La crescita economica in Serbia è la più bassa nella regione

Nonostante gli annunci ribaditi alla fine dell’anno scorso e all’inizio di quest’anno, secondo cui il PIL in Serbia nel 2017 crescerà del 3%, e forse anche del 3,5%, la Serbia è quasi in fondo all’elenco dell’Europa centrale e sudorientale in termini di crescita economica.

Nel primo trimestre del 2017, il PIL è cresciuto solo dell’1,2% e nel secondo trimestre dell’1,3%: per raggiungere il 3% previsto, la crescita economica della Serbia dovrebbe essere almeno del 5%. Gli esperti sostengono che le possibilità di raggiungere questo obiettivo sono minime, ma se il paese avesse un’economia come quella della Romania potrebbe essere fattibile.

Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania hanno registrato la crescita più elevata. La Romania guida l’elenco con la crescita del PIL al 5,7% nei primi sei mesi (l’anno scorso è stata del 4,8%). L’economista capo della Banca centrale di Romania ha avvertito che la crescita non è dovuta agli investimenti, ma all’importazione.

Boris Dragovic, dall’ufficio di McKinsey in Serbia, dichiara: “Ritengo che la domanda interna crescerà grazie alla minore disoccupazione e ai bassi tassi di interesse che parlano a favore della crescita del 3%. D’altro canto, c’è da chiedersi quanto a lungo gli investimenti contribuiranno alla crescita nei prossimi due trimestri, poiché in questo segmento non esiste grande trasparenza. Difatti, la crescita del 3% è superiore a quella della zona euro, ma inferiore alla crescita dell’Europa centrale”.

Il governo serbo non è ancora preoccupato perché il bilancio statale ha registrato un surplus di 33 miliardi di dinari nei primi sei mesi dell’anno, mentre l’avanzo primario (escluso i tassi di interesse sul debito pubblico) ammonta a oltre 104 miliardi di dinari.
Un altro effetto negativo del rallentamento della crescita economica è la lenta diminuzione della quota del PIL del debito pubblico che, alla fine di giugno, è stata del 65,7%.

Un professore presso la Facoltà di Economia di Belgrado, Milojko Arsic, accusa il clima imprenditoriale inadeguato, l’afflusso più basso degli IDE e una più debole attuazione degli investimenti pubblici nei primi sei mesi per la lenta crescita economica.

Nello stesso periodo, il volume dei lavori di costruzione in Serbia è sceso del 5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e ciò ha anche influito sull’attuazione degli investimenti pubblici.

(Danas, 19.08.2017)

http://www.danas.rs/ekonomija.4.html?news_id=354192

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