La crisi della lavorazione della pelle in Serbia: cause e possibili soluzioni

Le capacità di produzione della pelle conciata in Serbia si stanno esaurendo.

Delle 27 fabbriche presenti nel paese in passato, solo due sono ancora operative – l’italiana Luxury Tannery, che ha acquistato la Fabrika Koze Ruma, e la Defar a Zrenjanin. Queste fabbriche, la cui maggior parte proprietari sono stranieri, conciano pelli primariamente per brand famosi in tutto il mondo, soddisfacendo le loro richieste.  Solo Dafar fornisce ancora, in piccola parte, il mercato locale, e ciò costringe i produttori serbi di pelletteria e calzature ad importare materia prima dall’Italia o dalla Turchia.

Secondo i dati della Camera di Commercio della Serbia, il settore della concia e finitura delle pelli e la produzione di articoli di pelletteria ha registrato un calo della produzione del 36,6% nel 2015. Le forniture sono state ridotte del 2% e la realizzazione del 27,8%.

Diversi piccoli produttori operano senza il sostegno dello Stato e non sono in grado di espandere la produzione, a causa degli elevati costi delle attrezzature, secondo quanto afferma l’Associazione dell’Industria tessile, dell’abbigliamento, pelli e calzature presso la Camera di Commercio.

Gli investimenti necessari per le attrezzature per la lavorazione e la concia delle pelli sono molto elevati, soprattutto a causa delle esigenze ambientali, il che significa che non può esserci produzione in mancanza di prestiti o incentivi. 

La società Kodex tratta 600 pezzi di pelle grezza al giorno. L’impianto a Deronje acquista pelle grezza (pecora, capra, vitello), lo tratta, produce prodotti finiti e li vende. In aggiunta al trattamento per la propria produzione, vengono trattate pelli anche per altre strutture locali. Il proprietario, Milos Stojacic, spiega che non si procede direttamente all’esportazione, ma che la maggior parte della pelle locale finisce comunque nei mercati esteri. Tuttavia, gli attuali prezzi di acquisto e di lavorazione delle piccole pelli sono estremamente bassi e sfavorevoli, in quanto il potere d’acquisto è, globalmente, in costante calo.

Al fine di renderle più competitive, raggiungendo il maggior numero possibile di acquirenti, la pelle stessa e il sistema di trattamento in Serbia devono migliorare significativamente la propria qualità, soprattutto nel caso delle materie prime per l’industria calzaturiera, che domina ancora il settore della lavorazione della pelle e  rappresenta l’80% della produzione. “La produzione di calzature in Serbia è quasi estinta, e si produce soprattutto per conto terzi, il che richiede materie prime di qualità superiore. Lo stesso si può dire della Luxury Tannery, che non acquista la pelle grezza in Serbia” spiega Stojacic.

La situazione peggiora se si parla della materia prima principale nel settore della pelletteria. Come nota la Camera di Commercio, si è verificato un rallentamento nel settore dell’allevamento del bestiame, il che significa che sarà sempre più difficile ottenere pelli di qualità in grandi quantità a livello locale in futuro. Ciò è determinato soprattutto dalla mancanza di strategia a livello statale per quanto riguarda lo sviluppo del settore.

“Ci sono materie prime che non possiamo trattare perche non ne abbiamo la possibilità, mancando capacità e le attrezzature. Compriamo pelle grezza dai produttori agricoli e dei macelli, e se da un lato è vero che dovrebbe esserci più bestiame, dall’altro lato il problema è che i macelli in Serbia non sono dotati di macchine per la pulizia. Inoltre non ci sono attrezzature adeguate. Per creare una vera e propria fabbrica per il trattamento delle pelli sarebbero necessari 10-20 milioni di euro, e nessuno sta investendo in questo”, afferma Stojacic, aggiungendo che lo Stato dovrebbe abbassare le tasse, che sono al massimo in Serbia (in Bosnia, Croazia e Slovenia sono al di sotto del 40%). Fondamentale sarebbe anche sopprimere l’economia sommersa e fornire incentivi.

Alcuni produttori si lamentano anche di non essere in grado di vendere i prodotti finiti. SZTPR Derma concia 5.000-6.000 pezzi di pelle all’anno, ma in Zajecar, dove opera, non ha venduto una giacca di pelle in 3 anni. “La produzione non sta andando bene, non ci sono acquirenti. Esportiamo un po’, e l’ultima spedizione è stato fatta un mese e mezzo fa in Slovenia”, spiega Vlastimir Antanasijevic, proprietario di Derma.

A differenza di questo produttore, che si procura le materie prime da parte degli agricoltori e dei macelli locali, Manuals a Novi Sad importa la pelle dall’Italia e dalla Turchia, importando le più recenti tecnologie e producendo pelle conciata al vegetale.

(eKapija, 25.07.2016)

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