Sebbene i funzionari statali si vantino spesso del fatto che lo scorso anno la Serbia abbia registrato una crescita del prodotto interno lordo (PIL) tra le più alte d’Europa, accompagnata immancabilmente dall’epiteto di “tigre economica”, raramente viene menzionato quanto il Paese sia in realtà in cattive condizioni per quanto riguarda il PIL pro capite. L’agenzia statistica dell’Unione europea, Eurostat, ha recentemente pubblicato i dati sul PIL reale pro capite per quasi tutti i Paesi europei, e questi dimostrano che la Serbia è uno dei Paesi più poveri d’Europa.
Il PIL reale pro capite è un indicatore economico che misura il rendimento economico medio per persona in un Paese, tenendo conto anche dell’inflazione. I dati per la Serbia sono tanto più preoccupanti se si considera che l’inflazione nel nostro Paese è tra le più alte in Europa. Il PIL pro capite è un indicatore del tenore di vita più affidabile rispetto al PIL totale, che i rappresentanti del governo serbo tendono invece a mostrare quando vogliono dimostrare “quanto bene vadano le cose per i cittadini serbi”.
Tuttavia, se si confronta il PIL reale pro capite medio nell’UE, che lo scorso anno ammontava a 33.530 euro, con quello della Serbia, pari a 8.900 euro, la differenza in termini di ricchezza, cioè di povertà, diventa evidente. Il PIL reale pro capite in Serbia rappresenta appena il 26,6% della media UE nel 2024. Si può dire che un cittadino dell’UE sia in media quasi quattro volte più ricco di un cittadino serbo. Questo significa che ha più risorse per vivere una vita migliore e di qualità, maggiori possibilità di acquistare beni e servizi, di viaggiare, investire nella salute, nell’istruzione, negli immobili e persino in beni di lusso.
Dove si colloca la Serbia nella classifica?
La Serbia si trova in fondo alla classifica europea del PIL reale pro capite. Gli unici Paesi europei più poveri della Serbia sono la Macedonia del Nord, l’Albania e la Bosnia ed Erzegovina. Sebbene per questi tre Paesi i dati Eurostat per il 2024 non siano ancora disponibili, si può dedurre che siano più poveri della Serbia sulla base dei dati del 2023. Questi mostrano che il PIL reale pro capite era inferiore di qualche migliaio di euro rispetto alla Serbia. È interessante notare che il Montenegro nel 2023 si è già avvicinato alla Serbia per quanto riguarda questo indicatore e rischia di superarla, pertanto i due Paesi si trovano attualmente su un livello simile. Il Paese più ricco d’Europa è il Lussemburgo, con un PIL reale pro capite di ben 100.880 euro, seguito dall’Irlanda con 85.700 euro e dalla Svizzera con 80.080 euro. Per quanto riguarda i Paesi vicini alla Serbia, il PIL reale pro capite lo scorso anno era di 11.300 euro in Bulgaria, 13.130 euro in Romania, 16.160 euro in Ungheria e 16.690 euro in Croazia. In Slovenia ha raggiunto addirittura i 25.380 euro.
Non è tutto così negativo
Nonostante tutto, un dato positivo per la Serbia è che negli ultimi dieci anni – e anche più – il PIL reale pro capite è cresciuto costantemente. Se nel 2014 era pari a 5.930 euro, oggi è di 8.900 euro. Ciò significa che è aumentato di quasi il 50% in dieci anni.
L’economista Milan Kovačević ha sottolineato che il PIL non è una misura efficace delle condizioni di vita in un Paese, aggiungendo che nemmeno la sua crescita è un indicatore affidabile del miglioramento della qualità della vita. “La statistica non è così perfetta da poter misurare tutto. Vi faccio un esempio: una volta abbiamo speso dei soldi per rifare la tettoia della stazione ferroviaria di Novi Sad, e questo ha fatto aumentare il nostro PIL. Ora dobbiamo rifarlo di nuovo, quindi bisognerebbe correggere le statistiche“, ha dichiarato Kovačević.
Parlando poi della crescita del PIL, Kovačević ha spiegato che in Serbia è legato prevalentemente a “eventi di breve durata”. “Non abbiamo una crescita del PIL perché abbiamo ricevuto investimenti esteri duraturi. Già sappiamo che alcuni degli investitori stranieri che hanno contribuito alla nostra crescita stanno lasciando il Paese. Per questo è meglio avere un PIL che si possa spendere completamente per ottenere una crescita sostenibile, continua e relativamente stabile. Ma noi non abbiamo questo“, ha affermato Kovačević.
Ha aggiunto che il PIL in Serbia aumenta dopo la costruzione di alcune autostrade, ma che l’anno successivo non è possibile costruire di nuovo le stesse autostrade. Secondo Kovačević, nei prossimi anni sulla crescita del PIL inciderà la costruzione degli impianti legati all’Expo, sottolineando che si tratta di un altro “evento di breve durata”. Per questo motivo, ha affermato, è molto più utile utilizzare il PIL pro capite come indicatore, piuttosto che il PIL totale. “Con il PIL pro capite si può confrontare meglio la nostra situazione con quella degli altri Paesi. Il semplice fatto che un Paese piccolo cresca partendo da una base bassa è il motivo per cui quel dato dovrebbe essere usato con cautela“, ha spiegato Kovačević.
Ha inoltre sottolineato che l’inflazione in Serbia è superiore alla crescita reale del PIL, evidenziando che il problema principale è proprio l’alta inflazione, più che il vantaggio di una crescita del PIL relativamente modesta. Alla domanda se, guardando i dati Eurostat che collocano la Serbia in fondo alla classifica, si possa comunque definire il nostro Paese una “tigre economica”, Kovačević ha risposto che, sulla base di questi dati, possiamo solo dire che la Serbia è uno dei Paesi meno sviluppati d’Europa. “Per fortuna l’Europa è più sviluppata rispetto al resto del mondo, quindi a livello globale siamo messi un po’ meglio“, ha concluso Kovačević.
(eKapija, 13.04.2025)
https://www.ekapija.com/news/5140253/podaci-eu-pokazuju-da-je-srbija-jedna-od-najsiromasnijih-zemalja-u-evropi
