Da Napoli a Belgrado per imparare l’eccellenza in chirurgia

Stupisce ancora molti venire a sapere che un paese in transizione come la Serbia vanta tradizioni e competenze mediche riconosciute a livello globale. Si tratta di uno dei migliori lasciti della sanità jugoslava, come anche di un effetto degli stessi vincoli economici degli anni recenti, i quali spingono a far leva sulla crescita delle competenze e dell’esperienza sul campo dello specialista, piuttosto che su costose strumentazioni. Il dottor Antonio Ruffo ha scelto di completare il suo percorso di specializzazione in urologia presso la Fondazione Sava Perovic di Belgrado, uno dei centri di eccellenza al mondo nella chirurgia ricostruttiva uro-genitale.

Quale è il suo percorso accademico e i suoi campi di specializzazione?

Ho conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’ Università degli studi di Napoli Federico II nel 2009 discutendo la tesi sperimentale: ”Calo Androgenico, Fibrosi cavernosa e Deficit erettile”, lavoro che poi è stato successivamente pubblicato su una rivista internazionale. Nel 2010 ho vinto il concorso per l’ingresso alla scuola di Specializzazione in Urologia presso l’ A.O.U Federico II dove sono tuttora impiegato fino alla fine del mio contratto di specializzazione nel maggio 2015.

A Napoli con la mia equipe, che fa capo al Prof. Fabrizio Iacono e al Dott. Giovanni Di Lauro, ci occupiamo un po’ di tutte quelle che sono le patologie urologiche e andrologiche: dai tumori di tutto l’apparato urinario (prostata, vescica, rene etc) alla disfunzione erettile, dalla calcolosi urinaria al trattamento laser dell’ipertrofia prostatica benigna.

Sono venuto nel Marzo 2014 qui a Belgrado per completare il mio percorso di specializzazione presso la Sava Perovic Foundation che, senza ombra di dubbio, è uno dei migliori centri al mondo di chirurgia ricostruttiva genito-urinaria. Presso questa fondazione, diretta dal Dott. Rados Djinovic, si effettuano circa un centinaio di interventi diversi di chirurgia ricostruttiva genitale su pazienti adulti e pediatrici.

Quando in campo medico si pensa alla specializzazione si punta ad andare negli Stati Uniti o altri paesi tra quelli più ricchi al mondo. Tu invece hai scelto Belgrado. Perché?

Ho avuto la fortuna di conoscere il Dott. Djinovic l’anno scorso ad un Congresso Internazionale sempre relativo alla chirurgia ricostruttiva genitale, organizzato qui a Belgrado. Mi resi subito conto della qualità del lavoro del Dottor Djinovic e mi affascinò l’idea di poter trascorrere un periodo di formazione presso la sua fondazione.

Poi mi ero reso conto che Belgrado è una sorta di Mecca per i chirurghi di tutto il mondo che si occupano di questo specifico campo della chirurgia e che molti colleghi venivano qui per perfezionare e affinare le proprie tecniche chirurgiche (molti anche dagli Stati Uniti) e per confrontarsi col lavoro del Dott. Djinovic e della sua equipe. Quindi pensavo che sarebbe stato inutile per esempio, andare negli Stati Uniti quando ad un’ora di aereo mi trovavo il numero uno al mondo nella chirurgia ricostruttiva genitale.

IMG_8222

Da sinistra il dottor Rados Djinovic con il dottor Ruffo e il suo primo assistente il dottor Nikola Stojanovic.

Come si è formato Djinovic?

 E’ stato allievo del Professor Sava Perovic, da cui la fondazione prende nome, che è stato una leggenda della chirurgia genito-urinaria a livello mondiale. Oltre ad essere un chirurgo di fama internazionale, Il dott Djinovic (per gli standard italiani un ragazzo dato che ha solo 41 anni) è umanamente eccezionale,  umile, sempre disponibile all’insegnamento.

sava-perovic

Il professor Sava Perovic (1947-2010), membro dell’Accademia delle Scienze e delle Arti di Serbia, è stato tra i più celebri chirurghi urologi al mondo,

Lui e il suo primo aiuto, il dottor Nikola Stanojevic, mi hanno accolto come uno di famiglia, facendomi sentire come a casa; ed è una cosa da non sottovalutare considerando la mole di lavoro a cui siamo sottoposti ogni giorno (anche 13-14 ore di sala operatoria al giorno!) a causa delle richieste che arrivano da tutto il mondo.

Quali sono le innovazioni nella tecnica chirurgica che sta imparando?

Come dicevo prima, effettuiamo più di cento tipi di interventi di chirurgia ricostruttiva genitale sia adulta che pediatrica.

Si va dalle più rare malformazioni neonatali come estrofie vescicali (ne effettuiamo circa 60 all’anno), agenesie dei genitali, disordini della differenziazione sessuale, ipospadia a patologie uro-andrologiche dell’età adulta: ricostruzioni peniene, Impianto di protesi peniene e cambi di sesso sono all’ordine del giorno.

Proprio riguardo ai cambi di sesso, siamo uno dei pochi centri al modo a effettuare l’intervento di riassegnazione sessuale gino-androide ( da donna a uomo) utilizzando il muscolo dorsale.

L’esperienza a Belgrado quindi è anche un’esperienza maggiormente internazionale, sia per quanto riguarda i pazienti che i colleghi che vengono a imparare le tecniche che eseguite?

La maggior parte dei nostri pazienti arrivano da ogni angolo del pianeta, solo una piccola parte di loro è originario della Serbia. Questo avviene anche grazie alle informazioni che oggi è possibile reperire tramite internet. Molti pazienti arrivano anche dall’Italia con la speranza di vedere risolto il proprio problema grazie a tecniche all’avanguardia.

Anche i colleghi arrivano da ogni paese, e di solito sono già chirurghi affermati che vengono qui a Belgrado a perfezionare le loro conoscenze in campo chirurgico.

IMG_8121

I chirurghi Ruffo e Stanojevic con i colleghi ospiti Harpreet Wadhwa del Department of Urology, University of Illinois at Chicago Cancer Center  (a sinistra) e il cinese Mak Sk del Department of Surgeli, North District Hospital, Hong Kong (a destra)

Come trova il livello di cure mediche in Serbia?

Dalla mia piccola esperienza posso dire che Il livello è altissimo. Sia i colleghi medici che il personale infermieristico sono molto preparati.

Non ho mai sentito un nostro paziente lamentarsi dei trattamenti e dell’assistenza ricevuti. La mia ovviamente è una visione limitata dal fatto che la nostra fondazione è privata e che quindi non può essere paragonata all’ambiente pubblico.

Lei ha quindi scoperto in Serbia un’eccellenza mondiale, frutto delle capacità di un uomo e del suo maestro. Si tratta di un caso isolato o di competenze di alto livello medico che tu reputi patrimonio condiviso nel paese? Cosa manca al paese per proporsi anche come un riferimento internazionale nel campo delle cure mediche?

Credo che il paese debba essere più consapevole e orgoglioso delle sue eccellenze reali. So che ha vissuto e vive anni difficili, un’alternanza di drammi e di occasioni perdute, che hanno portato a un diffuso sarcasmo e scetticismo verso le possibilità dei singoli e del paese intero. Al contrario la mia esperienza è di professionisti non solo di qualità, ma che suscitano l’ammirazione dei colleghi da tutto il mondo. E non si tratta di casi isolati: molti altri professori e chirurghi, a partire dai colleghi dell’ospedale dell’Accademia Militare, sono di levatura eccelsa.

Tuttavia credo che a livello politico la sanità sia ancora vista solo come un costo per garantire un diritto essenziale ai cittadini e non come un fattore di sviluppo economico del paese, capace di far arrivare nel paese valuta estera da tutto il mondo e al contempo di far conoscere il paese e di promuoverne in maniera estremamente positiva l’immagine.

I vostri pazienti vengono da tutto il mondo e devono fermarsi per varie settimane a Belgrado per sottoporsi agli interventi, alle visite di controllo ed essere seguiti dalla vostra squadra. Ha ascoltato da loro commenti e giudizi sul paese e su Belgrado? Quale è la loro attitudine? Cambia a seconda delle nazioni di provenienza?

Mediamente i feed-back sono sempre positivi. Belgrado è una bella città, dinamica, estremamente sicura, con tanti posti dove passare il tempo, punto importante quando si è in fase di convalescenza. A fronte di tutto questo il costo della vita è estremamente contenuto e questo è un altro fattore che viene sempre evidenziato dai nostri pazienti.

La città piace molto anche a me e spero di continuare a lavorarvi, così da garantire ai miei pazienti non solo cure di eccellenza a costi accessibili ma anche l’esperienza di una città e di un paese ancora misconosciuti ma con tanto da offrire.

Share this post

scroll to top
Altro... Belgrado, chirurgia
Belgrado pronta per il summit Cina-Europa centrorientale

Belgrado “riavrà” i suoi musei più importanti

Chiudi