Crisi in Macedonia: Xhaferi ancora osteggiato da VMRO-DPMNE

Persiste la situazione di stallo sul controllo del Parlamento macedone dopo che il neo designato presidente, Talat Xhaferi, è stato interdetto dall’assumere il ruolo dai componenti del partito nazionalista che si oppongono alla sua elezione.

Xhaferi, deputato appartenente ad uno dei tre partiti rappresentativi dell’etnia albanesi che ha accettato di formare una coalizione con il leader socialdemocratico Zoran Zaev, è stato eletto il 27 aprile dall’alleanza come presidente del parlamento.

La mossa ha spinto i sostenitori del partito nazionalista VMRO-DPMNE ad assaltare il parlamento, nel corso di uno scontro durante il quale Zaev e diversi deputati di etnia albanese sono stati fisicamente aggrediti. Il 2 maggio, quando Xhaferi ha tentato di entrare nel suo ufficio, diversi deputati di VMRO-DPMNE hanno occupato la stanza, impedendogli l’accesso e dichiarando non valida la sua elezione in quanto condotta non in osservanza delle usuali norme parlamentari.

Inoltre il predecessore di Xhaferi, Trajko Veljanovski, membro del VMRO-DPMNE, non si è presentato per procedere all’ufficiale passaggio di consegne a Xhaferi.

Nel frattempo, il Segretario generale del parlamento, anch’egli membro del VMRO-DPMNE, ha annunciato che l’elezione di Xhaferi come presidente del parlamento non è legalmente valida finché non viene pubblicata sulla Gazzetta ufficiale della Macedonia. Non è tuttavia chiaro se e quando la Gazzetta, controllata dai membri di VMRO-DPMNE, pubblicherà i risultati dell’elezione di Xhaferi.

Il Presidente macedone Gjorge Ivanov, alleato del partito VMRO-DPMNE, ha rifiutato di conferire ai socialdemocratici e ai tre partiti etnici albanesi un mandato per formare un nuovo governo, sebbene tali partiti abbiano dato vita ad una coalizione che detiene 69 dei 120 posti del parlamento.

Il parlamento macedone è bloccato da dicembre, dopo che VMRO-DPMNE si è aggiudicato la maggioranza alle elezione generali, non riuscendo però a raggiungere un accordo di coalizione con altri partiti.

Ivanov e il suo alleato politico, l’ex primo ministro Nikola Gruevski, accusano i socialdemocratici di Zaev e i partiti etnici albanesi di minare l’unità nazionale della Macedonia promuovendo il loro progetto di rendere l’albanese la seconda lingua ufficiale del paese.

I funzionari statunitensi e dell’Unione europea hanno riconosciuto l’elezione di Xhaferi come presidente del parlamento e hanno sollecitato Ivanov a consentire all’alleanza di Zaev la formazione di un nuovo governo.

La Macedonia è priva di un governo funzionale dal 2015, quando ha cominciato a traballare sull’onda delle turbolenze politiche causate da uno scandalo sulle intercettazioni che ha sconvolto il partito al governo, VMRO-DPMNE.

Lo stallo politico ha determinato come conseguenza una vanificazione degli sforzi di Skopje nel suo cammino verso l’adesione all’Unione europea e alla NATO.

(RFE/RL’s Balkan Service, 02.05.2017)

http://www.rferl.org/a/macedonia-parliament-speaker-blocked-from-office/28464365.html 

 

 

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