Dacic: “Ue non è un blocco militare, la Serbia può collaborare con chi vuole”

Il ministro degli esteri della Serbia, Ivica Dacic ha detto che nessuno dei paesi membri della  NATO è contro le esercitazioni militari congiunte tra le Forze armate della Federazione Russa e quelle della Repubblica di Serbia. 

“Una esercitazione militare con la Russia potrebbe essere considerata un errore statistico, visto che ci sono meno esercitazioni con la Russia rispetto a quelle con  altri paesi. La Serbia ha il diritto di collaborare con chi vuole. La Serbia è un paese autonomo e indipendente”, ha detto Dacic, aggiungendo che la Serbia ha partecipato varie volte a esercitazioni con i paesi occidentali con cui ha la migliore cooperazione militare.

“L’Unione europea non è un blocco militare. La Serbia proteggerà i propri interessi nazionali”, ha detto il ministro degli esteri.

Dacic ha spiegato che un conflitto con i paesi con i quali la Serbia ha un rapporto tradizionalmente buono sarebbe un suicidio politico. “La Serbia deve lottare affinchè il Kosovo non diventi membro dell’UNESCO. Questo vuol dire che dobbiamo dialogare con i ministri degli esteri di tutti quei paesi che non hanno riconosciuto l’indipendenza di Kosovo”, ha affermato il capo della diplomazia serba.

Inoltre, Dacic ha detto che la Serbia non costruirà un muro per impedire l’ondata dei migranti, però che dall’Unione europea si aspetta la definizione di una politica per risolvere questo problema.

“L’importo di 1,7 milioni di euro che l’Ue ha diretto alla Serbia e Macedonia per risolvere il problema dei profughi non  è serio. Ogni paese ha un approcio diverso quando si tratta di questo problema. Però, noi non possiamo risolverlo, perchè la Serbia non è un paese potente” ha detto Dacic alla conferenza stampa dopo la riunione con i rappresentanti dell’OSCE in Ucraina.

Il ministro degli esteri ha detto che la Serbia ha i propri problemi economici e tuttavia dimostrerà solidarietà, però che anche dall’Unione europea ci si aspetta la definizione di scelte politiche. “L’incoerenza della normativa europea relativa alle migrazioni ha consentito che ogni paese pensasse di risolvere questo problema in maniera diversa. Se un paese non registrasse l’entrata di ogni profugo, essi potrebbero tornarci quante volte vogliono? Questo vuol dire che la Serbia non dovrebbe registrarli? Qual è il messagio dell’Ue? “, si domanda Dacic.

Inoltre, Dacic ha annunciato che domani sarà tenuta la riunione sul tema dei migranti alla quale saranno presenti ministri degli esteri dell’Ue, nonchè i ministri dei paesi candidati. 

(RTS, 03.09.2015.)

 

 

 

 

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