Dacic: Sull’arresto di Seselj si deve ancora discutere

Il vice primo ministro e ministro degli Esteri della Repubblica di Serbia Ivica Dacic ha detto oggi che il Governo deve ancora decidere sull’arresto del capo del Partito radicale Vojislav Seselj se la richiesta del Tribunale dell’Aja di tornare sotto custodia nei Paesi Bassi verrà ignorata da parte dal leader radicale.

Il ministro Dacic ha ricordato che la liberazione di Seselj è stata un suo accordo personale con il Tribunale dell’Aia, senza alcuna consultazione con il Governo serbo. Secondo lui, se nella decisione dell’Aia secondo la quale Seselj deve tornare sotto custodia “c’era qualche intenzione”, allora essa è indirizzata alla destabilizzazione politica del Governo serbo.

“Il Governo serbo è politicamente stabile e ha un proprio percorso di riforme, nonché i propri obiettivi chiaramente definiti per quanto riguarda le relazioni con l’Unione europea, con i paesi della regione e con la Russia”, ha detto il ministro degli Esteri serbo partecipando a un programma della televisione B92.

“A causa di questo problema la Serbia viene direttamente coinvolta nelle decisioni delle quali assolutamente non faceva parte”, ha sottolineato il vice primo ministro Ivica Dacic, che ha valutato che la liberazione del leader del Partito radicale era un accordo diretto fra Tribunale dell’Aja e Vojslav Seselj. Parlando della UE nei confronti della Serbia, in termini di sanzioni contro la Russia, Dacic ha sottolineato che in questo momento non vi è alcun meccanismo giuridico che potrebbe costringere la Serbia a imporre sanzioni contro la Russia e ha sottolineato che non vi è alcuna pressione sulla Serbia per cambiare la sua posizione, tanto più che attualmente presiede l’Osce.

Come stato riportato dall’agenzia “Tanjug” oggi, Seselj ha detto che non aveva alcun contatto con il primo ministro Aleksandar Vucic, né con alcun rappresentante delle autorità in Serbia, per quanto riguarda la sua eventuale consegna volontaria, e che non vi è stato alcun tentativo in questa direzione. “Il mio obiettivo è quello che la Serbia non diventi mai un membro dell’UE. Non abbiamo nulla a che vedere con quella cosa lì. Questo ci rovinerebbe completamente” , ha detto Seselj e ha ribadito che di sicuro non tornerà volontariamente all’Aia e che opporrà resistenza passiva in caso di eventuale arresto .

(Politika, 02.04.2015)

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