Dati statistici mostrano le ore effettive di lavoro in Serbia e nella regione.

In Serbia, in media si lavora 41 ore a settimana. I montenegrini e i macedoni lavorano più ore a settimana, mentre meno lavorano gli ungheresi, gli albanesi, i croati, e i rumeni, questo di mostrano gli ultimi dati dell’Organizzazione internazionale del lavoro.

Sulla base di un totale di 130 paesi, 59 paesi hanno un fondo di lavoro settimanale di meno di 40 ore per dipendente. La Rwanda è il paese in cui si fanno meno ore lavorative a settimana, mentre negli Emirati Arabi Uniti, in particolare in Myanmar e in Qatar, i dipendenti hanno il più alto numero di ore a settimana, ovvero dieci ore al giorno. Osservando tutti i paesi dalla lista, la Serbia secondo tutti i parametri ha una buona media, ma in base al tempo trascorso al lavoro è in cima alla lista.

In Serbia, più di 8,6 dipendenti (ogni undici lavoratori) lavorano più a lungo di 48 ore a settimana, subito dietro i serbi ci sono i montenegrini con 8,4. In altri paesi limitrofi questo parametro è molto più basso:  la Bulgaria è in fondo alla lista, dove quasi nessuno lavora per più di 48 ore, o più precisamente lo 0,8% dei lavoratori, mentre in Ungheria solo il 4,1%, in Macedonia il 3,8%, e in Croazia il 4,4%. Al primo posto è la Tanzania, dove il 60% degli impiegati lavora più di 48 ore a settimana.
La Serbia però ha una buona media perché fanno media anche i dipendenti che lavorano meno di 30 ore a settimana. Questi rappresentano in Serbia il 4,5%, e quasi la stessa percentuale vale per i montenegrini. La situazione è simile anche per i croati, mentre solo l’1% lavoro meno di 30 ore a settimana in Romania, e in Bulgaria il 2,7%.

Vuoi aprire una società in Serbia in pochi giorni? Clicca qui!

Ranka Savic, presidentessa dell’Associazione dei sindacati liberi e indipendenti, non è sorpresa dal fatto che in Serbia, dove la produttività è bassa, si lavori di più a settimana che nei paesi europei sviluppati.

“Quando hai un sacco di disoccupati, com’è la situazione nel nostro paese, i lavoratori non rifiutano gli straordinari. Questo succede sopratutto nei negozi dove i  dipendenti hanno l’obbligo di venire un’ora prima perpreparare le merci, ma anche di rimanere dopo la chiusura al fine di preparare tutto per il giorno sucessivo. Al secondo posto è il catering e al terzo i lavoratori ai cantieri. Il problema è che in Serbia gli straordinari di solito non vengono pagati, il datore di lavoro in cambio di solito concede giorni di ferie, ma a questi lavoratori le ferie non vengono mai concesse perché c’è sempre bisogno di loro al lavoro”,  dichiara la Savic per il giornale “Blic”.

La nostra interlocutrice aggiunge anche che negli ultimi tempi gli straordinari vengono fatti anche dal settore pubblico.

“In precedenza, non era regola, ma oggi nel governo, nei ministeri e in molti altri settori dell’amministrazione dello stato tutti i dipendenti, o almeno una buona parte di essi rimangono in ufficio lavoro fino a quando non va via il manager”, dice la Savic.

Alcune ricerche del 2010 mostrarono che nell’amministrazione statale si lavorava in modo efficace 3 ore e 45 minuti al giorno, mentre sul terreno 25 minuti in più. Allo stesso tempo, dal datore di lavoro i dipendenti lavoravano in modo efficace 7 ore e 18 minuti, quindi quasi quattro ore in più dei dipendenti statali.

Il consulente della Business Support Network, Dragoljub Rajic, sostiene che la disciplina lavorativa può essere migliorata anche nelle aziende private. “I dipendenti non sono colpevoli, il problema sta nella mancanza di una buona organizzazione e nella tecnologia ormai obsoleta”.

(https://www.blic.rs/vesti/drustvo/istrazivanje-pokazalo-da-crnogorci-rade-vise-od-srba/7p8rclh)

This post is also available in: English

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

scroll to top