’Expo e altri 5,1 miliardi per il prossimo anno.

Eppure, solo alla fine di aprile, erano già stati erogati dal tesoro dello Stato 5,8 miliardi di dinari esclusivamente per la linea ferroviaria da Zemun Polje all’aeroporto Nikola Tesla di Belgrado e al futuro complesso Expo – pari all’82% della somma prevista per quest’anno, secondo quanto appreso da Radar. Il costo totale di tale linea ferroviaria ha finora superato i 30 miliardi di dinari, ovvero 256 milioni di euro.

Entro la fine di aprile le autorità hanno destinato alla superstrada da Novi Sad a Ruma il doppio del denaro stanziato per l’Expo, portando così il costo complessivo del Corridoio Fruška Gora a 570 milioni di euro.

Quest’anno sono stati versati 11,2 miliardi di dinari per la prosecuzione dei lavori sul Corridoio Morava, facendo salire il suo costo totale a 232,8 miliardi di dinari, ossia due miliardi di euro.

In modo piuttosto sorprendente, quest’anno è stato speso per il Stadio Nazionale persino più denaro che per l’Expo: finora lo stadio è costato alle casse statali 415 milioni di euro.

(Radar, 17.05.2026)

https://radar.nova.rs/ekonomija/para-nema-ni-za-ekspo/

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