La protesta è stata organizzata dall’iniziativa cittadina “Gospić è la nostra casa”, che ha chiesto al governo croato la bonifica immediata e completa dei siti in cui sono stati stoccati rifiuti pericolosi, l’accertamento delle responsabilità e scadenze chiare per la loro rimozione.
Il raduno è iniziato alle 11:00 in Piazza Re Tomislav a Zagabria, da dove il corteo si è mosso verso Piazza Ban Jelačić, dove a mezzogiorno si è tenuta la parte principale della manifestazione.
Tra i partecipanti c’erano anche il sindaco di Zagabria Tomislav Tomašević e il presidente del partito Most Nikola Grmoja, i quali hanno affermato che è fondamentale soddisfare le richieste dei cittadini.
Sette richieste al Governo
Gli organizzatori hanno presentato sette richieste al Governo, tra cui la presentazione di un piano di bonifica entro 20 giorni, la rimozione di 33.000 tonnellate di rifiuti pericolosi sotterrati a Gospić entro tre mesi e il divieto di importazione di rifiuti in Croazia fino a nuovo ordine.
È stato inoltre chiesto alle autorità di individuare le ubicazioni di tutti i “punti neri” in cui sono stati sotterrati rifiuti pericolosi, di avviare un monitoraggio a lungo termine di acqua, suolo e aria, e di accertare le responsabilità per quella che è stata definita un’inerzia delle istituzioni.
Alla protesta si potevano vedere bandiere croate e striscioni con richieste di bonifica immediata, lo stop all’importazione di rifiuti e l’accertamento delle responsabilità per lo smaltimento illecito.
Il sostegno di Milanović; l’HDZ assente dalla protesta
I partiti di opposizione in Croazia hanno sostenuto la protesta, così come il presidente croato Zoran Milanović, mentre i rappresentanti dell’Unione Democratica Croata (HDZ), attualmente al governo, non erano presenti.
Il messaggio comune degli oratori è stato una richiesta di responsabilità. Mentre alcuni hanno insistito sulla responsabilità penale di chi ha partecipato o agevolato la gestione illecita dei rifiuti, altri hanno preteso la responsabilità politica di chi era preposto al sistema o non ha reagito tempestivamente.
Con la marcia di protesta da Piazza Re Tomislav a Piazza Ban Jelačić, gli organizzatori hanno cercato di trasformare il problema dello smaltimento dei rifiuti nella Lika da questione locale a tema di rilevanza nazionale, chiedendo una bonifica immediata insieme all’accertamento delle responsabilità penali e politiche.
I partecipanti sono stati invitati a far svolgere la manifestazione in modo pacifico, a non ostacolare il lavoro dei servizi pubblici e a non lasciare rifiuti al termine del raduno.
(RTS, 05.09.2026)
https://www.rts.rs/vesti/region/6033068/protest-zagreb-otpad-lika.html
