Culibrk (NIN): “Una grande crescita del PIL non significa nulla”

Secondo il rapporto Eurostat, la Serbia è risultato il miglior Paese in termini di tasso di crescita economica nel primo trimestre del 2020; l’editore capo del settimanale “NIN” Milano Ćulibrk sottolinea però che questi dati non significano nulla per i cittadini serbi, e che pochi sanno che l’anno scorso per esempio la crescita del PIL più alta è stata nel Sudan del Sud.

L’esperto ha rivelato che la precedente “top 10” includeva anche Paesi come il Tagikistan e il Burundi, in cui, come ha sottolineato, poche persone vorrebbero vivere.

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Secondo Eurostat, l’economia serba è infatti cresciuta del 5% nei primi tre mesi di quest’anno ma Culibrk stima che questa sia una conseguenza della scarsa struttura economica del Paese e nient’altro.

“È certo che quest’anno a causa della crisi dovuta alla pandemia avremo una recessione, e l’unica domanda è se sarà del 3%, come stimato dall’FMI e dal Consiglio fiscale, o anche più profonda se la situazione sanitaria peggiorerà”.

Lo stesso ricorda che le acciaierie di Smederevo hanno già chiuso un altoforno e che la società, insieme alla Fiat di Kragujevac che lavora a capacità ridotta, è il maggiore esportatore dalla Serbia; è quindi già chiaro che ci aspetta un calo significativo del PIL.

La Serbia inoltre esporta due terzi dei suoi prodotti nei paesi dell’UE, alcuni dei quali quest’anno avranno un calo del 10% nell’economia.

“Il nostro governo sta cercando di convincerci che non ci saranno problemi, mentre sarebbe più facile per tutti che ci dicessero apertamente – ci saranno dei problemi, non sarà facile risolverli (…) e se avremo uno scenario ottimista e pessimista. Nel nostro Paese tutto si riduce a un ottimismo senza motivi di fondo”, ha concluso l’editore.

https://www.danas.rs/ekonomija/culibrk-najveci-rast-ne-znaci-nista/

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