Dal primo luglio in vigore la legge sugli sgravi per i nuovi dipendenti

Da ieri sono entrati in vigore gli emendamenti e le integrazioni alla legislazione sulla tassazione dei redditi che consentono ai datori di lavoro che procedono a nuove assunzioni di ottenere un rimborso sulle tasse sul reddito e sui contributi versati per ogni nuovo lavoratore regolarmente assunto e registrato.

Per ottenere gli sgravi la persona assunta deve essere risultare nei sei mesi precedenti registrata come disoccupata in maniera continuativa oppure deve aver fatto un percorso di tirocinio non pagato nei tre mesi precedenti. Il nuovo assunto non deve nemmeno essere stato impiegato da un’altra azienda correlata con il nuovo datore di lavoro, nemmeno in caso di precedente licenziamento.

I rimborsi dei contributi e delle tasse vanno a scalare in ragione del numero di assunti. Da uno fino a nove nuove assunzioni il rimborso sarà del 65%, tra 10 e 99 assunti si arriva al 70% mentre oltre i 100 nuovi posti di lavoro il rimborso toccherà il 75%. I rimborsi verranno effettuati entro 15 giorni dal pagamento delle imposte e la misura varrà fino al 30 giugno 2016.

L’idea alla base del provvedimento è quella di incentivare la regolarizzazione dei rapporti di lavoro oggi in nero e favorire gli investimenti esteri. Il Consiglio Fiscale ha evidenziato l’incoerenza del provvedimento, che finirà per creare forti differenze di costo tra gli assunti prima dell’entrata in vigore del provvedimento e quelli assunti in base ad esso. Per fare un esempio, oggi uno stipendio netto di 30.000 dinari (280 euro circa) costa al datore di lavoro 48.565,72 dinari, considerando anche la tassazione agevolata al 10% fino a un reddito di 11,422 dinari e tutti i contributi. Un impiegato assunto con la nuova norma  costerà invece 36.498,00 dinari se entro i nove nuovi assunti, oppure 35.569,72 con il rimborso del 70% o addirittura 34.641,43 con lo sgravio del 75%.

Molte conseguenze degli emendamenti sono ancora da valutare: cosa accade se il datore di lavoro licenzia e cosa se il lavoratore assunto sotto queste condizioni si dimette? Vi è un periodo minimo nel quale questo contratto non può essere cancellato? Il datore di lavoro può rimpiazzare gli impiegati così assunti e sotto quali condizioni? Vi sono sanzioni per certi comportamenti e abusi? “Spesso le leggi in Serbia non sono né chiare né precise e adesso aspettiamo i regolamenti e le circolari attuative da parte dei ministeri rilevanti”, dichiara una commercialista.

In ogni caso la platea di lavoratori cui si applicherà la normativa sarà limitata a chi da almeno sei mesi è già registrato presso gli Uffici di collocamento (Nacionalana služba za zapošljavanje, NSZ) o è già in tirocinio non pagato presso le stesse imprese. Altrimenti l’alternativa è quella di maturare i sei mesi previsti dalla nuova normativa prima di poter essere assunti sotto le nuove condizioni.

(Ekapija)

 

 

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