La Croazia ha sbloccato le trattative tra Serbia e Ue

La Radiotelevisione serba ha saputo ufficiosamente da fonti credibili che la Croazia ha dato un consenso scritto affinchè la Serbia possa aprire il capitolo 23 nelle trattative con l’Unione europea. Il Ministero degli affari esteri della Croazia ha negato di aver dato questo tipo di consenso, però il Commissario per l’allargamento dell’Unione europea, Johannes Hahn ha confermato che è stato raggiunto l’accordo reciproco e che l’apertura del capitolo 23 avverrà la settimana prossima.

Il Commissario europeo Johanes Hahn ha detto che con la Croazia è stato concordato il testo della delibera per cui si valuta che la Serbia abba rispettato i requisiti per l’apertura del capitolo 23, nonchè il testo della posizione negoziale dell’Ue.

“Vi posso dire che abbiamo trovato una soluzione che dovrebbe essere messa in pratica. La delibera formale la si aspetta nel corso della settimana prossima. La Croazia ha avuto dei dubbi, però abbiamo trovato la soluzione in merito alla competenza del tribunale per i crimini di guerra che dovrebbe essere accettabile per tutte le parti”, ha detto Hahn.

Le informazioni sull’apertura dei capitoli erano controverse. Anche l’agenzia Tanjug ha avuto informazioni semiufficiali che la Croazia avrebbe sbloccato le trattative della Serbia con l’UE. Però, il ministero degli affari esteri croato ha negato tali informazioni.

La Croazia non ha rinunciato di questo atteggiamento, neanche dopo la conferma arrivata da Bruxelles che l’accordo con la Serbia era stato raggiunto.

Johannes Hahn, commentando le informazioni da Zagabria, ha detto che tutto è concordato tra i membri dell’Unione europea.

La Croazia era l’unico paese dei 28 membri dell’UE che non era concorde sull’apertura di questo capitolo negoziale. Alcuni paesi, in particolare la Germania, hanno insistito che l’apetura del capitolo 23 è necessaria per la credibilità dell’intero processo ricordando che Zagabria si è obbligata di non bloccare i paesi vicini nel processo dell’integrazione europea per le questioni bilaterali che non sono la parte della legislazione europea.

(RTS, 27.06.2016.)

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