Dalla Commissione europea relazione positiva per la Serbia

Fonti di Bruxelles dell’agenzia Tanjug fanno sapere che la Serbia è il paese balcanico che ha ricevuto i maggiori apprezzamenti per il lavoro svolto. I capitoli 32 e 35 verranno probabilmente aperti a inizio del prossimo anno. Sottolineato lo sforzo dell’Italia nel processo negoziale.

Domani la Commissione europea renderà nota la propria relazione annuale sui passi avanti di Serbia, Montenegro, Bosnia, Macedonia, Albania e Kosovo nell’avvicinamento alla UE. Stando alla fonte di Tanjug, il rapporto non conterrà richieste di introduzione delle sanzioni alla Russia, di cui tanto si parla in questi giorni: per quanto riguarda la politica estera, nelle conclusioni della relazione si troverà la constatazione del fatto che la Serbia non ha conformato appieno la propria posizione a quella della UE, ma che ci si attende che ciò avvenga in modo graduale entro il momento in cui avverrà la formale adesione all’Unione. Del tema si parlerà anche venerdì, quando ai negoziati di Bruxelles parteciperà il Ministro degli esteri serbo Ivica Dacic.

Il documento, secondo il funzionario contattato da Tanjug, mantiene un tono favorevole per la Serbia e contiene un giudizio molto positivo sul Gay pride tenutosi domenica 28 settembre. Per quanto riguarda i capitoli negoziali, la Commissione non fornisce indicazioni precise sulle modalità e i tempi di attuazione; Stefan Fule, Commissario per l’allargamento, aveva già manifestato la propria personale posizione, dicendo che il capitolo 32 (sul controllo delle finanze pubbliche) e il 35 (sulla normalizzazione dei rapporti con il Kosovo) potrebbero iniziare a dicembre. Fonti diplomatiche, però, sottolineano che le posizioni all’interno dei paesi membri sono diverse: durante l’ultimo mese dell’anno i Ministri degli esteri si incontreranno per discutere della questione, rendendo del tutto probabile l’apertura dei negoziati a inizio del 2015, nonostante gli sforzi dell’Italia – si sottolinea nelle rivelazioni – da sempre favorevole ad avviare il più presto possibile il processo d’adesione.

(RTS, 06.10.2014)

 

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